TRUMP, IL GRANDE INSIDER
- Gilberto

- 3 apr
- Tempo di lettura: 3 min
Come sempre le Borse rimbalzano ad ogni “effetto annuncio”, e conoscendo i meccanismi e le sensibilità dei mercati finanziari il Grande Annunciatore opera sul mercato speculativo.
E se poi non fosse matto, ma semplicemente operasse sui mercati finanziari producendo ribassi e rialzi astronomici basati sui suoi annunci di politica e di economia?
Nel momento in cui la Fonte più autorevole che c'è altri non è che sè stesso, Trump non ha alcun problema nel generare ondate di svendite e di riacquisti basati sulle sue comunicazioni, speculando a mani basse su meccanismi facilmente conoscibili e riproducibili, praticamente automatici.
Se si guarda bene al suo operato e lo si collega alle oscillazioni, ampie eprofonde, dei mercati finanziari allora non è difficile individuare il gioco, un gioco in cui la posizione politica presidenziale offre la possibilità di orientare, indirizzare, frastornare il sistema internazionale degli investimenti.
Politica & Mercati
Se è vero che l'economia orienta la politica è anche altrettanto vero che gli “annunci”, ben più delle azioni poste in essere, generano fluttuazioni nel mercato finanziario che da sempre è definito sulla base delle prospettive più che sui rendiconti operativi.
I Mercato finanziari, inoltre, valutano le informazioni in base all'autorevolezza delle fonti, e quale fonte può essere considerata più autorevole che il Presidente degli Stati Uniti d'America?
Nella pratica il meccanismo rappresenta la sua tremenda fragilità e inconcludenza.
Quando, come nel nostro caso, Fonte informativa e Speculatore coincidono nella stessa figura, figura che ha provveduto recentemente a sostituire il Governatore della FED e a sovrapporre senza alcun problema etico le proprie mire immobiliari alla gestione post bellica in Palestina, il sistema da un lato favorisce il Cerchio Magico che ruota attorno al Presidente e dall'altro precipita le Borse mondiali in modelli moderni di montagne russe.
Ovviamente ci sarebbe da chiarire la liceità del comportamento trumpiano.
White House Party
La bizzarria indicata nel paragrafo precedente, i guadagni giganteschi in capo alle finanze trumpiane registriati negli ultimi mesi di presidenza, si mescola come in un brutto film con innesti para religiosi, persino sciamanici.
L'idea è quella di far sembrare tutto un gigantesco gioco, un sistema folle, una sorta di Hollywood Party trapiantato alla Casa Bianca: gli UFO vengono indicati come Demoni da sconfiggere da alti rappresentanti la nuova gerarchia trumpiana, il Presidente si fa trasmettere energia attraverso l'imposizione delle mani, la ministra di non so cosa pratica esorcismi di massa.
Neppure se la regia fosse stata affidata ai Monty Pyton l'effetto sarebbe stato così dirompente.
Ma nel delirio che ormai ci siamo abituati ad osservare, proprio in quanto delirio apparente, sfuggono le attività pratiche, quelle relative alla speculazione finanziaria.
Sono talmente tante e talmente smisurate le bizzarrie da impedirci di osservare il gioco vero: il teatro dell'assurdo include giochi delle tre carte, nebbia sul campo per ridurre la visibilità, alleanze e disappartenenze improvvise, affermazioni e bombardamenti, rapimenti, dazi e minacce.
Il Dio dei Mercati si manifesta attraverso l'esibizione permanente di un Circo Barnum fatto di trovate, gag, colpi di scena, ma alla radice di tutto c'è solo speculazione, avidità e questioni di quattrini.
Speculazione e Sperculazione
Osserviamo non senza srpresa come dietro al ben noto sorrisetto ironico del Presidente Trump si nasconda uno “sperculatore seriale”, capace di prendere in giro mezzo (e più) mondo, un mondo che ancora immagina che da quel Trono Americano non possano giungere panzane e affermazioni così gradasse: non può essere che al Presidente non interessi nulla dell'inflazione interna che genera e colpisce i suoi propri elettori, non può essere che ad un Presidente degli Stati Uniti non interessi un fico secco delle vite che le sue guerre distruggono, delle migliaia di innocenti sui resti dei quali vorrebbe edificare nuove residenze milionarie, non esiste al mondo che il Presidente degli USA dica ai suoi alleati di andare a farsi benedire, loro e la NATO in un blocco solo.
La forza dell'inerzia storica, per cui ritenevamo che l'Alleato Americano fosse sempre serio, affidabile e premuroso, è rimasta semplice inerza, sbugiardata dai fatti, ma ancora siamo orientati a crederci, a prenderla per buona.
Invece nel Presidente parla il business man, il magnate miliardario la cui missione è creare valore dal valore, valore dalle sue parole, valore dall'incertezza dei mercati, valore dalla speculazione, valore dalla guerra, valore dalle minacce, valore dalle soverchierie, dai dazi, dalle oscillazioni valutarie, dal petrolio e relative riserve.
Il Grande Speculatore è in sintesi estrema il Magnifico Sperculatore.
Il dramma è che tutti quanti stiamo andando dietro a quel tipo lì, manco lui fosse il Pifferaio e noi i topi.





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