L'INDECISIONE
- 21 feb
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Venerdì 20, all'ora bizzarra dell'aperitivo, la sala di Via Duomo era stracolma di persone interessate all'argomento. Nessun manifesto pubblico, nulla all'entrata dell'edificio. Solo il passaparola pazientemente veicolato dall'organizzatore e moderatore dell'evento, Fabrizio Finocchi.
Trascurabile il fatto che gli organizzatori, partiti del centro sinistra moderato, si siano presentati affermando il proprio orientamento di voto al prossimo referendum costituzionale: l'incontro si svolgeva infatti confrontand le ragioni del SI e quelle del NO disponendo di due docenti universitari, tra loro amici, dalle opposte opinioni.
Dibattito civilissimo, aula molto attenta, forse, a volte, tracce inevitabili di accademia e dottrina, sottigliezze per le quali non tutta la platea, incluso chi scrive, dispone di adeguati mezzi di verifica e competenze ma, ripeto, di estrema correttezza.
Interessante anche notare come tra il pubblico vi fossero consiglieri regionali, ex sindaci, rappresentanti di categorie e associazioni di rilevanza sociale, molti dei quali, credo, in cerca di conferme o di modelli di informazione e comunicazione adatti a dimostrare le proprie tesi, politicamente predeterminate, assunti però non dalla segreteria politica ma dalla viva voce di esperti della materia.
Perchè questo Referendum è un guazzabuglio da qualsiasi parte lo si prenda.
Tutti siamo consapevoli del fatto che la "Giustizia" funziona male, anzi malissimo e che pertanto sia necessario rinnovare il sistema giudiziario a partire dal Codice di Procedura Penale.
Ma, a mio avviso correttamente, si sostiene che modificare 7 articoli costituzionali basandosi su una maggioranza parlamentare che non rappresenta la maggioranza dei cittadini (si tratta infatti del 40% di quel 60% che si recò alle urne, quindi poco più del 24% degli aventi diritto) definisca un rischio di stravolgimento costituzionale per mano di una minoranza. Anche vero, però, che chi non vota delega implicitamente chi lo fa decidere e scegliere anche in suo nome.
Come dire: una riforma ampiamente dibattuta, condivisa e confermata ad ampia maggioranza parlamentare e concordata con le parti in causa (ANM in primis) sarebbe meglio di una riforma approvata a botte di fiducie e auspicati plebisciti.
Alla fine del confronto, da quanto ho potuto capire, ognuno dei presenti è rimasto dell'idea che aveva al momento di entrare: favorevoli e contrari però non erano forse in maggioranza trovandosi la maggioranza tra gli ancora indecisi e incerti.
Complimenti, comunque, all'organizzazione: un esempio di correttezza democratica di cui, in tempi in cui gli stracci volano, c'è enorme bisogno.




Ero presente anch’io, insieme a mio figlio, perché sei stato proprio tu ad invitarci a partecipare. Ho trovato significativo condividere con lui un momento di confronto così civile e approfondito: ascoltare opinioni diverse, ragionare insieme, farci domande. Credo sia uno dei modi più belli per vivere la democrazia, soprattutto tra generazioni diverse.
Aspetto altri inviti da parte tua… però la prossima volta sediamoci vicino! E soprattutto, potevi farmi una foto 😂