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DA DORIAN GRAY AGLI EPSTEIN FILES

  • Immagine del redattore: Gilberto
    Gilberto
  • 27 feb
  • Tempo di lettura: 4 min

Dove si tracciano i paralleli tra il romanzo di Oscar Wilde e l'attualità e si indicano i tre livelli della più grande Spy Story del secolo.


Nascosto nella soffitta il ritratto di Dorian Gray invecchiava assorbendo i tratti delle malvagità, quei tratti che non sfioravano l'apparenza di Dorian. Nascosto negli Epstein files il vero volto del Potere.


Più noto al grande pubblico per i suoi laceranti e corrosivi aforismi che per i suoi romanzi Oscar Wilde tratteggiò l'aristocrazia del suo tempo ne “Il ritratto di Dorian Gray”, indicando come il giovane rampollo giungesse al successo e alla ricchezza attraverso il delitto, la violenza e la spietatezza, elementi i cui tratti osceni confluivano misteriosamente nel suo ritratto senza intaccare il viso, costantemente giovane, del protagonista.

Il romanzo, spesso spacciato come appartenente alla narrativa “mistery”, è una spietata metafora del Potere, di un Potere che nasconde i suoi crimini dietro ad un'apparenza di cortesia, eleganza e bellezza.

Oggi la lettura, disturbante, di quell'immensa “Spy Story” che chiamiamo Epstein files rimanda immediatamente alla memoria Dorian Gray: oggi come ieri dietro all'apparenza politicamente corretta del Potere si nascondono atrocità, delitti, misfatti, sovercherie e interessi spietati.


I tre livelli

Guardare i potenti dal buco della serratura è un'antica passione popolare sulla quale editori più attenti alla quantità che alla qualità hanno costruito fortune.

Ma gli Epstein Files non indicano solamente le pruderie e le porcate di qualche erotomane di potere. Rappresentano un Sistema, o meglio “Il Sistema” del Potere e, nella fattispecie, del Capitalismo.

Così come il capitalismo produce ricchezza attraverso lo sfruttamento dell'uomo sull'uomo allo stesso modo nel Sistema lo sfruttamento sessuale dei più indifesi, bambine e adolescenti, definisce il Gioco di Società partecipato da principi, oligarchi, ambasciatori, ministri e magnati.

Ma quel verminaio che quotidianamente impariamo a conoscere nasconde a sua volta un secondo livello, quello del Denaro.

Il ricatto esercitato da Epstein nei confronti di tutti i partecipanti al Gioco, ricatto composto da migliaia di filmati e di immagini sconvenienti, costringe i ricattati a fornire indicazioni, proposte di legge, orientamenti politici, prospettive di fusioni aziendali, informazioni riservatissime in materia di speculazione finanziaria: notizie che da sole costituiscono ricchezza, sia nell'essere cedute a parti potenzialmente interessate sia nell'essere direttamente utilizzate.

Tutti partecipano al Grande Gioco, sull'Isola dei Balocchi o nelle residenze metropolitane, serenamente convinti del fatto che confidare segreti ai Compagni di Merende garantisca l'impunità e il proseguimento del Gioco perchè la perversione, e questo Epstein lo sapeva molto bene, ammette tutto pur di potersi affermare.


Psicosi e Potere

Molte immagini ritraggono Epstein a piedi nudi, oppure mentre si fa massaggiare i piedi o ancora seduto in poltrona durante una pedicure. Epstein è, in quella dimensione, il ritratto del feticista, di un feticismo narcisista che impone sui deboli la propria volontà assoluta.

Le parafilie non si contano negli Epstein files: si va dal feticismo al sadismo, dove la violenza gratuita si esercita per il semplice gusto di affermare il proprio potere, per arrivare, così si scrive altrove, al cannibalismo.

E' un viaggio nell'inferno della psichiatria, un viaggio in cui le forme del Potere si manifestano parallelamente tra di loro: il potere politico, quello economico e il potere assoluto, personale, da esercitare liberamente nei confronti di persone ritenute poco più che schiave, poco più che oggetti.

Un potere come quello reclamato dal Marchese De Sade, secondo cui o il potere, che coincide con la Libertà, è assoluto o non è. Una forma psichica dove il Super Io esercita un controllo minimo lasciando libero l'Es di manifestare la propria aggressività istintuale. Un'attenzione erotica verso le ninfette magistralmente descritta da Nabokov in Lolita e tipica negli uomini di mezza età cresciuti in un ambiente culturale puritano e bigotto.

Quel medesimo brodo culturale in salsa protestante a cui Max Weber attribuisce lo sviluppo del Capitalismo.

A leggere bene tra le righe vale la pena ricordare che Trump afferma di rispondere solamente alla propria morale, e non alla legge, tanto meno al diritto internazionale.

A guardare bene tra le pieghe del potere rileviamo che la Fondazione Clinton, ai tempi del Grande Gioco dell'Isola dei Balocchi, acquisì finanziamenti per oltre un miliardo di dollari.

A leggere i bollettini finanziari rileviamo che la famiglia e il gruppo Trump, da quando ha assunto la presidenza attuale, ha incassato oltre 5 miliardi di dollari e si prepara ad incassarne molti altri mettendo le mani sui territori devastati dalla guerra, territori che apparterrebbero a un popolo protetto da quel Diritto di cui Trump afferma di non curarsi.


La più grande Spy Story di sempre

Dispiace per Le Carrè i cui romanzi ho molto amato. Dispiace per il Sarto di Panama e per le avventure del mitico Bond, James Bond sagacemente descritto da Fleming.

Questa Spy Story, quella che emerge dagli Epstein Files, supera tutte le precedenti e rappresenta probabilmente un limite invalicabile nello spionaggio mondiale.

Il giro dell'Eros è chiaro: il Grande Gioco sull'Isola dei Balocchi è stato scoperto.

Il giro del Denaro si va dipanando: siamo solo all'inizio della slavina ma la slavina non può che precipitare.

Ma chi sfruttava davvero le informazioni e i diplomatici ricatti mascherati dietro ad amabili sorrisi tra compagni di merende?

A quale Potenza conveniva raccogliere le informazioni e distribuire l'odore di possibile rivalsa per confermare o accrescere il proprio potere?

C'è chi parla di rapporti consolidati tra Epstein e Israele, ma si sa che oggi si tende a mettere il Mossad dappertutto, come il prezzemolo in cucina.

C'è chi afferma che a trarne vantaggio sia stata la Russia, il nemico di sempre, ma non si capisce perché allora la Russia non abbia utilizzato il materiale raccolto per conseguire un qualche vantaggio politico nei confronti degli irriducibili avversari statunitensi e britannici, in particolare nei confronti di un presidente come Clinton la cui consorte è acerrima nemica della Russia.

False piste, ovviamente.

Molto più facilmente al centro della tela c'è un ragno che assomiglia molto al Deep State americano, a quei segmenti dei servizi di intelligence che influenzano, orientano e definiscono le scelte strategiche di tutti i governi e tengono saldamente per le palle i Presidenti che si susseguono, ognuno dei quali gravato dei propri segreti e di quei peccati che hanno consentito di arrivare al Potere.

Perchè tutti i Presidenti che a favore di telecamera sono sempre sorridenti e trasmettono fiducia, che tengono per mano le deliziose mogli e sbaciucchiano bambini ad ogni occasione pubblica, nella loro soffitta celano un ritratto che assume i tratti delle malefatte compiute.

Perchè tutti i Potenti sono come Dorian Gray.


1 commento


Linda
27 feb

Il fenomeno descritto è complesso e tristemente ricorrente: l’accumulo di potere assoluto nelle mani di pochi, l’impunità dietro un’apparenza rispettabile, e il ricorso a manipolazione, ricatto e sfruttamento per mantenere privilegi e controllo. La metafora di Dorian Gray è efficace: ciò che appare impeccabile spesso nasconde malefatte profonde.

Le cause sono multiple:

Cultura e educazione distorta: molti uomini potenti crescono in contesti che reprimono la sessualità e premiano la dominanza, generando un senso di superiorità morale che giustifica gli abusi.

Concentrazione di potere: il capitalismo moderno e sistemi politici centralizzati consentono a pochi individui di accumulare enorme influenza economica, politica e sociale, riducendo controlli e supervisione.

Sistema dell’impunità: segretezza e ricatti, come negli Epstein Files, rendono chi detiene potere quasi…

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