INCONSCIO, POTERE, DEVIANZE & TABU'
- Gilberto

- 18 mar
- Tempo di lettura: 3 min
Ogni cultura definisce le caratteristiche delle nevrosi e delle psicopatologie che la caratterizzano. Compito del Ricercatore è affrontare e comprendere i cambiamenti e proporre soluzioni.
Compito del Divulgatore è informare il pubblico interessato con linguaggio semplice e accessibile
Esattamente mezzo secolo fa, in un decennio composto da tensioni e violenze, creatività e pensiero critico, frequentavo i corsi di Filosofia e Psicologia in un Ateneo milanese in cui esplodevano tensioni e violenze, pensiero critico e creatività.
Cinquanta anni dopo, in questi ultimi anni, ho pensato potesse essere utile inquadrare i cambiamenti intervenuti nella società, nella cultura, nel suo linguaggio e nelle sue rappresentazioni, proponendo argomenti psicologici in termini semplici, adatti alla divulgazione.
In particolare ho voluto sviluppare il ragionamento partendo da lavori meno noti al grande pubblico, come “La nascita della Famiglia” di Engels, il “Carteggio” tra Goddreck e Freud o le opere di impronta marxista di Reich relative alla “morale coercitiva” senza dimenticare le essenziali indicazioni in “Eros e civiltà” di Herbert Marcuse, così da poter argomentare adeguatamente sia in materia di trasformazione sociale, sia di adattamento culturale.
Banalmente ricordo che quando ero studente, negli anni '70, l'omosessualità era definita in termini di “malattia mentale”, mentre oggi le 547 parafilie diagnosticabili non assumono l'idea della malattia quanto, piuttosto, di una digressione rispetto ad una mai nettamente definita normalità.
Le società evolvono e traducono il cambiamento in modalità differenti del percepire, a volte liberalizzando comportamenti un tempo definiti come perversioni.
Inconscio e Potere
Approfondimenti e analisi delle argomentazioni mi hanno condotto a prestare maggiore ascolto alle teorie di Groddeck rispetto a quelle freudiane. Mentre, come noto, per Freud è l'Eros il motore centrale della psiche, per Groddeck è il Potere, il Cratos, affermato dall'Inconscio, da quell'Es che “abita la nostra mente prima di noi” per citare le sue parole.
É la ricerca del Potere, dell'affermazione personale, a gestire le relazioni dell'individuo con il mondo esterno, una ricerca che si manifesta anche all'interno dell'Eros in rapporti affettivi o sessuali che sono sempre condizionati dalle relazioni di potere presenti tra gli attori.
Logica vuole, allora, che la ricerca si estenda a quelle forme relazionali in cui il Potere si esplica ai massimi livelli, come nel BDSM, individuando all'interno di quelle particolari manifestazioni il ruolo esercitato dalle esperienze infantili (queste sì di impronta nettamente freudiana), e dall'esercizio della cultura repressiva introiettata dal Super-io, cultura in cui convergono varie forme di educazione e varie rappresentazioni dell'autorità adulta sull'universo infantile.
Devianze e Tabù
L'osservazione dei fenomeni indicati nel paragrafo precedente e la mole di documentazioni e testimonianze acquisite durante il lavoro di ricerca, non può però non parametrarsi con il rapidissimo mutamento delle manifestazioni dell'Eros nella società contemporanea, un mutamento favorito da modelli economici innovativi e dalla tecnologia massiva della comunicazione individuale: ciò che fino a ieri era definito come Devianza o Perversione, ciò che fino a ieri suscitava scandalo o indignazione, oggi è ampiamente percepito in termini di opportunità, di manifestazione delle pulsioni possibili, di fluidità comportamentale.
L'Eros esce dalla sfera del proibito per assumere la forma della sperimentazione, come tale ammessa senza particolari complicazioni.
Così a fronte di un'asticella della Perversione che si alza notevolmente, consentendo alle devianze più comuni di passare quasi inosservate, si modifica velocemente anche il concetto di Tabù, ultimo residuo dell'epoca tribale.
Ne deriva quindi che solamente i bigotti o gli stolidi puntano oggi il dito accusatorio verso chi si occupa di dinamiche relative alla Sessualità e approfondisce tematiche che affrontano il cambiamento della percezione della dimensione etica e morale.
La fine dei Tabù ?
La rivoluzione intervenuta nel mezzo secolo attraversato potrebbe essere giunta ad un bivio strutturale: da un lato il proseguimento acceleratorio della dismissione di un concetto di Pudore ampiamente superato, dall'altro il ritorno di un “proibizionismo” culturale e morale portato all'evidenza sia dalla contaminazione culturale di un Islam generalmente più casto dell'occidente, sia dalla rigurgito di un'etica protestante statunitense che nell'erotismo individua poco meno che l'Anticristo.
Al primo caso, quello della dismissione del concetto di Pudore, fanno riferimento i modelli innovativi e recenti di “famiglia”: famiglia allargata, unigenitoriale, mista, poliamore e altre manifestazioni, ognuna delle quali può recare con sé non poche nevrosi a carico dei componenti.
Ma la famiglia, come ben spiegava Engels, è lo specchio della società, definisce il nucleo rappresentativo del modello economico imperante, per cui alla famiglia tradizionale e patriarcale, con il marito elemento centrale e moglie e figli come supporto produttivo, non può che sostituirsi una varietà di modelli relazionali legittimi rappresentanti della “modernità liquida” e della “affettività liquida” descritti dal sociologo Zygmunt Bauman.
Compito allora del Divulgatore, che è anche ricercatore e cultore della materia, è quello di esporre i cambiamenti, individuare i collegamenti e proporre al pubblico eventualmente interessato argomenti di riflessione.





Leggendo il tuo testo, mi sono riconosciuta in molte dinamiche descritte. In azienda, con il mio socio, mi rendo conto che le discussioni sulle decisioni operative non sono solo divergenze di opinione, ma riflessi di bisogni interiori di potere e affermazione. Questo mi sta portando a capire quanto sia difficile crescere e confrontarsi quando manca dialogo vero, da sola, invece, avrei più libertà di scegliere e prendere decisioni, senza dover sempre mediare per quieto vivere. Con persone così, senza confronto e apertura, non c’è vera crescita personale e professionale, e rischi di sentirti bloccata.