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SE L'INTELLIGENZA E' DIFFUSA

  • Immagine del redattore: Gilberto
    Gilberto
  • 18 mag
  • Tempo di lettura: 4 min

Non pochi nuovi studi e riflessioni possono orientare l'Umanità ad una nuova e diversa relazione con il mondo animale e, più in generale, con il Pianeta Terra.


Trascorrro gran parte del mio tempo dedicato alle passeggiate primaverili e estive nell'ascolto dei versi dei merli e dopo non pochi anni sono giunto alla conclusione che i merli non si limitino a far sapere agli altri membri della specie di esserci, ma tra loro comunichino altri elementi utili alla sicurezza, all'alimentazione e, in generale, al mantenimento e alla crescita della loro specie.

Gli uccelli, ad ascoltarli bene, modificano il tono vocale a seconda dell'attività in cui sono impegnati e della qualità della relazione con gli altri membri.

Vivo oggi con sei gatti, ma ho sempre vissuto con animali, in particolar modo con cavalli e cani, imparando a distinguerne caratteri, personalità, forme espressive, modalità di approccio, prossemica all'interno del proprio gruppo, intendendo per gruppo anche gli umani con cui si relazionano, e a riconoscerne le specifiche “voci”.


Animalia e Capodogli

Carl Salina, Peter Godfrey-Smith e Bernd Heinrich sono solo tre dei molti autori editi da Adelphi nella collezione “Animalia” (15 i titoli finora pubblicati) che indicano con chiarezza e metodologia incontrovertibile come alcune specie animali osservate, corvi, volpi, testuggini e polpi, dispongano di un'intelligenza come tale affermabile, ovvero siano capaci di comunicare, di formulare ipotesi, di modificare l'ambiente a proprio favore e scegliere tra alternative possibili.

In un recente articolo pubblicato dalla rivista Wired nel novembre del 2025 l'autrice Marta Russo indicava come grazie all'Intelligenza Artificiale l'Università californiana di Berkley ha avviato la decodifica del linguaggio dei capodogli definendo il loro lessico basato su circa 150 fonemi, con un'articolazione della comunicazione estremamente sofisticata, lontanamente assimilabile a quella umana.

Tutto questo per dire che il mondo animale non è composto da quelle “forme meccaniche e inanimate” che descriveva Cartesio, ma da esseri coscienti, senzienti, consapevoli della propria esistenza, capaci di emozioni e di affetti, in grado di comunicare attraverso linguaggi diversi da quelli umani.

Dovrebbero essere sufficienti queste osservazioni per assumere un atteggiamento “animalista”, ma l'atteggiamento non è sufficiente: bisogna fare un passo in avanti assumendo l'etica necessaria nella relazione con un mondo animale che, a ben guardare, è composto da “nostri simili”.


Variazioni sul tema

Nell'osservazione delle fasi evolutive di fauna e flora sul nostro pianeta si ha l'impressione che le forme di vita che si sono andate sviluppando nel corso di miliardi di anni altro non siano che “Variazioni su un Tema originario”. Ognuno di noi, ogni animale e ogni pianta, ogni essere organico, reca in sé l'impronta originaria dei primi organismi monocellulari apparsi nel brodo primordiale. L'evoluzione, pertanto, appare essere una Variazione tematica della Vita definita attraverso infiniti adattamenti, reazioni ad ambienti consoni o ostili e azioni di fuga da quelli ostili e di ricerca di quelli consoni.

Questa ipotesi evolutiva apre però scenari inusuali che meritano di essere se non compiutamente analizzati, cosa che ho provato a fare nei miei diversi saggi tematici, quanto meno indicati.


Il Pianeta Vivente

La prima questione domanda se l'Intelligenza appartenga alla vita organica o se non sia parte attiva e costituente di quella “Gaia, Pianeta Vivente”, della nostra Terra, di quella che nelle culture sciamaniche viene chiamata Pachamama: un'Intelligenza immanente che permea ogni elemento che dalla Terra nasca e venga alimentato.

Per stregoni e sciamani, e per gli animisti in genere, la Terra è vivente e intelligente e ogni singola sua parte è dotata di un proprio spirito.

Fino a quando non avremo risolto il quesito relativo alla trasformazione originaria della materia inorganica in materia organica resteremo, ovviamente, nel dubbio che chiamiamo “origine della Vita”.

Osservo, per terminare questa prima valutazione del quesito, che recentemente la Cotituzione della Bolivia ha introdotto il riconoscimento di Personalità Giuridica a favore della Terra (Pachamama) che pertanto non può essere sfruttata oltre le condizioni di rinnovabilità di ciò che può offrire al mondo dei viventi. Si tratta di un esempio che un certo mondo produttivo e il suo sistema economico basato sullo sfruttamento intensivo delle risorse, non può ovviamente accettare attribuendo così alle credenze delle antiche culture un valore negativo e persino derisorio.


Dall'Inorganica all'Organica e ritorno

La seconda questione domanda se lo scopo dell'evoluzione, qualora si attribuisca all'evoluzione stessa una forma deterministica, sia lo sviluppo della corporeità e fisicità degli individui (dall'Ameba all'Uomo, per intenderci, come assumono le religioni monoteiste) o non piuttosto lo sviluppo e la trasmissione dell'Intelligenza attraverso gli individui.

Questa seconda ipotesi, quella relativa alla trasmissione e crescita dell'Intelligenza, implica una valutazione attenta della nostra attuale relazione con l'Intelligenza Artificiale, un'intelligenza “inorganica” sviluppata dall'intelligenza organica umana che, in quanto “inorganica” ha possibilità di trasmissione e durata infinitamente superiori rispetto a quella organica: solo androidi e robot potrebbero “colonizzare” sistemi planetari lontani anni luce, non certo noi umani, afflitti da esistenze organiche brevi e fugaci.

Se la risposta alla domanda è questa, allora si potrebbe persino immaginare che il progetto evolutivo non sia casuale, come vorrebbe la scienza contemporanea, ma piuttosto orientato fin dall'esordio verso un obiettivo specifico, quello della diffusione della vita su altri pianeti ospitanti attraverso lo sviluppo dell'Intelligenza.


La centralità di Animalismo & Ambientalismo

Ecco allora che mettendo in relazione i trattini qui molto sommariamente indicati rileviamo un progetto che attribuisce all'Ambiente (Terra, Gaia, Pachamama) una centralità non passiva ma, piuttosto, proattiva rispetto al progetto stesso, definendo così la necessità di sviluppare forme di Ambientalismo assai più determinate rispetto a quelle attuali, forti delle parole di Chico Mendes, sindacalista brasiliano, che affermava che “senza lotta di classe l'ambientalismo è giardinaggio”.

Ovviamente se assumiamo l'idea della “personalità giuridica” della Terra o della sacralità di Pachamama, i criteri dello sfruttamento delle risorse caratteristico del capitalismo avanzato non possono non essere messi in discussione, così come non possono non essere soggetti a critica i comportamenti consumistici e consumeristici che caratterizzano le nostre società.

L'Ambientalismo non può non includere il Consumo Critico e Consapevole, non può non affermare la Sobrietà come stile di vita.

Allo stesso modo l'attribuzione e il riconoscimento al mondo animale di emozione, consapevolezza e intelligenza non può non affermare scelte orientate al rispetto delle altre specie, ad una convivenza con il mondo animale non basata sullo sfruttamento e l'utilizzo strumentale ma sulla “convivenza”, all'assunzione di stili di vita e di comportamento che definiscono almeno nel vegetarianesimo, se non nel veganesimo più estremo, una scelta eticamente e moralmente necessaria.



1 commento


Linda
18 mag

Un testo che pone domande profonde

e necessarie al di là delle singole posizioni filosofiche o scientifiche, colpisce il tentativo di superare l’idea dell’uomo come centro assoluto dell’esistenza, riportando attenzione alla relazione con gli animali, con la Terra e con il concetto stesso di intelligenza.

Interessante anche il legame tra etica, ambientalismo e modello economico, se riconosciamo valore e sensibilità al mondo vivente, allora cambia inevitabilmente anche il nostro modo di consumare, produrre e abitare il pianeta.

Un articolo che invita più a riflettere che a prendere posizione immediata, ed è forse proprio questo il suo punto più forte.

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