PACE O ARIA CONDIZIONATA?
- Gilberto

- 28 gen
- Tempo di lettura: 2 min
Da una domanda retorica al collasso del continente. Come siamo arrivati fin qui e cosa possiamo fare per risollevarci?
Pochi anni orsono il Grande Burattinaio domandava alla nazione televisiva se preferissero la Pace o l'Aria Condizionata, come a dire che chi voleva energia a buon mercato dovesse per forza condannare gli orientali alla sottomissione.
Domanda retorica, a cui il popolo prontamente obbedì adeguandosi al perdere energia, al pagare bollette smisurate, in cambio di una Pace che non solo non venne ma ancora non è alle viste, sostituita caso mai da una disfatta.
Nel periodo trascorso il continente intero ha perduto industrie e competitività, strangolato tra il costo dell'energia e il prezzo sociale del welfare. Persino gli alemanni, popolo quanto mai metodico e serio, dopo aver rinunciato al carbone e al nucleare si sono trovati a dibattersi tra il valore dei Watt e il livello salariale perdendo la storica competitività industriale.
Persino i teutoni, quindi, hanno gettato la spugna.
Cessano le produzioni, chiudono le fabbriche, la disoccupazione avanza e con quella la popolarità di una destra estrema che da sempre sul disagio gioca la carta prevalente.
Il Grande Burattinaio, converrà ricordarlo, venne allevato in quegli Stati Uniti che oggi garrotano l'Unione vendendo a prezzi stellari energia e armamenti, e sempre dagli USA pervenne all'Unione quella forma di pensiero poetico e micidiale passato sotto il nome di Green Deal.
Furono i Dem a promuoverlo, ricordate Al Gore? Quello che martellava sui rischi del cambiamento climatico e sedeva nei board di Google e di Microsoft? Partì da lui la grande campagna verde e l'UE, obbediente e ciuchina, chiuse impianti, rinnegò il carbone, aborrì il petrolio, accusò il nucleare e infine perse il metano, manu militari, trovandosi così senza approvvigionamenti, senza fonti, senza energia e priva, come d'uso, di materie prime,
Un collasso annunciato.
E ora povera Europa?
Solo a chi non vuol vedere sfugge il fatto che l'obbedienza servile dell'UE agli USA stia portando il vecchio continente ben oltre la marginalità economica e politica, e solo a chi non vuol sentire non è comprensibile l'evidenza per cui l'intera strategia politica dell'UE in questo ultimo lustro sia stata perdente se non catastrofica.
Ora si cercano rimedi che potrebbero risultare persino peggiorativi: se l'accordo con Mercosur penalizza l'agricoltura europea, quello con l'India espone l'intero comparto manifatturiero ad una concorrenza definita da un costo del lavoro inarrivabile.
Certo, si dirà, ma noi disponiamo di competenze, eccellenze e know-how e mettendo queste insieme con le loro materie prime, energie e, nel caso indiano, notevoli capacità informatiche c'è anche il caso che l'UE riprenda un percorso virtuoso. Certo, ma in che ambienti produttivi?
Dimentichiamoci l'industria pesante, la siderurgia, gran parte dell'automotive, design escluso.
Molta parte della nuova europa economica si giocherà sulla Qualità, dalla moda al turismo, dall'enogastronomia all'arredamento, alcuni sostengono che gli ambiti di chimica e farmacia saranno trainanti, ma chi scrive dubita seriamente che senza accessi privilegiati a fonti energetiche convenienti l'Europa, e con lei l'Italia, possa risollevarsi.
Perchè produrre costa energia, perché i comparti del bianco, del freddo e della ceramica, elementi primari per la nostra economia, non funzionano a pedali.
Il primo comandamento a cui dobbiamo riferirci è produrre e disporre di energia a basso costo.
Il resto viene di conseguenza.





Interessante riflessione sull’energia e sui costi: alla fine, tutto ruota attorno a produrre e disporre di energia a basso costo. In passato, prima dell’aria condizionata elettrica, in Sicilia ad esempio si trovava un modo naturale per raffreddare l’acqua: si usavano brocche di argilla riempite d’acqua. L’argilla è porosa, quindi l’acqua filtrava lentamente verso l’esterno e evaporava. L’evaporazione “asportava” calore dall’acqua interna e dall’ambiente circostante, raffreddando così l’acqua senza bisogno di elettricità. Un sistema semplice, naturale e geniale: funziona un po’ come il sudore sul nostro corpo, che ci rinfresca mentre evapora.
Serve solo capire come sfruttare queste idee anche oggi: il concetto di base resta lo stesso, energia che viene spesa o tolta intelligentemente, senza sprechi.