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Sostenibilita Insostenibile

  • Immagine del redattore: Gilberto
    Gilberto
  • 23 mar
  • Tempo di lettura: 3 min

Lo scenario che stiamo affrontando su scala globale e bellica definisce alcuni elementi sostanziali per la Nuova Economia basata sull'AI a partire dalla necessaria primazia nel possesso, nel controllo e nella gestione dell'Energia.


Fu una speranza o fu solo ipocrisia quella che per anni sostenne la possibilità di vivere in un mondo basato sulla produzione di forme rinnovabili di energia?

Lo scenario a cui stiamo assistendo è determinato da un futuro prossimo, già in pieno fermento, basato sulla gestione dei flussi di dati, di immensi data center, di cloud, di sistemi tecnologici infinitamente energivori e bisognosi di una risorsa fondamentale per l'esistenza di ogni forma di vita: l'acqua necessaria al raffreddamento degli impianti di calcolo.

In parole semplici tutte le forme di produzione energetica “rinnovabile” che si possono mettere in campo non sono altro che “risorse complementari” rispetto alle forme tradizionali di produzione energetica, a partire dal Nucleare per arrivare ai combustibili fossili, e chi ritiene, conti alla mano, che si possa gestire lo sviluppo tecnologico e produttivo basandosi esclusivamente sul rinnovabile o è illuso o mente sapendo di mentire.

Il fatto che in Germania, per fare fronte alle necessità urgenti dell'industria, si rispolverino le centrali elettriche a carbone dopo avere sciaguratamente dismesso il nucleare inseguendo l'onda green per un pugno di voti dovrebbe far meditare molti sulle scelte e sulle decisioni da assumere: perché o giochiamo all'interno di un sistema economico, accettandone le regole, o ne veniamo esclusi. Tertium non datur.


Alla luce di queste semplicissime riflessioni, comunque speculari rispetto alla Guerra dell'Energia attualmente in corso tra USA e Cina, una guerra combattuta nei campi di produzione delle energie fossili (!) in un Continente appena appena serio si dovrebbe lanciare una corsa alla costruzione di sistemi di produzione energetica comunque intesi partendo non dall'illusione ideologica ma dalle necessità di Megawattore del proprio sistema industriale, considerato non come statico bensì in termini dinamici e proiettivi, dato che il consumo di energia è necessariamente orientato alla crescita.


Alla luce delle caratteristiche di consumo delle nuove tecnologie ci si aspetterebbe fiumi di protestatari in piazza a gridare contro l'eccessivo consumo di Acqua per il raffreddamento degli impianti tecnologici, considerando che si tratta di acqua sottratta all'agricoltura e al consumo civile in un'epoca climatica in cui le precipitazioni sono ambigue e le tecniche di conservazione e distribuzione idrica quanto mai fallaci. Eppure non mi sembra di vedere cortei di protesta.

Alla luce dei dati di consumo energetico mi aspetterei fiumi di studenti al seguito di Greta impegnati a ridurre i consumi e l'utilizzo dei propri dispositivi, mentre nulla di tutto ciò accade e di Greta si hanno poche e labili notizie ormai disgiunte dalla questione ambientale.


Viene allora il sospetto, che è qualcosa più di un sospetto, che l'intera questione della Sostenibilità sia stata un gioco di specchi, un pretesto per sviluppare nuove impiantistiche, per promuovere nuovi modelli di consumo elettrico spacciato per “green” laddove con il green non si produce alcuna riduzione dei consumi ma anzi il contrario.

Occorre allora tornare con i piedi per terra, divenire strutturalmente pragmatici e domandarci di cosa questo benedetto Paese ha bisogno per sopravvivere al cambiamento epocale che stiamo osservando come spettatori paganti.


Per chi fosse interessato ad approfondimenti suggerisco i seguenti titoli


Filosofia della Sobrietà: i trucchi della Sostenibilità insostenibile


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