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E-SAPIENS, L'EVOLUZIONE POSSIBILE

Immagine del redattore: Gilberto
Gilberto
3 giorni fa
Tempo di lettura: 3 min

Riduzione quantitativa e mutazione qualitativa, con integrazione delle competenze cognitive grazie all'AI: è questa l'evoluzione possibile del genere umano?


In un saggio di pochi anni fa indicavo la possibile bipartizione dell'umanità in due macro categorie, i SuperUomini da un lato e i Superflui dall'altro.

Alla prima categoria, quella dei SuperUomini, appartengono gli individui capaci di “perennità”, medicalmente assistiti e in parte robotizzati con apposite protesi funzionali, integrati con microprocessori connessi al'Intelligenza Artificiale, sorta di Semidei plausibili immaginati dal Transumanesimo corrente.

Alla seconda classe fanno capo tutti gli altri, i soprannumero, gli eccedenti, quelli che un tempo potevano essere considerati manodopera di riserva divenuti improvvisamente superflui con l'avvio delle fabbriche buie, operate da sole unità robotiche, dei robot militari, combattenti e controllori.

I SuperUomini sembrano essere una necessità evolutiva, i superflui sono adatti allo studio antropologico, alle riserve indiane, ai campi profughi, a tutte le forme di Zoo per Umani del nostro tempo a cui il mondo ci ha istruiti.

L'Evoluzione sembra tracciata e il mondo animale ci ringrazia.


Ecocidio e soprannumero umano

Negli anni '50 del secolo scorso, quando sono nato, l'umanità si barcamenava tra i 2 e i 3 miliardi di individui, nel 1955, per l'esattezza, 2,74 miliardi: oggi siamo quasi il triplo, un numero decisamente elevato che necessita di Ecocidi costanti per soddisfare le proprie esigenze alimentari.

Ogni giorno nel mondo vengono uccisi 1 milione di bovini e 220 milioni di altri animali destinati all'alimentazione umana: lascio al lettore il calcolo del totale annuale e la valutazione, anche approssimativa, delle risorse necessarie all'allevamento intensivo planetario dedicato ad alimentare la nostra specie.

Si tratta di un vero Ecocidio che va ad aggiungersi al consumo di risorse che l'umanità esprime annualmente, impedendo alla natura di compensare, rinnovare e reintegrare adeguatamente e per tempo i consumi. In termini progressivi stiamo esaurendo le scorte planetarie avendo per prospettiva il nutrimento selettivo della nostra specie se non interveniamo o sulla quantità di Umani o sulle dinamiche alimentari, affermando diete operate esclusivamente a base di chimica concentrata (pillole, beveroni, concentrati proteici e vitaminici).

Di Ecocidio scrisse adeguatamente Jeremy Rifkin nel 1992, in Italia il suo libro fu pubblicato nel 2001, senza però che il mondo sembrasse prendere coscienza della necessità di modificare le proprie consuetudini.

L'argomento, però, non sfugge ai grandi decisori che si trovano a mediare tra le necessità dell'economia industriale, che auspica sempre maggiori consumi, le necessità ambientali che necessitano di tempi lunghi per rimpiazzare le risorse, e proiezione evolutiva umana, quest'ultima definita sempre più e sempre più cinicamente attraverso la funzionalità degli individui, la loro necessità sociale all'evoluzione complessiva.


La Superfluità

A ben guardare anche il concetto apparentemente modesto di “remigrazione” afferma la superfluità di una parte degli umani, rispedita al mittente in quanto “superflua” nell'evoluto occidente.

In termini migratori si parla ormai scopertamente di accettare i migranti in funzione delle proprie competenze acclarate, ovvero dell'utilità e funzionalità sistemica. L'essere Umani, in quanto appartenenti alla medesima Specie, sembra non essere più sufficiente ad essere accolti e integrati.

La Superfluità riguarda miliardi di persone, interi sub-continenti: sono poveri, poverissimi, scarsamente istruiti e rappresentano agl occhi dell'establishment e di molta parte della popolazione “adattata” un peso sociale, un problema economico, un sovraccarico delle economie governative, pubbliche e statali. Se fino a ieri agricoltura e industria reclamavano a gran voce l'esigenza di braccia lavoratrici, oggi robotica e tecnologia riducono drasticamente la necessità negando ai Superflui un possibile accesso ad un futuro accettabile.


La nascita dell'E-Sapiens

Parallelamente al dibattersi dei Superflui per la mera esistenza si affacciano forme di integrazione tra Umano e Tecnologia. Quello che fino a ieri poteva apparire come fantascienza transumanista oggi si rivela plausibile e persino possibile, proiettando l'umanità in una forma di integrazione con la SuperIntelligenza, evolvendo il Sapens in E-Sapiens, un Umano tecnologicamente integrato, quello che un tempo si sarebbe chiamato SuperUomo.

Il dibattito etico sull'argomento è in corso, ma la tecnologia e la ricerca non sembrano disposte ad ascoltare suggerimenti etici, almeno fino a quando non si traducono in strumenti normativi.

La nuova specie degli E-Sapiens sta nascendo sotto ai nostri occhi, anzi probabilmente è già presente, attiva e circolante, pronta a definire il nuovo Paradigma esistenziale, una nuova e differente concezione di Umanità.


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