ASINI CHE VOLANO E FALSE VERITA'
- Gilberto

- 16 mar
- Tempo di lettura: 3 min
Cosa spinge un vasto numero di persone ad assumere per vere solenni castronerie?
Quali meccanismi consentono una facile persuasione pubblica?
Quando avevo ancora tempo da perdere nello scrivere romanzi pubblicai un “romanzo complottista” dal titolo False Verità, la Congiura degli Zebedei.
Gli Zebedei, come molti sapranno, non sono una misteriosa setta mistica di origine medio orientale o zoroastriana, ma gli attributi sessuali maschili in vernacolo tardo etrusco, indicando così fin dal titolo la struttura grottesca della narrazione, in uno schema di infiniti complotti e contro complotti che, in definitiva, affermavano la coerenza della prima avvisaglia, del complotto originale.
In questi tempi di propaganda e mistificazione, tempi che fanno sorridere le teorie espresse da Packard nei suoi ormai antichi “Persuasori occulti”, in tempi di montaggi di immagini palesemente orientate al generare stupore e meraviglia, al manifestare indignazione o commozione, insomma in questi tempi in cui la manipolazione delle immagini e delle informazioni ha raggiunto vertici tali da rendere non più credibile qualsiasi informazione, ecco che bisogna modificare la prospettiva e non domandarsi più il “perché si mistifichi” quanto piuttosto il “cosa spinge a credere e a fidarsi”.
Da Cagliostro a Wanna Marchi
Cagliostro sulla credulità ci campava, e anche alla grande. I suoi erano discorsi confusi, espressi in linguaggio misterioso, basati sulla superstizione diffusa, sulle velate minacce di spiriti maligni, su alchimie dozzinali, ma con quell'arsenale persuadeva anche l'aristocrazia del suo tempo.
Più modestamente, e con altri mezzi, le televendite di salvifici amuleti e elisir d'amore ebbero non poca eco negli anni trascorsi, malauguratamente affiancando un'abilissima televenditrice, imbonitrice di svariati prodotti di consumo, che con stentorea voce da mercato rionale potremmo indicare come Fondatrice delle Influencer italiane.
La Legge, si sa, se la prese con Cagliostro e Wanna perché la Legge, si dice, tutela i deboli e persino i somari, ma forse la Legge dovrebbe tutelare i somari da se stessi.
La Legge è Letale per tutti
Norme, leggi, codici e codicilli interpretano in via univoca la persuasione, affermando il persuasore colpevole della sua azione e indicando nel persuaso la vittima dell'azione.
Se però non esistessero ignoranza, dabbenaggine, creduloneria o superstizione, se più modestamente nelle scuole si apprendesse l'arte del porsi domande, di analizzare e criticare, di valutare secondo parametri di ragione, forse, chissà, qualcosa cambierebbe.
Se poi non ponessimo nell'alea della mistica panzane miracolistiche travestite da teologia, roba da fare impallidire persino Cagliostro in materia di mistificazione, forse il nido da cui spiccano il volo gli asini volanti ridurrebbe la sua portata.
Lo Stato, insomma, dovrebbe porre mano ad una laica revisione di se stesso e improntare l'educazione al ruolo della Ratio, fornendo ai discenti gli strumenti per analizzare, valutare, criticare ed assumere conseguenti decisioni.
Invece lo Stato punisce chi, sulla persuasione, costruisce opportunità economiche, e forse allora, mutatis mutandis, la maggioranza dei politici di qualsiasi livello andrebbero perseguiti per tentativo di persuasione e mistificazione informativa, eppure nulla accade ai politici e molto invece viene imputato ai venditori il cui unico vero peccato consiste nel rivolgersi ad una massa di creduloni.
Cosa sia la Verità nessun lo sa
Affermava Garcia Marquez che la vita non è importante per sé, ma per come la si racconta.
È la struttura del racconto che sappiamo produrre della nostra esistenza a definire la qualità della Vita vissuta. E GaMa, come lo chiamavano gli amici, aveva ragione da vendere.
Non ricordo più chi, ma ricordo fosse un intellettuale francese, affermava che non importa cosa si dice ma il tono in cui lo si dice. E anche lui aveva ragione.
Infine nell'apprendere le tecniche di comunicazione è nota la legge che afferma che a prevalere è l'autorevolezza del comunicatore rispetto al contenuto comunicato.
I tre elementi messi insieme confermano il fatto che la Verità non esiste e se esiste è parte della teoria.
Ognuno crede a quello che vuole sentire, leggere o vedere, indipendentemente dalla coerenza, dalla realtà, dalla verificabilità o dalla riproducibilità.
In tempi di manipolazione esperta e costante persino il fenomeno dei Terrapiattisti assume una sua particolare dignità, stimola l'attenzione dello psicologo, persuade il filosofo in pensione a rispolverare l'armamento conoscitivo.
Un tempo erano i cucchiaini piegati col pensiero e le mirabolanti avventure giucascaselliane, oggi le forme e le modalità si espandono, esplodono grazie alla rete, mirabolizzano con l'intelligenza artificiale, moltiplicano pizze e panzerotti con il divino intervento del montaggio edit, trasformano collezioni di sanitari in sexy bombe a cui dare galanti appuntamenti, associazioni a delinquere in enti di beneficienza.
La Verità, se mai sia esistita, è scomparsa dall'orizzonte e nella sua assenza si dimostra, ancora una volta, rioluzionaria.
In questo contesto, allora, sono gli strumenti cognitivi, ben più che quelli punitivi, quelli a cui mettere mano, ma non sembra proprio che la politica manifesti la volontà di applicarsi alla materia, visto che proprio la politica su dabbenaggine e creduloneria ci campa alla grandissima.





Articolo molto veritiero,mette in luce la credulità umana come fenomeno strutturale: non siamo semplicemente ingannati dalle false informazioni, ma siamo predisposti a credere in esse per motivi psicologici, culturali e sociali. La domanda centrale che si pone è: non tanto “perché le persone vengono ingannate?”, quanto “perché le persone scelgono di fidarsi?”.
Questa prospettiva sposta l’attenzione dalla colpa del persuasore alla responsabilità cognitiva dell’individuo e alla funzione educativa della società.