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TRE MORTI AL GIORNO

  • Immagine del redattore: Gilberto
    Gilberto
  • 25 dic 2025
  • Tempo di lettura: 1 min

Se si trattasse di Femminicidi si solleverebbe l'indignazione popolare.

Se fossero omicidi di mafia si verserebbero fiumi d'inchiostro.

Perchè, allora, i morti sul lavoro fanno meno scandalo?


La risposta alla domanda è, purtroppo, di una semplicità desolante: i morti sul lavoro fanno meno notizia perché lo sfruttamento è parte strutturale del sistema produttivo.

Il sistema produttivosi vuole “competitivo” per definizione e per competere bisogna risparmiare sui tempi di produzione, sui materiali, sulla formazione dei lavoratori, sul costo del lavoro e sulla sicurezza.

Solo così le imprese diventano “produttive” e la loro attività consente di fare profitto.

Se questo è il sistema allora ciò che potrebbe influire negativamente sul concetto di “produttività” deve essere nascosto, marginalizzato, dimenticato il prima possibile.

Non sono i 9 euro all'ora invocati dalla sinistra a dare nuova Dignità ai lavoratori e al concetto di Lavoro che, per l'articolo 1 della Costituzione, è alla base della struttura sociale: è l'affermazione secondo cui chi lavora contribuisce allo sviluppo complessivo della Nazione e che il lavoro deve essere riconosciuto, organizzato e retribuito in modo da attribuire dignità a chi lavora e alla sua famiglia.

Oggi, troppo spesso, è il contrario.

Chi lavora è usato nei tempi e nei modi della produzione, sfruttato dalla precarizzazione e dalla necessità, mandato allo sbaraglio perché la sua vita vale meno del profitto, sottopagato perché se non lo fa lui ve ne sono altri mille pronti a prendere il suo posto a condizioni ancora più mortificanti.



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