MISOGINIA E MITOLOGIA
- Gilberto

- 2 dic 2025
- Tempo di lettura: 2 min
Pandora, Elena e Eva: perché nei millenni la misoginia non è tramontata?
Ci si domanda il perché la Misoginia sia così diffusa e andando in cerca delle cause storiche della dinamica di contrapposizione tra Uomini e Donne trovo un volume pubblicato da Einaudi nel 2000, scritto da Jean-Pierre Vernant, intitolato “L'universo, gli dei, gli uomini” in cui a pagina 63 si legge:
“Gli dei creano un essere fatto di terra e acqua, in cui viene immessa la forza di un uomo e la voce umana. Ma Hermes le mette in bocca anche delle parole menzognere, la dota di uno spirito da cagna e di un temperamento da ladro.”
Queste righe descrivono la creazione di Pandora, la prima donna modellata da Efesto e offerta dagli Dei e Epimeteo – il cui nome significa “colui che viene ingannato”, fratello di Prometeo, quello del fuoco, il cui nome significa “colui che comprende” – che ne subisce immediatamente il fascino seduttivo e ne diviene succube.
Pandora, divenuta moglie di Epimeteo, divora le sue sostanze: ha un appetito da lupo, manifesta esigenze sempre crescenti, ciò che il marito può offrire sembra non bastare mai.
E alla fine, frugando nella dispensa di Epimeteo, apre un vaso proibito lasciando liberi tutti i mali che affliggono l'umanità. Ultimo male ad apparire è la Speranza.
Nella mitologia greca la figura femminile viene tratteggiata come un male necessario per fare proseguire la stirpe, ma comunque si tratta di un soggetto generatore di tensioni, disastri e altre criticità. Per Elena si scatena una delle più terrificanti guerre dell'antichità, la rivalità in bellezza tra le Dee, qella che confluirà nella scelta di Paride, si riverbera nei conflitti umani.
In ambito filosofico l'unica donna di cui si esaltano le qualità nel mondo antico è la moglie di Socrate, Santippe, tramandata per la sua insopportabile vis polemica.
E non parliamo poi di Eva, dalla cui tentazione derivano tutti i disagi umani e la perdita dello status paradisiaco e immortale di cui l'uomo godeva nell'Eden originario.
Le diverse mitologie ariane, dalla mesopotamia all'egeo, coincidono nella discriminazione sessuale mentre le diverse divinità femminili, si pensi alla Dea indiana Khalì o alla Shekhinah libanese, sono portatrici di distruzione la aprima e aridità che stermina i raccolti la seconda.
Nel cristianesimo originario e paolino la donna va tenuta lontana, isolata, meglio non averci a che fare. Sarà solo alcuni secoli dopo, con l'affermazione della bontà universale di Maria, che la misoginia strutturale del cristianesimo sarà messa, molto relativamente, in discussione.
La Misoginia, comunque, è radicata in una serie di Meme culturali che attraversano l'intero pianeta e se dobbiamo dare retta a Jung, che di miti se ne intendeva e li poneva alla base dell'inconscio collettivo, qualche buon motivo ci dovrà pur essere.





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