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CA'ZZARO

Immagine del redattore: Gilberto
Gilberto
7 set
Tempo di lettura: 3 min

Càzzaro, alzati e cammina !


Gesù fu fortunato: a lui toccò Lazzaro e lo resuscitò dalla morte. A me è toccato Càzzaro.


Lazzaro resuscitò trascinato dalla Fede nell'amico Gesù, frequentatore della sua casa.

Sul mio percorso di ascoltatore dei disagi altrui è apparso recentemente Càzzaro, il cui malessere è profondo e caratterizzato da una spiccata aridità affettiva.

Data la relazione che abbiamo instaurato vorrei ricondurre Càzzaro ad una Vita emotivamente ricca e articolata, ma oltre a combattere con quei classici fantasmi e rimozioni che spesso aiutano a scoprire l'insorgenza con Càzzaro mi capita di scontrarmi con un Gigante Ostile che altri non è che il mondo online.

Se non fosse un nativo digitale Càzzaro sarebbe una persona equilibrata, gradevole, simpatica, ma essendo cresciuto sotto l'impronta della digitalizzazione e il Verbo di YouTube, Càzzaro ha introiettato le caratteristiche del proprio tempo, la suggestione ossessiva dell'apparire, la valutazione dell'altro basata sul preconcetto economico, una relazionalità affettiva intimamente connessa al successo e al denaro capace di trasformare una pulsione originaria in impresa produttiva, imponendo alla partner modelli di lavoro e di impresa che nulla hanno a che fare con l'affettività e tanto meno con l'amore.

Legge riassunti di saggi e di romanzi sull'apposita applicazione, ascolta online con attenzione predicatori di ogni sorta e novelli divulgatori purché dotati di kilofollowers accuratamente evitando bibliotetici approfondimenti o librarie verifiche, apprende tecniche per conquistare il mondo e diventare milionari disponibili con un semplice download, percorre sempre le medesime strade della cittadina nella contezza di incrociare saluti, sorrisi e consensi.

Càzzaro vanta un sostenuto stile di vita, un'esteriorità plateale, ma vive senza qualcuno a fianco, senza l'amore che vorrebbe, senza una famiglia propria che lo accolga, e soffre interiormente di un disagio solitario che corrode e che nel tempo ha reso sempre più sottile e eterea la schiera di conoscenti un tempo amici.

Trascinato nel gorgo della vacuità, Càzzaro merita assistenza e almeno il tentativo di sradicare dalla sua profondità mentale quei meccanismi adattativi e difensivi che lo hanno definito nell'attualità: meccanismi originati sicuramente da un'instabilità affettivo familiare originaria, da una separazione genitoriale che si è trasformata in un male sociale che attraversa l'intero occidente e ha determinato sconquassi psicologici di drammatica portata; meccanismi aggravati dalla dinamica dell'affettività liquida e incostante chiaramente intesa da Baumann e altri, ma soprattutto da quel meccanismo di “ti voglio bene se mi obbedisci” che si incardina troppo spesso sui principi dell'affettività infantile.

In quanto figlio della propria epoca e di genitori separati Càzzaro non dispone di una referenza di Autorevolezza, tanto meno di un'Autorità che non sia definita nei termini del Denaro o della Forza, confondendo l'arroganza con la competenza, la supponenza con la conoscenza.

A Càzzaro vorrei poter dire anch'io “Alzati e cammina!, liberandolo dalle catene psicologiche pesantemente introiettate, divenute costrittive fino alla cementificazione affettiva.

Vorrei vederlo volare con ali nuove e nuova attenzione al mondo, alla vita e all'affetto.

Con l'arma spuntata della parola e della domanda penetro a volte nei suoi circuiti interpretativi, suggerisco alternative, propongo riflessioni sul valore effettivo delle risposte interiorizzate, sugli adattamenti appresi e consolidati, ma poi il suo sguardo incrocia lo schermo digitale, le sue dita cercano responsi nell'infinita Sibilla youtubata che offre risposte a tutti e video tutorial per uscire sorridenti persino dalla depressione, e il meccanismo si inceppa, il dialogo torna a punto zero, nei suoi occhi cala un velo di dubbio e di incertezza sul percorso suggerito.

So bene che di Càzzari il mondo è pieno, conosco bene il danno prodotto dalle affettività divergenti nel contesto familiare, verifico ogni giorno il limbo di incertezza in cui il terzo millennio ha catapultato i suoi figli e le infinite precarietà, sociali, economiche e affettive, generate dalla modernità liquida. Ma pur sapendolo persisto nel cercare di combattere la battaglia per la serenità e il benessere mentale mentre il nemico “online” diventa sempre più forte e pervasivo trascinando quel che rimane della realtà nel vortice dell'Intelligenza artificiale.


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