IN GOD THEY TRUST
- Gilberto

- 28 mar
- Tempo di lettura: 4 min
In Iran si combatte una Guerra per la sopravvivenza: quella che mette a confronto il Dio Dollaro e il Dio rivelato dal Profeta.
Attenzione a non perdere di vista gli elementi fondamentali dell'economia, smarrendosi nel seguire il rumore, inquietante e devastante, scatenato da missili e droni.
Attenzione a domandarsi perché gli USA vogliano controllare le fonti energetiche altrui disponendo, per se stessi, di autonomia energetica piuttosto che chiedersi quali effetti si definirebbero qualora il processo di dedollarizzazione proposto da Teheran e da altri attori economici avesse buon gioco.
L'Iran, è vero, gioca sul campo la questione della propria sopravvivenza, e per propria sopravvivenza non va inteso solamente il modello di regime a tutti noto ma quel criterio organizzativo e strutturale che fin dai tempi di Khomeini campeggia nelle scritte urbane al grido di “Down with the USA” e individua nell'utilizzo finanziario del Dollaro Americano la leva demoniaca che rende succube degli USA e del loro imperialismo il mondo islamico e non solo.
Dei contro
Il Dio rivelato dal Profeta proibisce l'usura, afferma l'obbligatorietà dell'elemosina e autorizza l'investimento economico in forma partecipata, dove il prestatore di denaro non ottiene un interesse dal prestito ma partecipa al rischio di impresa, definendo così nella prassi quel concetto di Umma, di Comunità, fondamentale nell'etica islamica.
Il Dio stampato sui biglietti verdi statunitensi è un Dio protestante, che stabilisce il valore dell'Individuo in base alla sua ricchezza in terra, individuata come segno manifesto della simpatia che il divino attribuisce all'individuo. Si tratta di un Dio capitalista che favorisce la speculazione, la creazione di Valore dal Valore, la sottomissione del'Uomo sull'Uomo e ogni forma di interesse passivo: un Dio particolarmente adatto a Wall Street.
Dall'Oro al Token
Così capita che nel volgere verso il termine della stagione dei Petrodollari, sistema che per oltre mezzo secolo ha sostenuto la finanza pubblica nordamericana, gli USA a trazione trumpiana stiano architettando la tokenizzazione della finanza globale. In parole estremamente semplificate il processo di tokenizzazione implica la gestione di qualsiasi titolo di finanza pubblica, da qualsiasi ente emesso, attraverso un sistema basato su blockchain.
Il cosiddetto “Asset Tokenization” rappresenta la conversione di un bene reale o finanziario (immobili, opere d'arte, azioni) in un token digitale registrato su un registro distribuito (blockchain) consentendo così di rendere gli scambi più rapidi, da minuti in millisecondi, e certificati da un unico registro centrale (statunitense) che rende il processo di tokenizzazione reversibile, ovvero monetizzabile nuovamente in termini di asset originario.
Questo immenso “salvadanaio planetario” interamente digitalizzato supera sia l'antico concetto di relazione tra Finanza Pubblica e disponibilità aurea, matrice originale della Massa valutaria disponibile che venne rivisitata insieme con gli accordi di Bretton Woods a loro volta definiti nel 1944 e sostituiti nel 1971, e cancella il valore valutario legato ai volumi degli scambi di merci/prodotti o servizi così come attualmente organizzato.
Digitalizzazione e Potere
Il processo di Digitalizzazione degli scambi economici e finanziari ridefinisce il concetto di Potere.
Come riportato da Biz Fortunes anche l'Europa sta entrando nella nuova era del denaro introducendo importanti cambiamenti nel modo in cui si muove il denaro, come vengono monitorate le transazioni e come vengono regolamentati i pagamenti digitali. I sostenitori dicono che si tratta di fermare miliardi di flussi illegali: i critici dicono che porta più visibilità nelle finanze quotidiane. Allo stesso tempo, l'Europa sta sviluppando l'idea di un Euro digitale, una valuta emessa dalla banca centrale che potrebbe rimodellare completamente i pagamenti giornalieri. Le prime discussioni includono caratteristiche come i limiti di detenzione, la tracciabilità delle transazioni e il denaro programmabile, ovvero la definizione di una Valuta che può essere potenzialmente codificata con regole. Questo non è solo un aggiornamento, ma un cambiamento fondamentale nel funzionamento del denaro. Per alcuni, questo è il futuro di pagamenti più veloci, sicuri ed efficienti. Per altri, solleva seri interrogativi sulla privacy, il controllo e la libertà finanziaria. Una cosa è certa: man mano che il denaro diventa più simile al software, la posta in gioco aumenta. Perché in un sistema finanziario digitale, il vero potere non è solo nel denaro in sé, ma in chi controlla le regole e le gestisce direttamente.
Energia, Denaro e Potere
Ecco allora svelato il mistero. Disporre dell'energia, o sottrarre energia all'avversario, significa controllare e gestire l'immensa quantità di Memoria Digitale necessaria al funzionamento dell'intero meccanismo economico e finanziario digitalizzato e tokenizzato.
Così mentre dallo scorso anno la Cina ha lanciato il proprio Yuan digitale, gli USA sono determinati a controllare ogni goccia di combustibile necessario a far funzionare le Centrali Digitali. Così si spiega l'intreccio di interessi tra la Casa Bianca e la Silicon Valley dove nascono i modelli generativi e di controllo di tokens e di blockchains. Attualmente i modelli definiscono un ambito di difficoltà interoperativa, a causa dei differenti linguaggi utilizzati dalle diverse blockhain, elemento questo che rappresenterà un indubbio vantaggio per chi disporrà, in breve periodo, di una maggior capacità gestionale e sistemica governando flussi prevalenti di movimentazione finanziaria rispetto alla possibile concorrenza attraverso un unico linguaggio proprietario.
Intanto i diversi Stati si vanno organizzando: in Europa vigono la normativa sulle cripto attività regolamentata nel 2023 (MiCA) e il DLT Pilot Regime.
La direzione tracciata dalla finanza planetaria è chiara. Grandi attori come BlackRock, JPMorgan e Goldman Sachs (tutti statunitensi, ovviamente) stanno testando piattaforme di tokenizzazione. Organizzazioni internazionali come il FMI e la Banca Mondiale (entrambi enti di diritto privato con base statunitense) parlano ormai apertamente di un futuro dove le infrastrutture finanziarie saranno nativamente digitali e tokenizzate.
La posta in gioco
Nella Nuova Guerra del Golfo si scontrano piattaforme finanziarie, nuovi imperi economici, infrastrutture strategiche di controllo dei flussi economici planetari e sistemi operativi per la gestione e il controllo di ogni singolo penny acquisito o speso nel mondo.
Da un lato il Neoliberismo finanziario che nel Dollaro USA ha il proprio emblema, dall'altro quello che Peter Thiel, il discusso presidente di Palantir e fondatore di PayPal, definisce l'Anticristo.
Da un lato la religione del denaro e dall'altro la religione del Profeta che nel denaro e nella speculazione vede la mano e l'intervento di Satana.
In gioco non c'è solamente un'idea di economia, ma l'intera idea di Umanità.





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