VERCELLI E I NOMADI DIGITALI
- gil borz

- 4 dic 2025
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“I mutamenti della società stanno progressivamente mettendo in discussione l’idea di un abitare stabile in favore dello sviluppo di un nuovo nomadismo. Viviamo in un mondo di viaggiatori in continua migrazione, molti per necessità, alcuni per scelta, per cui il concetto di abitare non è più legato all’idea di proprietà né tantomeno a quella di stanzialità.”
(L’abitare nomade in un mondo connesso . Prof. Stefano Follesa Università di Firenze, Dipartimento DIDA4 )
Termino la lettura del corposo "4° rapporto sul nomadismo digitale, 226 pagine di estremo interesse" e mi torna in mente un libro di Jeremy Rifkin, l'Era dell'Accesso, pubblicato oltre una decina di anni fa. L'economista statunitense, con cui ebbi il piacere di fare una lunga chiacchierata in occasione di un evento sull'Ambiente organizzato dalle Nazioni Unite, sosteneva che il futuro prossimo (l'oggi nella prospettiva di ieri) avrebbe favorito la partecipazione a grandi Comunità la cui appartenenza avrebbe reso disponibili molti servizi tra i quali l'affitto di casa, quello a lungo termine di automobili, quello operativo di beni strumentali. Una "società" organizzata per persone mobili che devono disporre, ovunque si trovino, di condizioni paritetiche per sviluppare la loro attività.
Parte di questo cambiamento lo abbiamo già visto operare: noleggio auto a lungo termine e noleggio operativo di beni strumentali sono ormai prassi consolidate. Diversa la questione abitativa e residenziale maggiormente consolidata in ambito di "residence metropolitani" piuttosto che in aree periferiche o "provinciali" come quella vercellese.
Il vantaggio generato dai nomadi digitali è generalmente definito da un buon livello reddituale, e quindi un parallelo livello di potere d'acquisto e di consumi, ma, come chiaramente indicato dal Rapporto, i "nomads" necessitano anche di un ambiente multiculturale capace di generare stimoli, di promuovere inclusione, partecipazione e senso di appartenenza.
Il Mercato dei Nomadi digitali, quindi, sarebbe molto interessante e opportuno per il rilancio dell'economia urbana, ma temo si debba lavorare ancora molto per poter offrire a quel mercato le condizioni ambientali richieste.



Analisi lucidissima. È vero: alcune condizioni tecniche ci sono già, ma manca ancora quel tessuto culturale e relazionale che rende una città davvero attrattiva per chi lavora in mobilità. Il punto non è solo offrire una scrivania e una buona connessione, ma costruire comunità, stimoli, opportunità di incontro.
Vercelli ha potenzialità enormi, ma serve una visione condivisa per farle maturare. Questo tema che hai sollevato è centrale,se vogliamo davvero intercettare i nomadi digitali, dobbiamo iniziare a pensarci come una città aperta, accogliente e capace di evolvere. Grazie per lo spunto, davvero interessante.