ARTE, CREATIVITA' & BELLEZZA: LA NUOVA CIVILTA' LUDICA
- Gilberto

- 16 feb
- Tempo di lettura: 5 min
Più volte nei miei saggi ho ripreso quel concetto di “Società Ludica” che estende e rinnova gli elementi sostanziali della Modernità Liquida descritta da Zygmunt Bauman.
Ora dal nucleo concettuale di Società si può immaginare la nascita della nuova Civiltà Ludica.
Nei recenti interventi apparsi in rete ho sottolineato le ripetute indicazioni presenti nella psicoanalisi freudiana riguardanti la repressione del Principio di Piacere perpetrata dalla nostra Civiltà a vantaggio prima del Principio di Realtà e quindi del Principio di Prestazione.
Tra gli elementi fondativi della dinamica descritta da Freud si trova il concetto di penuria, di scarsità, ovvero un concetto essenziale per comprendere la necessità umana di concentrare sforzi, iniziative e attività sulla creazione di risorse e di benessere distraendo le energie dal gioco, dal piacere e da una forma di creatività non idonea ad affermare prodotti economicamente utili a superare, appunto, la penuria, in particolare quella alimentare, caratteristica del nostro passato.
Fu però all'inizio della prima Rivoluzione Industriale che illustri filosofi, parlo di Hegel e di Schiller avviarono ragionamenti e riflessioni che sembrerebbero dare oggi ragione alle valutazioni che esprimo in materia di Società Ludica, una Società che libera il Principio di Piacere e ne fa strumento per la costruzione di un nuovo modello culturale basato sull'evoluzione del gioco: da gioco a creatività, da creatività a intrattenimento e arte.
É lecito infatti domandarsi se oggi, nell'opulenta società della produzione e del feticismo delle merci, nella dimensione della diminuzione del lavoro, dell'affidamento alla robotica dei compiti manuali più pesanti, del supporto di ChatBot e IA all'operatività dei Servizi, in un contesto generale di turistizzazione planetaria e di instagrammazione delle identità personali, quel principio fondativo di penuria abbia ancora senso e, se così non è più, se il Principio di Piacere non si stia affermando come dinamica trainante di una nuova Società ludica, anticipatrice di una nuova Civiltà.
La questione estetica in filosofia
“Sensazione, gioia e piacere sono sanzionati e santificati in modo che natura e libertà, sensorietà e ragione trovino nella loro unità il loro diritto e la loro soddisfazione”, così scriveva Georg Friedrich Hegel in una sua opera sull'Estetica. L'auspicio hegeliano è che quella che in Freud sarà indicata come contrapposizione strutturale trovi, invece, una forma partecipata e unitaria.
A commento di quella frase Herbert Marcuse scrive: “la forma estetica è forma sensuale. Se la perfezione della cognizione sensoriale è definita come bellezza...il piacere estetico è sempre ancora piacere.”
Marcuse in Al di là del principio di realtà definisce la Creatività adulta come evoluzione del gioco infantile e l'Arte come espressione ultima della Creatività, in grado di porsi come spazio di collegamento e connessione tra i principi contrapposti di Piacere e di Realtà.
Nello stesso testo marcusiano troviamo indicazioni relative alla filosofia di Schiller contenute nelle Lettere sull'educazione estetica dell'Uomo. Il tentativo di Schiller di dissolvere la sublimazione estetica prende le mosse dalle posizioni di Kant: la funzione estetica può avere una funzione determinante nel dare alla civiltà una nuova forma perché l'immaginazione è una facoltà centrale della mente e perché la bellezza è una condizione necessaria all'umanità.
Scrive Schiller: “il godimento è separato dal lavoro, i mezzi dal fine, lo sforzo dalla ricompensa. Eternamente incatenato soltanto a un piccolo frammento del tutto l'Uomo non sviluppa mai l'armonia del suo essere e invece di dare forma all'umanità che sta nella sua natura l'uomo diventa un puro e semplice calco della sua occupazione, della sua scienza.”
L'atto di accusa di Schiller nei confronti della segmentazione del lavoro e dell'Alienazione lavorativa che ne deriva è manifesto ed evidente, così il filosofo propone l'impulso del gioco come mediatore della conflittualità implicita nell'organizzazione sociale, il gioco che ha per obiettivo la bellezza e per méta la libertà, in una parola l'Estetica.
Estetica, Arte e Libertà
Dovremmo, probabilmente, definire con maggiore precisione cosa si intenda per Estetica, e se l'Arte, in particolare quella moderna e contemporanea, rappresenti l'Estetica o meno.
Per molti Arte e Armonia formale coincidono, per altri l'Arte è libera rappresentazione in capo all'artista, e da qui discende la maggior parte dell'arte contemporanea sempre meno riproducente la Natura e sempre più materica e intrinsecamente simbolica.
Maggiori certezze possono essere indicate nel convenire un rapporto parallelo tra Arte e Libertà: l'artista, per disporre della propria creatività, deve percepirsi come libero o, e questo accade sovente, dotarsi di strumenti che lo rendano almeno temporaneamente libero da schemi introiettati, pregiudizi e formalismi che in uno stato di libertà assoluta non gli appartengono.
Ma soprattutto, all'interno della valutazione complessiva relativa all'orientamento e alla trasformazione possibile della Civiltà, preme valutare se il Lavoro, quel lavoro fino ad oggi ancorato al Principio di Realtà, non si stia trasformando in forma di Creatività ancorata al Principio di Piacere.
Il tempo reso libero dalle nuove dinamiche occupazionali, la disponibilità di strumenti di supporto alla produzione anche creativa di servizi, orientano l'attività a favore di principi ludici?
I nuovi lavori possibili avviati nell'era dei Social Network, dei dispositivi elettronici, della rete internet, dell'Intelligenza Artificiale e di Chat GPT, l'allungamento dell'aspettativa di vita, l'estensione del Tempo disponibile, l'integrazione e l'interazione tra Uomo e Strumenti partecipano ancora delle costrizioni del passato o sono immersi in quella nuova Società ludica da cui giocoforza emanerà la Civiltà Ludica?
Le conseguenze della Società ludica
Per chi scrive la risposta alla domanda precedente è affermativa: quella che stiamo vivendo è l'alba di una nuova Civiltà palesemente oppositiva, in termini relazionali, filosofici e psichici, alle dinamiche strutturali dei secoli trascorsi.
Nell'idea di Schiller di uno Stato Estetico la visione di una cultura non repressiva si concretizza in una civiltà matura, non diversamente, ma assumendo conseguenze opposte, a quanto indicato da Freud secondo cui i processi che creano Io e SuperIo danno luogo e forma alle istituzioni sociali.
L'insorgere però di un Principio di Realtà non repressivo che includa la liberazione degli istinti può costituire una forma di regressione rispetto al livello di razionalità civile raggiunto, definendo una regressione tanto psichica che sociale.
Una società che consenta la libera espressione istintuale abbatte l'incanalamento della sessualità nella genitalità monogamica e elimina i precedenti tabù rispetto a ciò che chiamiamo perversioni.
Se poi il Tempo lavorativo e le relative energie attribuite vengono ridotti al minimo senza una corrispondente manipolazione del tempo libero, il fondamento motivazionale delle costrizioni si esaurisce e la libido esonda oltre i limiti in cui la mantiene il principio di realtà.
I segnali di questo mutamento sono ampiamente visibili già nell'odierno: ad un'esplosione di sessualità esposta e acquisibile non solo in rete corrisponde una canalizzazione delle energie in forme diverse di occupazione del tempo libero, dalla ludopatia all'intrattenimento offerto dalle paytv, fino al turismo di massa. Parallelamente osserviamo diminuire in ampi strati di popolazione la capacità analitico critica e quella mnemonica, forma manifesta della paventata regressione psichica e sociale.
La sostituzione della Cultura Repressiva con quella Libertaria produce un trasferimento della repressione dall'area psichica tradizionale in cui religione, senso di colpa e stigmatizzazione pubblica l'avevano relegata e interiorizzata, a quella sociale: l'individuo si percepisce illimitatamente libero e lo è nei termini descritti del Gioco-Piacere, ma le sue libertà di espressione, di valutazione e di critica vengono severamente regolamentate e punite dall'apparato pubblico che non può permettersi la propria dissoluzione e stenta, manifestamente, a individuare nuove possibili modalità organizzative di sistema. La destrutturazione della Civiltà affermata dal Principio di Piacere determina come conseguenza l'irrigidimento reattivo della Civiltà soccombente.





Sono assolutamente d’accordo sul fatto che l’automazione, il supporto dei chatbot e dell’IA, così come la riduzione dei compiti manuali più pesanti, stiano liberando tempo e energie che possono finalmente essere dedicate alla creatività, all’arte e al gioco, aprendo la strada a quella che definisci la nuova Civiltà Ludica.
Come osservano diversi filosofi: Freud ci ricorda il conflitto tra Principio di Piacere e Principio di Realtà e la storica repressione del piacere; Marcuse sottolinea come la creatività adulta possa evolvere dal gioco infantile, rendendo l’arte uno spazio di mediazione tra piacere e realtà; Schiller, seguendo Kant, ci mostra che l’estetica e la bellezza sono essenziali per l’armonia dell’essere umano e per la libertà; Hegel parla dell’unità tra sensazione, gioia e…