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LA CITTA' DEI VELENI

  • 8 feb
  • Tempo di lettura: 3 min

Volete la Salute o i Parcheggi?


Si racconta che all'inizio dell'incendio che distrusse 40 vite al Constellation di Crans Montana il dj continuasse imperterrito a diffondere musica, non diversamente da come agirono gli orchestrali e i camerieri in servizio nella Prima Classe del Titanic durante le prime fasi del naufragio che inghiottì il gigante del mare.

Vuole la Storia umana, infatti, che i lacché del potere fingano di non vedere, si prodighino di cure nel nascondere, provvedano a celare ciò che potrebbe urtare la suscettibilità e il buon umore dei padroni.

Così poco importa se la città in cui si vive e si opera sia colma di veleni, di inquinanti, e ancora meno importa se le campagne attorno siano sature di chimiche non proprio legittime, roba che quando viene sparsa al posto dei fertilizzanti più sani spande un greve odore fin nei meandri urbani.

Tutti zitti e tutti muti di fronte allo scempio, uno scempo che scende dalla zolla alla falda, perché non sia mai che ai padroni il raccolto costi più di quanto in cuor loro vogliano spendere.

Tutti orbi e tutti assenti quando si tratta di porre mano ad una revisione sistemica e organica dei flussi di traffico, dell'urbanistica, di un nuovo progetto di trasporto urbano, delle caldaie, dei soggetti a vario titolo inquinanti che a disturbare il manovratore poi chissà dove si va a finire e poi sarà mica tutto vero quello che si dice, quello che si scrive.

Ma i dati sono dati e come tali sono incontrovertibili.

E se una città priva di industrie si colloca al primo posto per mortalità da inquinanti qualche domanda è lecito farsela.

Si quanti e quali scorie è ricco il sottosuolo?

Quali lasciti inquinanti hanno lasciato l'industria chimica e i laboratori del nucleare?

Quali fertilizzanti si spargono in risaia: forse quelli prodotti dagli scarti interrati nelle terre dei fuochi o in altre straordinarie cave illecite sparse a vario titolo sul suolo nazionale ?

Cosa si aspetta ad avviare operazioni di bonifica integrale di suolo e sottosuolo?

Chi scrive, purtroppo, ha esperienza in materia, dato che quando era investito dell'attività di Segretario del tavolo tecnico politico per la TAV in Valle di Susa, attorno al 2004/2006) ricevette un esposto dell'ARPA in cui si indicava con chiarezza che una certa industria produceva emissioni di diossina per oltre mille volte (1000 volte) il consentito. Il dato era noto anche ai sindaci della zona, ma i sindaci basavano il loro bilancio sulla fiscalità di quell'industria, per cui lasciavano l'esposto in un cassetto non volendo, non sia mai!, inficiare i propri bilanci.

Intanto in un paese poco a valle dell'industria i tassi di tumore (linfatici in prevalenza) aumentavano a botte del 400% l'anno, senza che alcuno osasse intervenire.

E quando chi scrive osò parlare venne intimato di tacere, da parte di un altissimo ufficio pubblico, col rischio di venire querelato per diffusione di allarme sociale.

Da anni, da quando risiedo a Vercelli, sostengo ampiamente inascoltato - che la Città necessita di un Progetto per la Sostenibilità (Ambientale, Energetica e Sociale).

Per anni ho proposto un'idea di Vercelli Sostenibile, ampiamente snobbata dai più.

Ora che persino l'autorevole La Stampa si è accorta di quanto era già da anni evidente chissà che i cittadini più volenterosi non vogliano fare pressione perché l'amministrazione del territorio, comunale e provinciale, si diano una sveglia e agiscano di conseguenza.



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