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BENE IL MEDIOEVO, ma il turismo e' un'altra cosa

  • 5 giorni fa
  • Tempo di lettura: 2 min

Il dato relativo agli “spettatori” che hanno assistito all'evento medievale a Vercelli è un buon dato: anche se i 60mila spettatori comunicati dagli organizzatori sembrano non poco sovrastimati (e in assenza di servizi di biglietteria, di prenotazioni o altro elemento verificabile si tratta di dati alquanto discutibili) e già un risultato relativo ad un terzo sarebbe stato un buon successo, va però affermato che un conto è organizzare un evento che in un weekend anima i gitanti, altra cosa è programmare un insieme di azioni e di attività, di Governance territoriale, capaci di attribuire alla Città la partecipazione al grande fenomeno turistico che si va affermando come potenziale economia nazionale.


Intendiamoci: le attrattive ci sarebbero, ma sono tra loro scollegate.

Alcuni Musei, il Borgogna in particolare, sono prestigiosi ma agli occhi del pubblico potenziale risultano perfetti sconosciuti.

Il Civico di archeologia potrebbe divenire un consistente attrattore se solo si riportasse alla luce, magnificandolo, il patrimonio dell'era romana.

La Chiesa di San Cristoforo, splendida, è meta di pochi acculturatissimi turisti: un gioiello che se fosse in altri luoghi sarebbe méta costante di un flusso di visitatori.

Non esiste, non è stato mai tracciato, un “percorso storico-architettonico” che dalle radici medievali accompagni il turista attraverso il Rinascimento, il Risorgimento, il Liberty di fine '800 fino alla retorica modernista del fascismo.

Un possibile percorso turistico, che dalla Stazione conduce all'Arca per poi confluire in Piazza Cavour, è una triste galleria di cessazioni d'impresa, mentre dovrebbe ospitare gallerie d'arte, botteghe artigiane e artistiche attribuendo così un significato e un senso al percorso.

La segnaletica turistica urbana è antica, superata, insufficiente, priva di QR Code facilitatori, e capita fin troppo spesso di dover rispondere a visitatori che si perdono nelle stradine e nelle viuzze di un impianto urbanistico storicamente determinato.


Infine: il Turista è per definizione chi soggiorna altrove rispetto alla propria residenza abituale per almeno due notti.

Domandiamoci allora quali siano i coefficienti di occupazione dei pochi alberghi presenti in città e quali quelli dei non pochi bed & breakfast o strutture per soggiorni brevi che prevalentemente non ospitano turisti ma dipendenti di imprese e enti pubblici in attesa di trovare alloggio in affitto.

Temo che l'analisi dei dati confermi il fatto che a fronte di eventi interessanti, capaci di portare “spettatori”, non vi siano elementi coerenti con l'idea di una Città a vocazione turistica, a partire dall'assenza di un ufficio accoglienza e informazioni in Piazza Roma, a fianco o all'interno della Stazione, unico luogo in cui avrebbe senso pratico e operativo.


Vercelli dispone del potenziale per essere Città Universitaria e, parzialmente, città Turistica purchè si sviluppino attorno ad un progetto solido e centralmente organizzato eventi culturali di valore, a partire dalla stagione concertistica teatrale per giungere all'effettuazione di Mostre significative non solo all'Arca, i cui spazi sono purtroppo angusti.

Una progettualità capace di Comunicare all'Esterno le proprie valenze e opportunità, argomento per il quale Vercelli rimane tristemente sorda e invisibile ai potenziali mercati turistici di riferimento.


Vercelli potrebbe fare molto di più, e attendersi ottimi risultati da un modello turistico capace di spesa, ovvero di lasciare sul territorio interessanti e significativi margini di contribuzione, ma non sembra se ne abbia la volontà politica e forse neppure, ma mi auguro di essere in errore, la competenza organizzativa.


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