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AUGURI A CHI ?

  • Immagine del redattore: Gilberto
    Gilberto
  • 10 dic 2025
  • Tempo di lettura: 1 min

Fingiamo che il Natale sia una cosa seria, che porti agli uomini di buona volontà (se ancora ve ne sono) speranza e fiducia.

Fingiamo perché fingere è l'unica soluzione rimasta, perché se affrontiamo la realtà per come è realmente allora speranza e fiducia rischiano di eclissarsi.

Delle cose del Grande Mondo non sto a parlare, le conosciamo tutti.

Ma l'anno nuovo porterà la fine dello slancio economico generato dal poderoso prestito del PNRR, sottraendo un 1% ad un PIL fortemente asmatico, e inoltre l'obbligo di restituire i fondi ottenuti.

Il nuovo anno rischia di essere l'ennesimo in cui la Produzione Industriale crollerà nel confronto con il passato, grazie all'inesistente politica industriale dei vari governi multicolori che si sono succeduti.

Temo che porti, ancora, l'evasione fiscale per necessità, l'attesa di nuovi condoni per quegli infiniti commercianti e professionisti che se pagassero il dovuto cesserebbero l'attività.

Temo un disastro nella siderurgia, città come Genova e Taranto abbandonate a se stesse, nuove e poderose agitazioni sociali.

Temo che porti nuove incertezze, nuove sacche di inoccupazione e diseconomia, frutto dell'insipienza di un governo che non ha mantenuta nessuna delle promesse e ha deluso le attese, un governo a cui, per contro, non fa fronte alcun progetto da parte della sconquassata opposizione, un governo che rischia di candidarsi nuovamente come unica possibilità praticabile rispetto allo sconforto crescente degli elettori.

L'Europa percorsa da brividi estremisti altro non è che il risultato di un'assenza di progettualità politica accompagnata da un eccesso normativo.

Nel frattempo possiamo scambiarci ipocriti sorrisi dicendo “a lei e famiglia”.


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