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ACQUA, ENERGIA, UOMINI E I.A.

Immagine del redattore: Gilberto
Gilberto
20 ago
Tempo di lettura: 1 min

Dovremo prendere presto una decisione: se l'acqua serva a dissetare i viventi o a raffreddare gli impianti di produzione dell'Intelligenza Artificiale, e se l'energia serva a migliorare la condizione di vita degli Uomini o a potenziare la capacità di calcolo.

La scelta è, evidentemente, politica e nei giorni presenti l'ago della bilancia sembra propendere a favore dell'Intelligenza al Silicio, mentre la maggior parte dell'Umanità risulta, per l'economia corrente, poco "profittevole" quando non decisamente "superflua".

Persone che non consumano, che se occupate generano scarsissima marginalità, che finiscono con il "pesare" sul bilancio pubblico senza generare opportunità neppure in prospettiva vengono sempre meno velatamente indicate come "superflue" e indesiderabili, e in questa logica marginalizzare, rese invisibili, esiliate all'interno delle società umane.

Le altre, quasi tutte le altre, rischiano seriamente di vedere acquisite le loro competenze tanto dalla robotica quanto dall'Intelligenza Artificiale, finendo rapidamente nel gorgo della precarietà esistenziale.

Nei miei saggi ho spesso indicato l'ipotesi che l'Uomo sia un tassello necessario e giunto a fine corsa nella realizzazione di una Super Intelligenza capace di replicarsi nello spazio e indifferente al trascorrere del tempo, e i tempi che stiamo percorrendo sembrano confermare l'ipotesi: le risorse fino a ieri necessarie all'Uomo sono oggi destinate e orientate all'efficienza delle nuove, performanti, indistruttibili, idrovore e energivore macchine, siano esse parte della robotica o dell'Intelligenza computazionale al silicio.

Davanti a questo scenario serve inevitabilmente quanto urgentemente un nuovo Umanesimo che affermi la priorità della Vita Organica, un'Etica degli esseri viventi prevalente rispetto all'avidità tecnofinanziaria, una Politica capace di operare scelte oppositive rispetto al precipitare degli eventi verso il quale un malaccorto scientismo ci sta conducendo.



2 commenti


Linda
20 ago

È un discorso estremamente serio, perché tocca una questione che non è soltanto tecnologica, economica o ambientale, ma profondamente filosofica che cosa consideriamo veramente importante e quale posto vogliamo che l’essere umano occupi nel futuro che sta costruendo?

Da un punto di vista razionale, l’Intelligenza Artificiale non possiede necessariamente un valore proprio né una finalità autonoma è uno strumento, e come ogni strumento tende a riflettere gli obiettivi che noi le attribuiamo. Il problema, quindi, non è soltanto quanto diventerà intelligente l’IA, ma quanto saremo capaci noi di stabilire dei limiti, delle priorità e dei valori.

Se acqua ed energia, risorse fondamentali per la vita, vengono progressivamente orientate verso sistemi tecnologici sempre più "energivori"dobbiamo necessariamente porci una domanda... stiamo utilizzando…

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Gilberto
Gilberto
20 ago
Risposta a

vorrei tanto tu avessi ragione, ma temo seriamente il contrario

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