NOMADISMO RELAZIONALE E AFFETTIVITà TRANSITORIA

Tra le caratteristiche più evidenti del nuovo paradigma dell'organizzazione sociale avviato dalle tecnologie digitali il Nomadismo relazionale e l'Affettività transitoria assumono particolare rilevanza tanto in ambito psicologico che in sociologia.
Per noi nati e cresciuti in strutture sociali chiuse o limitate, di derivazione agraria o limitate in comunità strutturate o di piccole dimensioni le relazioni si definivano all'interno del territorio e l'affettività non poteva che essere permanente, affermata attorno al nucleo dell'indissolubilità del matrimonio e della centralità familiare, attribuendo alla famiglia la forma di monade sociale.
Nei borghi e nei piccoli centri urbani le reazioni erano generazionali, definite da percorsi comuni di crescita e sviluppo, dall'istruzione scolastica, dall'emersione dall'adolescenza, dalla “naja” e dalle contingenze dei coscritti, e gli affetti, e gli amori, nascevano all'interno di quelle relazioni chiuse per confermarsi e maturare all'interno di quei “piccoli mondi antichi”, costituiti attorno a piccole economie limitate e da strumenti di comunicazione con quelle economie coerenti.
Oggi, sarebbe superfluo dirlo, viviamo in un mondo radicalmente differente, dalla diversa struttura economica che definisce nelle megalopoli la forma ordinaria dell'abitare, condizione, quella della megalopoli, in cui concetti di “permanenza” e “stabilità” risultano poco realistici e dove la continuità lavorativa, un tempo virtù premiante e rassicurante, è scalzata da percorsi produttivi zigzaganti attorno alle migliori opportunità di volta in volta emergenti per il singolo.
L'epoca delle grandi burocrazie e delle industrie stabili che orientavano al “posto fisso” è stata sostituita da apparati economici e produttivi che definiscono forme applicative delle competenze individuali in grado di offrire opportunità di sviluppo di carriera a chi rende la propria attività elastica e consulenziale, la propria prestazione temporanea e ad alto valore aggiunto.
Gradualmente, rapidamente e inesorabilmente le forme applicative del lavoro ripetitivo e a basso valore aggiunto vengono sostituite da Intelligenze Artificiali o tecnologie robotiche industriali, definendo nuovi modelli dell'organizzazione sociale disegnati e costruiti, come accade da sempre, dalla tecnologia applicata all'economia.
Psicologia e Sociologia
Per psicologi e sociologi il cambiamento in atto è una straordinaria area di studio e valutazione: per lo psicologo l'abbandono del nucleo familiare come parametro permanente delle modalità affettivo relazionali definisce un'area scarsamente esplorata, mentre per la sociologia la dimensione della Megalopoli che si definisce in Polis, e la ridefinizione del lavoro come forma impermanente della soggettività individuale e del ruolo sociale, diviene variabile fondamentale.
Nella sostanza le innovazioni tecnologiche, da quella della ruota e dell'aratro fino all'AI, modificano il modo di produrre e il modo di produrre organizza la società e i ruoli individuali in quella disponibili.
Nella società dell'Impermanenza le relazioni sono complesse. L'esigenza di essere dinamici per seguire le opportunità occupazionali che si vanno via via definendo afferma l'aleatorietà della relazione, la difficoltà, a tutti nota, di mantenere attiva una relazione nel momento in cui interessi , prospettive e attività divergono, e la medesima impermanenza si manifesta nella dimensione affettiva, rendendo così occasionali, e sempre più difficili da gestire, gli incontri e la sessualità, generando nel contempo la necessità di specialisti delle relazioni, organizzatori di “dating” (appuntamenti), che con le loro competenze in materia di “matching” (convergenza di interessi) consentono di ridurre i tempi di ricerca dell'eventuale relazione permanente (o almeno, si spera, di media durata).
Su questi processi di cambiamento pesano infinite questioni: la digitalizzazione del lavoro, la riduzione degli spazi abitativi, la concentrazione urbana delle aree di incontro e di relazione (movida), il già citato nomadismo occupazionale, la precarizzazione lavorativa, le delocalizzazioni industriali, la digitalizzazione di alcuni pecorsi universitari e i processi di crescita e sviluppo di alcune aree urbane sempre più strutturate in forma di termitaio orientato alla pura produttività.
All'interno di questo contesto la relazione individuale assume metaforicamente la forma dell'immagine “scrollata” sul telefonino, sulla quale ci soffermiamo per qualche istante salvo poi riavviare lo “scroll”, a definire il passaggio ormai quasi definitivo dalla “società chiusa e permanente” ad una nuova società fluida e impermanente.
Società Impermanente e politica
Lo scenario modifica la forma della famiglia, la “monade” sociale originaria già oggi variamente strutturata rispetto al modello originario di provenienza e definisce anche forme differenti di morale sociale che dovrebbero essere assunte anche dalla normativa vigente, sempre molto lenta ad acquisire i cambiamenti offerti dalla società.
Vi sono poi, ovviamente, “sacche di resistenza” esercitate soprattutto laddove la tradizione sembra poter essere ancora esercitata, piccole città di provincia, borghi e paesi tipici della nostra urbanistica nazionale, in cui il cambiamento viene percepito con ostilità, alimentando così una reazione conservatrice tanto interessante dal punto di vista politico quanto inconsistente nella proposta economica e produttiva, e su questo argomento sarà importante tornare nei prossimi giorni.
Economia, Filosofia e Relazione
E' opportuno ricordare, allora, come nelle società originarie ad economia agraria prevalente, si filosofasse che fossero gli Dei, la Natura, il Fato, la Trascendenza o l'Immanenza a governare le cose del mondo, e solo quando si affermò la rivoluzione industriale dell'ottocento un ambizioso economista tedesco rivelò al mondo l'impronta essenziale dell'Economia nella formazione e nella struttura delle relazioni umane. Con la nascita del Materialismo Storico marxiano cambiò il modo di filosofare e di interpretare l'umanità: per comprendere il cambiamento in corso, e il panorama evolutivo che ne consegue anche nei processi affettivi e relazionali, occorre riprendere il metodo marxiano altrimenti si rischia seriamente di non capire nulla.





Io penso che sia cambiato tantissimo il modo di vivere le relazioni rispetto a quando ero piccola. Ai miei tempi non c'erano i cellulari e nemmeno tutta la tecnologia che abbiamo oggi. Ricordo che i miei genitori andavano a lavorare e a volte tornava all' alba gestendo un ristorante, quindi non potevano sapere dove fossi o come stessi e probabilmente vivevano anche con una certa preoccupazione... Forse. Oggi invece, grazie alla tecnologia, abbiamo sicuramente più possibilità di comunicare e questo, almeno per certi aspetti, ci fa sentire più tranquilli, basta un messaggio o una telefonata per sapere che una persona sta bene.
Allo stesso tempo, penso che sia molto cambiato anche il modo in cui conosciamo le persone. Oggi possiamo…