LE DUE REGINE
- Gilberto

- 6 feb
- Tempo di lettura: 3 min
Lo scontro è serrato e feroce, in grado di spezzare l'attuale equilibrio partitico di governo.
Come ai tempi di Elisabetta I° e Maria Stuarda il conflitto tra Giorgia e Marina è senza esclusione di colpi.
Il primo scricchiolio avvenne all'inizio del sodalizio, quando Silvio il Vecchio, sorta di Re Lear di tempi meno cupi, scrisse su un foglietto a favore di telecamere cinque aggettivi inquietanti per la nuova Presidenza.
Fu maretta, scosse sotterranee, ma poco emerse agli occhi del pubblico.
Poi il Vecchio si spense, molti versarono coccodrillesche lacrime e spettà agli eredi definire chi avrebbe comandato su cosa.
Il minore sulla corazzata mediatica, la maggiore sulla porta aerei finanziaria che controlla e governa anche il partito di minoranza.
Il minore a sviluppare l'impero nel continente, la maggiore ad orientare le scelte di governo .
E fu allora che il conflitto esplose.
Ai primi dissapori dalla corazzata mediatica partì il siluro Giambruno, provetto giornalista colpevole di eterosessualità arrembante, amante del threesome e forse oltre, insomma lo ricordate.
All'attacco proveniente dalla Regina Marina rispose Regina Giorgia proponendo la tassazione degli extra profitti di banche e assicurazioni, settore non indifferente agli interessi della Regina Marina che, per tramite dei suoi onorevoli vassalli, si oppose senza indugi.
Più diverse e divergenti le due Regine non potrebbero essere.
Austera e brianzola la Regina Maria cerca il dialogo con l'opposizione e occhieggia al Grande Centro con posizioni liberali; caciarona e borgatara Regina Giorgia si morde la lingua forzata com'è all'equilibrio cui Europa e Finanza la obbliga, lei che con la super destra ci andrebbe a nozze,
Caratteri diversi, obiettivi differenti, strumenti complementari: Regina Giorgia ha la maggioranza dei seggi, Regina Marina la maggioranza dell'Audience.
Poco conta che in regime d'apparente armistizio servili pennivendoli cartacei o televisivi, stipendiati dalla Regina Marina e infetti da leccaculismo congenito e compulsivo, persistano nell'incensare l'operato del governo rendendo con il loro vassallaggio illeggibili gli stampati e inguardabili i programmi, il conflitto è aspro.
Ai siluri della Marina rispondono gli assalti della Decima Mas, motosiluranti sommergibili e silenziosi, capaci di affondare portaerei in rada come fossero merluzzetti.
Si scompongono equilibri e il gioco da scoperto deve uscire all'evidenza.
Giorgia punta ad un rafforzamento a destra, magari sottraendo voti e energia agli alleati meno subalterni, mentre Marina punta al centro e ricorda che è giunto il tempo di rinnovare gli esponenti del partito che finanza e magari, col rinnovo, la maggioranza.
Neppure il tempo di finire il ragionamento che dal nulla spunta Corona, pasdaran del web che non simpatizza certamente per i Dem e produce centinaia di migliaia di visualizzazioni: Corona assalta Signorini e con quello l'intero modello organizzativo della Corazzata televisiva.
Apriti cielo! Che non si tocchi il Grande Bordello altrimenti saltano gli equilibri.
Il confronto è divenuto aperto conflitto.
Le due Regine lottano per il potere assoluto e si dice, si mormora, si rumoreggia, del prossimo palesarsi di Marina tra i candidati alle tornate elettorali, assumendo il diretto controllo del partito che da sempre foraggia.
Sarà battaglia senza esclusione di colpi con l'unico certo risultato di mandare in frantumi gli equilibri delicati e correnti, di riproporre modelli di governo da prima repubblica, con un centro a maggioranza variabile in funzione delle necessità, qualora vinca Marina o di trascinare la nazione nell'emergente forma di democratura che tanto sembra piacere agli europei nel caso in cui si affermi Giorgia.
Qui, intanto, si fa scorta di pop corn.





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