TEKNE'

Le Saghe tramandano la fine degli Stati e la nascita di Teknè, il nuovo Impero. Accadde durante il Terzo Mandato di Donald il Temerario: il Debito sfondò il soffitto, lo Stato si disfece e i confini dell'Impero divennero quelli della Rete.
Raccontano le saghe che Donald il Temerario non avrebbe dovuto, e neppure potuto, assumere un terzo mandato, ma nessuno tra i suoi nemici era così folle da assumere il trono ben sapendo le condizioni del palazzo, la fragilità delle finanze, la pochezza degli eserciti, il disavanzo abissale che imponeva di imporre dazi e tasse e imposte e rapine petrolifere e invasioni di ghiacci al solo fine di rimandare il disastro che persino Elon il Joker aveva previsto astenendosi dal porvi rimedio dopo aver visto con i suoi propri occhi di mosca la vastità e l'irrimediabilità del danno.
Bande di ribaldi compravano titoli di Stato come fossero bistecche da grigliare ben sapendo che più ne acquistavano e più cresceva il debito e maggiore era il debito ancor più pingue il tasso: si prediva il futuro osservando le curve dei rendimenti come un tempo il volo degli uccelli.
Poi fu il buio.
Donald il Temerario scomparve in un turbine di menzogne e il Domino Planetario della Finanza globale collassò trascinando con sé l'Occidente e i Suoi Stati, il debito e la Finanza, abbattendo secoli di Storia nel fragile tempo di un bit, e dove un tempo erano Stati e Governi, Amministrazioni e Confini sorse uno spettrale nulla, una indistinta palude, una platea umana disperata e connessa che nelle connessioni ritrovò Speranza e Certezze.
Il Piccolo Senato si proclamò controllore di chi desidera il controllo, estendendo i Confini dell'Impero ovunque vi fosse accessibilità di Campo.
Affermò la TecnoNorma e la Costituzione Netiquettata che tutto concede ma vieta il falso decidendo per tutti ciò che distingue il falso dal vero.
Proclamò il Libero Mercato e commercio purché praticato sulle Piattaforme omologate, appartenenti, guarda caso, ai Senatori Anziani.
Affermò la Pentocrazia, titolata e affidata ai Padri Fondatori delle cinque maggiori piazze digitali e chiamò il nuovo impero Teknè.
Abolì banche e ricettatori definendo ogni transazione privata affermabile ed eseguibile esclusivamente con Token Senatoriali, ed ogni Token acquisibile vendendo servizi o prodotti all'interno delle Piattaforme omologate, ed ogni Token emesso dalla rispettiva Piattaforma recava l'effige del proprio Padre fondatore.
Definì l'immensa piattaforma della democrazia effettiva lecita e aperta ai propri azionisti, ognuno in grado di esercitare il proprio voto e potere in funzione delle azioni numericamente possedute, ed ogni azione definita e posseduta garantita dal sistema di blockchain.
Demandò la Difesa dell'Impero alla funzione satellitare, abilitata da tempo anche al Controllo Sociale, del Territorio, della Famiglia e dell'Individuo connesso e riconoscibile.
Ammise la produzione incontrollata e rese l'Impero libero da tasse, imposte, balzelli e concessioni qualsivoglia esercizio della mente o del corpo, generando immense riserve finanziarie grazie al commercio autoprodotto dai Consumatori di infiniti dati personali, di orientamenti e desideri.
Affermò la Politica nemica del Consumo e lasciò che il Desiderio assumesse i contorni del Divino.
L'accesso divenne permanente e con esso il consumo d'energia e con quello la captazione diretta d'esazione energetica con prelievo dei Token guadagnati, depositati presso i rispettivi forzieri virtuali immersi nelle immensità di oceani artici o boreali.
Tassò leggermente i Like ottenuti per provvedere alla manutenzione sistemica, e a tutti offrì un mondo di Libertà, di Espressione di Arte e di Opportunità purché fosse fatto proprio il motto dell'Impero, quel “Connecto Ergo Sum!” che campeggiava sul Campidoglio Californiano.
Felici i cittadini dell'Impero acquisivano informazioni, scambiavano, vendevano, acquistavano, conoscevano, incontravano, liberati dagli affanni del passato, dalle strette creditizie, dalle tensioni politiche, dai timori nucleari, dai mutui insostenibili, dallo stress del lavoro, liberi di disporre, di noleggiare e persino di avere ciò che il mondo non cessava mai di offrire e produrre.
Così narrano le saghe giunte fino a noi dei Luminosi Tempi che seguirono la tirannide di Donald il Temerario.





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