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DECRETI SICUREZZA E PROCEDIMENTI OBBLIGATORI

  • Immagine del redattore: Gilberto
    Gilberto
  • 22 feb
  • Tempo di lettura: 3 min

Alcuni recenti casi mettono in evidenza la follia di chi vorrebbe assoluzioni preventive per i corpi dello Stato che operano contro la Legge. Cosa accadrebbe se le forze dell'ordine non fossero soggette alle indagini della Magistratura? Cosa accadrebbe se l'operato della Magistratura finisse sotto il controllo della politica?


La Cassazione ha confermato la sentenza di colpevolezza che riguarda i cinque carabinieri processati e condannati nell’ambito dell’inchiesta sulla caserma Levante e che scelsero il rito abbreviato: tra i reati ascritti anche quello di tortura.

L'inchiesta esplose, come i lettori ricorderanno, nel 2019.

Nei giorni scorsi, invece, è emersa la versione plausibile dell'omicidio di uno spacciatore a Rogoredo (MI), inizialmente definita come legittima difesa e oggi concretata in una vera spedizione punitiva, con tanto di falsificazione delle prove, perpetrata da un manipolo di agenti, almeno uno dei quali uso a chiedere e ottenere tangenti agli spacciatori stessi.

Volendo si potrebbe ricordare a chi legge il caso di Stefano Cucchi, il giovane pestato e ucciso in una caserma dei carabinieri nel 2009: un caso emblematico per quanto alla copertura offerta dai commilitoni e alla falsificazione di testimonianze e prove.

Oppure si potrebbe ricordare l'emblematica immagine dei due carabinieri che, dopo la morte di Ramy Elgami a Milano, impongono a un testimone la cancellazione del video registrato dell'incidente mortale.

O ancora le violenze gratuite perpetrate dalle “forze dell'ordine” alla caserma Diaz durante i disordini di Genova del 2001 in occasione della riunione del G8.

O ancora il caso di Serena Mollicone, morta nel 2001 ad Arce dopo essere entrata nella locale caserma dei carabinieri (processo di appello bis tuttora in corso), altro caso di sospetti depistaggi e false testimonianze.

L'elenco potrebbe proseguire ma conviene fermarsi a riflettere.


Assoluzione preventiva?

Una consistente parte dell'attuale governo richiede l'assoluzione preventiva per gli operatori delel forze dell'ordine coinvolti in casi in cui ci si trovi obbligati all'uso della forza: una sorta di lasciapassare alla violenza esercitabile sia nei confronti di delinquenti sia, come abbiamo visto anche nei video registrati durante i recenti scontri di Torino, verso inermi passanti.

Una cosa è l'esercitare il legittimo ricorso alla forza durante uno scontro a fuoco, altra è ricorrere alla brutalità con l'arroganza della divisa, quella stessa arroganza che favorisce comportamenti meschini da parte di alcuni rappresentanti della legge quando, ad esempio, pretendono di non pagare le consumazioni esibendo il tesserino, tanto per citare una delle consuetudini più diffuse e fastidiose.

Ricordo personalmente il maresciallo della Stazione di M che, impegnato in un torneo di tennis notturno, rispondeva ad una chiamata affermando di essere “in servizio altrove” e per quello di non poter intervenire dove chiamato: un comportament desolante e mortificante, ma piuttosto comune.

Un antico proverbio recita che “la tentazione fa l'uomo ladro”, e potremmo aggiornarla in la divisa fa l'uomo prepotente.


Violenza legittima?

Chi decide, quindi, quando e se la violenza esercitabile è legittima?

Può farlo un Decreto Sicurezza emanato visceralmente come reazione ad un evento, poi risultato falsificato? Può deciderlo un ministro cresciuto a forza di celodurismo e muscolarità esibita? Può deciderlo un governo che tenta quasi disperatamente di assoggettare la nazione e le istituzioni tutte al proprio volere ?

Oppure la decisione spetta al Magistrato, raccolte le prove e sentite le testimonianze ?


Ora, quando andremo a votare per il Referendum, pensiamo a cosa potrebbe accadere se la libertà e l'obbligatorietà di indagine dei Magistrati finisse sotto il tallone della politica.


(nell'immagine un quadro di Ezio Leone, antico collega da cui acquistai quest'opera nel 1976 a Palermo)


 
 
 

1 commento


Linda
22 feb

Questo articolo fa riflettere.

Il punto centrale, al di là dei singoli casi, è uno solo: in uno Stato di diritto nessuno può essere sottratto al controllo della legge. Né le forze dell’ordine, né la magistratura, né la politica.L’uso della forza è previsto e necessario in alcune situazioni, ma proprio perché è legittimo deve essere verificabile.

L’idea di un’assoluzione preventiva è pericolosa quanto quella di una magistratura piegata al potere politico. Gli equilibri istituzionali esistono proprio per evitare derive.

Si può sostenere chi indossa una divisa senza rinunciare alla richiesta di trasparenza.La fiducia nelle istituzioni si costruisce così: con responsabilità, non con immunità.

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