top of page

BACETTI & TRATTORI

  • Immagine del redattore: Gilberto
    Gilberto
  • 4 giorni fa
  • Tempo di lettura: 3 min

La nuova UE al femminile, al vertice della quale spiccano Von der Leyen, Metsola, Kaja Kallas e Lagarde alla BCE, è diventata una sorta di party in cui bacini e bacetti hanno sostituito le strette di mano maschili. Cortesie e privilegi di palazzo mentre nelle piazze arrivano i trattori.


È una UE ricca di moine e priva di strategie quella che ci tocca osservare. Un palazzo europeo ormai capace di radicali isterismi, spesso accompagnati da un'accuratissima ignoranza delle vicende storiche (Kaja Kallas docet), e di incapacità diplomatica, ricco di chiacchiere da coiffeur e di assenza di visione strategica.

Questa UE al femminile rappresenta e definisce il punto terminale di una vicenda storicamente illuminata, avviata per definire gli elementi della Pace e del Diritto in un continente nei secoli riottoso, un passo indietro negli interessi nazionali per fare due passi avanti tutti insieme.

E così è stato fino a non troppi anni addietro, quando la creazione della Moneta Unica determinò implicitamente un'area privilegiata, quella che nella conversione monetaria era rimasta stabile, individuabile in Germania e Francia, e un'area di seconda fascia, quella dei Paesi mediterranei (Portogallo, Spagna, Grecia e Italia), il cui tasso di conversione dell'Euro fu penalizzante.

Lo svantaggio fu talmente evidente che i Paesi “minori” vennero indicati come PIGS, acronimo con evidente relazione suina, in contrapposizione agli altri, definiti “virtuosi”.

Il tasso di cambio portò rapidamente i Paesi meno consistenti ad affrontare difficoltà gigantesche nel mantenimento contabile delle rispettive amministrazioni: peggio di tutte andò alla Grecia, travolta da feroci imposizioni finanziarie da una Troyka di istituti privati (BCE, FMI e Commissione Europea) che imposero una povertà dilagante da cui Atene non si è ancora ristabilita.

Per noi il disagio maggiore coincise con la fibrillazione contabile che portò alla caduta di Berlusconi nel 2011, tra i sorrisetti franco alemanni, quando i nostri titoli di Stato divennero centro di una furiosa battaglia finanziaria intercontinentale.

Il declino della visione europea coincide, a grandi linee, con la sostituzione degli interessi comuni continentali originari (acciaio, carbone, agricoltura, politiche del lavoro, politiche fiscali) con la prevalenza prioritaria della politica monetaria e finanziaria dell'Euro.

Scomparse dalle agende di Bruxelles le ipotesi di armonizzazione delle normative rilevanti, a partire da quella fiscalità che rende ricchi Olanda e Lussemburgo e svantaggia gli altri, l'UE emanava regole su regole, alcune delle quali francamente risibili, tessendo un sistema inestricabile trasformandosi così in un burosauro la cui mole fa ombra alle dinamiche principali, quelle di politica finanziaria.

Gli interessi dei Popoli europei, ovviamente, persero rapidamente valore.

Svagati da poco sensate e molto utopiche visioni di sostenibilità energetica, disfatte le prevalenti industrie, mandato all'aria il complesso dell'Automotive continentale, ignorate le necessità tecnologiche di connessione e di informatica, cedute in toto alla concorrenza statunitense, l'Europa comunitaria è divenuta una sorta di Sala da Tè femminile frequentata da potentissime lobbies, Sala da tè in cui è ipotizzabile che oltre a sorrisi e biscottini abbiano luogo altre forme di scambio.

Fuori, intanto, i trattori scaldano i motori.

Le politiche agrarie comunitarie non solo hanno, nel tempo, ridotto i contributi a favore del comparto, ma siglando l'accordo con Mercosur hanno difatto aperto porte, portoni e finestre al commercio di produzioni agrarie sudamericane a basso costo e alto inquinamento rendendo potenzialmente marginale e onerosa la produzione europea, senza offrire ai produttori agricoli altra prospettiva che la cessazione d'impresa.

Dopo un lungo processo di deindustrializzazione e di sostituzione della forza lavoro in fabbrica con tecnologia e robotica, l'Unione affronta ora la dismissione agraria con una prospettiva di modifica radicale della struttura sociale, struttura sempre più orientata alla Finanza e ai Servizi e sempre meno codificata nella produzione essenziale, persino quella alimentare.

Modello di società che esclude dallo scenario operativo i poco istruiti e i meno organizzati, centrata sul riconoscimento della Finanza come elemento sovrano di ogni ragionamento e orientamento.

Una prospettiva deumanizzante e distopica messa in atto attraverso la pantomima dei baci e degli abbracci di Palazzo.


Commenti


bottom of page