SANITA' A VERCELLI
- gil borz

- 27 nov 2025
- Tempo di lettura: 5 min
Aggiornamento: 2 dic 2025
Intervista esclusiva a Federico Riboldi, Assessore alla Sanità della Regione Piemonte.
Incontro Federico Riboldi, Assessore alla Sanità della Regione Piemonte, in un momento di apparente tranquillità, ai margini di una sua visita istituzionale.
Il tono della conversazione, malgrado la lunga conoscenza e amicizia che ci lega, rimane formale perché l'Uomo delle Istituzioni, quando si parla di Istituzioni e relative attività, non si lascia andare ad atteggiamenti personalistici o a partigianerie di sorta.
Ed è questa una delle qualità di Federico Riboldi che mi ha sempre colpito favorevolmente: saper distinguere chiaramente le vicende personali da quelle pubbliche.
Ma veniamo all'intervista.
D Una lunga esperienza prima come consigliere comunale e assessore allo sport nel Comune di Casale Monferrato e poi come Sindaco, una consistente esperienza nel consiglio provinciale di Alessandria e ora l'Assessorato alla Sanità regionale: quanta esperienza è necessaria per “fare bene politica”?
R Non esiste una quantità “ideale” di esperienza misurabile in anni o incarichi: ciò che conta davvero è la qualità del percorso e la capacità di trasformare l’esperienza in competenza concreta. Governare realtà diverse – dal Comune alla Provincia fino alla Regione – consente di conoscere a fondo i bisogni delle comunità e i meccanismi delle istituzioni. “Fare bene politica” significa saper ascoltare, decidere con responsabilità e assumersi il peso delle scelte, soprattutto quando sono complesse o impopolari. L’esperienza serve se resta dinamica e si accompagna allo studio, al confronto con i tecnici e all’attenzione costante per i cittadini.
D Ma soprattutto cosa significa “fare bene politica”?
R Fare bene politica significa mettere l’interesse pubblico davanti alle altre considerazioni, lavorando per soluzioni sociali, pragmatiche e misurabili. Vuol dire programmare, non improvvisare; prendersi cura delle istituzioni rendendole più efficienti e trasparenti; avere una visione di lungo periodo senza perdere di vista i problemi quotidiani delle persone. In Sanità, in particolare, fare buona politica significa garantire equità di accesso alle cure, qualità delle prestazioni e sostenibilità del sistema, investendo sul personale e sull’organizzazione, oltre che sulle risorse economiche, per una sanità pubblica e universale.
D Le problematiche della Sanità pubblica sono sotto la lente di osservazione nazionale: si tratta di una cattiva gestione organizzativa? Di problematiche territoriali? Oppure di difficoltà legate alla discrepanza tra Domanda e Offerta?
R Le criticità della Sanità pubblica sono il risultato di più fattori intrecciati. C’è sicuramente un tema organizzativo, che richiede un ripensamento dei modelli e dei processi, soprattutto dopo gli effetti della pandemia. Esistono poi forti differenze territoriali, che in una Regione come il Piemonte – vasta e diversificata – devono essere affrontate con soluzioni flessibili e mirate. Infine, la crescita della domanda sanitaria, legata all’invecchiamento della popolazione e all’aumento delle cronicità, ha ampliato la distanza con l’offerta disponibile. L’obiettivo dell’Assessorato è agire su tutti questi livelli: rafforzare la medicina territoriale sviluppando le AFT (Aggregazioni Funzionali Territoriali) ed edilizia territoriale (circa 170 cantieri aperti), ridurre le liste d’attesa (prestazioni sera, sabato e domenica con 200mila recuperi), valorizzare il personale sanitario (dal primo Governo Cirio ad oggi +4300 dipendenti nella sanità regionale) migliorare l’integrazione tra ospedale e territorio (Centrali Operative Territoriali e nuovo Direttore Socio Sanitario) e dotare la Regione di nuove, innovative e moderne strutture (11 nuovi ospedali ).
D L'invecchiamento progressivo della popolazione alimenta il dubbio dell'insostenibilità delle prestazioni sanitarie così come di altri elementi del “welfare”: quali misure politiche e amministrative possono essere messe in campo per soddisfare la probabile crescita della domanda di prestazioni socio sanitarie?
R Il tema dell’invecchiamento chiama in causa un approccio integrato tra Sanità e Welfare. Su questo fronte è centrale il lavoro svolto insieme all’Assessore al Welfare Maurizio Marrone per la predisposizione del nuovo Piano Socio-Sanitario Regionale, attualmente in fase di approvazione. Il Piano affronta in modo strutturale le sfide poste dall’invecchiamento della popolazione, puntando su prevenzione, medicina territoriale, assistenza domiciliare e integrazione socio-sanitaria. L’obiettivo non è solo rispondere alla crescita della domanda, ma farlo in modo sostenibile, migliorando la qualità della vita delle persone e riducendo il ricorso improprio alle strutture ospedaliere.
D La Regione Piemonte intesa come spazio geografico e civile è in fase di forte declino economico e nella Provincia di Vercelli si registra il maggior incremento di domande di Cassa Integrazione. Quali politiche di rilancio economico territoriale ha allo studio e in progetto la Giunta di cui fai parte?
R Il rilancio economico del Piemonte, e in particolare delle aree più fragili come alcune zone della Provincia di Vercelli, è una priorità dell’azione di governo regionale. La Giunta sta lavorando su più direttrici: sostegno alle imprese e all’occupazione, attrazione di investimenti, utilizzo strategico dei fondi europei e valorizzazione delle vocazioni territoriali. In parallelo, investire in sanità, welfare, infrastrutture e servizi pubblici significa anche creare le condizioni per uno sviluppo duraturo. La coesione sociale e la qualità dei servizi sono infatti elementi fondamentali per rendere un territorio attrattivo, competitivo e capace di offrire opportunità alle nuove generazioni.
D parlando della situazione vercellese quali interventi sono stati effettuati e quali sono in previsione ?
R Sono molti gli interventi che in questo anno abbiamo messo in campo con l’Asl, a partire dall’edilizia sanitaria territoriale, dove abbiamo dato un’importante accelerata su tutti gli interventi per dotare anche il vercellese di Case e Ospedali di Comunità e COT che vadano a garantire una sanità di prossimità più a misura di cittadino. Entrando nello specifico dell’edilizia sanitaria nel vercellese: Case di comunità - Santhià, Trino, Varallo, VercelliOspedali di comunità - Crescentino, GattinaraCOT - Serravalle Sesia e 2 a Vercelli. Accanto a questo c’è il potenziamento dell’ospedale di Vercelli, intervento inserito nel grande piano regionale di edilizia sanitaria da 5 miliardi di euro totali e che vedrà la nascita del nuovo blocco di emergenza – urgenza da oltre 12.500 metri quadrati e il nuovo ospedale da oltre 50 mila metri quadrati. Un impegno concreto che ha visto poche settimane fa anche un ulteriore stanziamento di 9,5 milioni di euro per coprire i costi dei materiali e alcuni miglioramenti progettuali per rendere ancora più funzionale il nuovo blocco dell’ospedale vercellese.Inoltre, a Vercelli è stata inaugurata la nuova Dermatologia, è stato acquistato il nuovo robot chirurgico e da maggio c’è una nuova ambulanza per il trasporto dei pazienti della Valsesia, senza dimenticare gli altri interventi sul territorio, tra cui per esempio l’implementazione dei nuovi ambulatori per i Medici di Medicina Generale e i Pediatri di Libera Scelta a Gattinara.Mentre per quanto riguarda la Valsesia, all’Ospedale di Borgosesia è in corso un’ampia opera di potenziamento, a partire dai lavori da 500 mila euro per il Pronto Soccorso (opere che si stanno concludendo proprio in queste settimane) fino all’attivazione di 20 nuovi posti letto, al rafforzando dell’area cardiologica e al via libera all’acquisto della risonanza magnetica per piccoli arti, come richiesto dalle comunità locali e promesso ai Sindaci. Accanto a questo, sono previsti anche un incremento di 500 interventi chirurgici all’anno, l’ampliamento degli orari ambulatoriali e la presenza stabile di un traumatologo.Sempre per quanto riguarda la Valsesia, abbiamo rafforzato la medicina territoriale, attraverso la formazione di équipe integrate e la medicina di gruppo, soprattutto nelle aree interne e montane, oltre allo sviluppo e all’incremento della telemedicina, che è già attiva, per esempio, con progetti come quello di Portula, dove i cittadini possono fare teleconsulti medici in farmacia, o gli elettrocardiogrammi refertati a distanza nei centri di Coggiola e Alagna.



Commenti