NUOVO IMPERO DIGITALE

Ieri ne scrivevo come se fosse un'epica leggenda, oggi affronto il toro per le corna: il Nuovo Impero Digitale è già presente e si candida a scardinare l'architettura politica mondiale.
Come ripeto in tutte le pubblicazioni che curo da sempre l'evoluzione tecnica modifica l'economia e l'economia interviene sull'organizzazione, produttiva, politica e culturale della società.
L'assunto è fondamentale per comprendere il radicale cambiamento di paradigma in cui siamo immersi.
Stati deboli, Banche incerte, Piattaforme forti
L'Occidente è sovra indebitato, e non riesce più a fare fronte al Debito Pubblico dei singoli Stati. In altri articoli ho esaminato le singole, più evidenti situazioni per cui non ritengo necessario approfondire in questa sede gli aspetti quantitativi del Debito Pubblico. La dimensione è comunque tale da impensierire i Mercati e, soprattutto, gli Istituti di Credito a loro volta titolari del Debito Pubblico in forma di principali detentori di T-Bond e altri fogli che potrebbero improvvisamente non disporre più di alcun valore di scambio. La dimensione del Debito Pubblico è tale da poter trascinare in un crack collettivo tutte le banche del pianeta, non diversamente da come i prestiti erogati dai Medici al Vaticano e da altri banchieri ai loro Signori per affrontare spese militari portarono al collasso famiglie, banche e relative finanze.
In generale, e molto superficialmente scrivendo, gli Stati hanno organizzazioni burocratiche elefantiache e improduttive e devono, per stabilità sociale, erogare servizi onerosi alla cittadinanza: il meccanismo conduce ad un irrisolvibile indebitamento e il debito obbliga ad erogare obbligazioni sempre più onerose, dove il tasso di sconto segue la credibilità della solvibilità del debitore.
Le Banche fanno a gara per aggregarsi e consolidarsi in gruppi sempre più strutturati con l'unico obiettivo di poter ragionevolmente fare fronte, con propri mezzi, ad eventuali turbolenze del Debito Pubblico, ovvero situazioni di default sempre più possibili se non probabili.
Sul terzo fronte, quello delle piattaforme digitali, il flusso dei ricavi è mastodontico e supera ampiamente i valori del PIL della maggioranza degli Stati conosciuti.
I costanti incontri tra la Presidenza statunitense e il gotha della tecnologia racconta di un sempre più insistito legame tra un gigantesco produttore di debito, lo Stato, e straordinari produttori di reddito, le piattaforme digitali.
Verso quale tipo di relazione e/o di integrazione si vada non è dato, finora, sapere ma alcuni segnali ed elementi risultano particolarmente significativi.
Abbiamo i Prodotti, creiamo i Mercati
Le diverse piattaforme sono nate dalla possibilità di acquisire dati individuali che diventano Big Data di grande interesse per gli attori economici e politici. Per acquisire i Dati le piattaforme si sono specializzate in caratteristiche diverse: c'è chi propone relazioni e chi servizi, chi vende prodotti e chi logistica, chi informazioni e chi caselle di posta elettronica, ma indipendentemente dalla caratteristica dell'offerta è l'acquisizione e il commercio dei Big Data il business principale.
Al termine del primo ciclo storico ed economico, tecnicamente quello del Lancio dell'iniziativa, le piattaforme definiscono il proprio Consolidamento attraverso la personalizzazione dell'offerta operata mediante algoritmi in grado di offrire al singolo utente idee di consumo coerenti con il profilo utente.
Al livello immediatamente successivo, quello attuale, la piattaforma propone al consumatore di utilizzare il proprio “sistema valuta” per definire acquisti e consumi: lo fa da tempo Amazon con i coupon d'acquisto, lo propone Ebay con il “conto deposito online” in cui i ricavi definiti dalle vendite sviluppate divengono cash disponibile per acquisti sulla stessa piattaforma, lo siluppano altre piattaforme intente alla definizione di una propria valuta digitale convertibile con le valute correnti.
Questo modello disegna una struttura economico finanziaria trasversale e transazionale in grado di sostituirsi rapidamente ai circuiti bancari tradizionali operando sul mercato parallelo delle criptovalute e delle valute digitali assicurate da blockchain confermative.
Le Piattaforme, in questo preciso momento, stanno convertendo gli iscritti in clienti e le valute di acquisto in propri E-Bonus, moneta corrente sulla propria piattaforma eventualmente scambiabile con altre criptovalute o, finché hanno valore, con valute istituzionali.
Ogni Piattaforma, pertanto, definisce il proprio Mercato che è mercato privo di confini fisici, non soggetto a onerose burocrazie, in grado di emanare proprie disposizioni e norme sovrapponendo la propria regolamentazione a quella tradizionale degli Stati in cui avviene fisicamente lo scambio.
La creazione di Valute il cui valore è legato esclusivamente alla relazione tra domanda e offerta genera un prepotente sostegno alla personalizzazione della comunicazione pubblicitaria e all'incentivazione massima dei servizi di credito al consumo proposti direttamente dalle Piattaforme o da loro strutture controllate definendo una proiezione rialzista valutaria scollegata, però, alle inconvenienze inflazionistiche dell'economia tradizionale.
In attesa del Crack
Come corvi in attesa gli attori delle Piattaforme principali osservano il dibattersi degli Stati nelle sabbie mobili del Debito Pubblico con l'obiettivo non dichiarato di sostituirsi de-facto alle economie burocratizzate degli Stati con i propri processi economici e finanziari.
Ogni incremento del Debito Pubblico in capo agli Stati è un passo avanti verso lo sradicamento dell'idea storica di Stato e di Pubblica Amministrazione, con la prospettiva dell'intera digitalizzazione dell'organizzazione e delle strutture in capo ai gestori delle autostrade digitali e dell'AI, in cui le opere pubbliche e i relativi servizi alla cittadinanza saranno assegnate da organismi amministrativi di estrazione tecnica e non politica in un processo integrale di privatizzazione delle Amministrazioni territoriali.
Tecnocrazia Feudale e bannazione eterna
Il Consumatore, quindi, non si confronterà più con lo Stato esattore, ma con le Piattaforme di riferimento senza le quali, in tempi piuttosto rapidi, non dispone di visibilità sociale, di relazioni, di canali commerciali, di informazione e di svago. Paga con i propri dati e i propri consumi il “pedaggio” al Feudatario regnante che mantiene l'account esistente e acconsente esplicitamente al trattamento dei dati e all'obbedienza alle regole imposte dal Signore della Piattaforma, pena l'esilio, la dimenticanza, la bannazione eterna.
Cambio di Paradigma
Immagino che quanto ho scritto possa far arricciare il naso a qualcuno, ma sono pronto a scommettere che il cambiamento si confermerà nel giro di non oltre dieci anni da oggi, forse anche la metà. I segnali sono manifesti e incontrovertibili, mentre resta da capire quale e quanta resistenza potranno fare gli Stati così come sono oggi strutturati rispetto allo stravolgimento del Paradigma che definisce le relazioni tra Economia e Governance.
Aggiungo quindi che davanti a questo scenario che non è possibilista ma probabile, qualsiasi politica incentrata sull'attuale, qualsiasi politica che non assuma il nuovo scenario come ambiente di riferimento è perdente in partenza.
Siamo davanti al più grande e più rapido cambiamento sociale, politico, economico e strutturale della Storia dopo la Rivoluzione Industriale dell'ottocento: affrontarla con modelli politici novecenteschi è semplicemente ridicolo.





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