LIBRI DA FILM

Autrice di oltre 2000 novelle e 35 romanzi, Carola Prosperi inventò un genere: trasporre i film in racconti e libri in modo da dare la possibilità di conoscerli anche a chi viveva in luoghi non raggiunti dal “cinematografo”.
Quello di Carola Prosperi è un caso decisamente unico nella storia della narrativa italiana.
Come è possibile rilevare dall'inesauribile fonte di Wikipedia, diplomata maestra, fu collaboratrice della rivista La Donna, del quotidiano La Stampa, e del Corriere dei Piccoli.
Esordì nel 1899 pubblicando fiabe sulla Gazzetta del Popolo, raccolte in volume con altri racconti nel 1905. Dopo le novelle de La profezia, il successo le arrise con La paura di amare del 1910, vincitore del Premio Rovetta, romanzo dell'infelicità femminile nei matrimoni senza amore.
Anche il successivo romanzo, La nemica dei sogni, del 1914, ebbe un notevole successo e, come la raccolta di novelle La felicità in gabbia, del 1922, s'incentra sul tema della vita coniugale.
Pubblicò circa 2.800 novelle e più di 35 romanzi. È scomparsa nel 1981 all'età di 97 anni
Fin qui la biografia.
Ma l'aspetto più rilevante fu, a mio avviso, la capacità di trasporre in lettura, una lettura semplice, fluida, scorrevole e accattivante, ciò che veniva proposto dalla cinematografia, arte che fino al secondo dopoguerra non raggiungeva tutte le località e si concentrava nelle grandi città.
Diversamente dal cinema i giornali e le riviste arrivavano ovunque, anche nel più piccolo borgo era presente un'edicola o un chiosco e Carola Prosperi tradusse in scrittura le trame che maggiormente l'appassionavano, così da consentire alle sue lettrici di partecipare emozioni e contenuti.
Nel 2002 l'editore Sellerio di Palermo pubblicò “Eva contro Eva”, originalmente edito nel 1951, riscrittura del celeberrimo film hollywoodiano, vincitore di sei Premi Oscar con protagonista Bette Davis. Il film era a sua volta ispirato al racconto di Mary Orr, un'altra donna scrittrice non particolarmente nota, dal titolo “La saggezza di Eva” e in questo percorso di scritture, rielaborazioni e riscritture non sfugge la dinamica tutta “al femminile” che lega la scrittrice originaria, l'interprete del film e la riscrittrice italiana, così come non sfugge all'osservatore la scarsa fama che circonda le figure chiave delle scrittrici, entrambe assai poco ricordate nelle rispettive letterature nazionali.
L'argomento allora si amplia e occorre domandarsi perché mai la “letteratura ufficiale”, quella che tramanda ai posteri il valore degli scrittori, snobbi con insistenza argomenti popolari e di ampia diffusione come l'Amore romantico o, ancora più spesso, finga di non vedere clamorosi successi di scrittrici, dalla stessa Prosperi a Liala per arrivare a JK Rowling, come se i settori del romanzo rosa, della fiaba, della favolistica o della narrativa per ragazzi fossero un sottordine da ignorare, una cosetta da trascurare, non diversamente da quanto accadeva al tempo dei rotocalchi in cui si celebravano i periodici “politici” guardando con supponenza a riviste come Grand Hotel che vendevano (non stampavano, ma vendevano) un milione di copie a settimana.
Carola Prosperi, 2000 novelle e 35 romanzi, è finita nel dimenticatoio della letteratura in quanto colpevole di non aver frequentato l'Alta Letteratura, quella che si interroga, si preoccupa, si domanda e si tormenta, e di avere consolato con la sua scrittura i sogni e le aspettative di milioni di donne che nella letteratura “rosa” ritrovavano i propri sogni, le amarezze, le speranze e le delusioni.
A Carola Prosperi dovremmo dedicare un monumento.



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