IL CAPPIO AL COLLO
- Gilberto

- 4 giorni fa
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Che modello di società si va prospettando? Che legame esiste tra le politiche di Trump e quelle di Meloni, tra la finanza globale e le scelte strategiche dell'UE?
Vuole il destino che si continui a scambiare Sicurezza con Libertà fino a che non scopriremo che senza Libertà non vi può essere Sicurezza, ma sarà troppo tardi.
Così il fantasma della Paura viene agitato e sventolato su entrambe le coste atlantiche generando flussi elettorali a sostegno di quelle forze che della Sicurezza fanno emblema, salvo poi terrorizzare con l'uso di forze speciali i propri stessi cittadini.
Una mentalità questurina e celerina che solo nella repressione e nella moltiplicazione delle pene individua la propria stabilità, mentre provvede con la crescita della povertà a incrementare il tessuto sociale che genera il timore, l'area del disagio, l'assenza di prospettiva.
Distrutta l'attività operaia e in via di smantellamento quella agricola, impoverita la classe media, finanziarizzato il mondo, controllato ogni movimento individuale con tecnologie e intelligenze artificiali, riconosciuto ogni desiderio personale con algoritmi e Big Data, intercettato ogni pagamento col portafoglio digitale, il modello di Società che si prospetta, generato dai nipoti di quell'illuminismo che sulla libertà si basava, è quanto di più inquisitorio e repressivo si possa immaginare.
È un mondo che risponde a pochissimi individui, centrato su Finanza e Energia, sul controllo delle risorse e dei flussi, sull'allontamento dei contrari, sul bombardamento degli oppositori, sullo svago coatto e obbligatorio, sul consumo come risorsa esistenziale, sull'assenza di responsabilità e progetti, sull'affettività mercificata.
I segnali del cambiamento sono sotto ai nostri occhi, velati solo dal flusso costante di immagini e notizie che nascondono il panorama nella sua concretezza.
Il modello politico è un refrain che da Gaza a Caracas approda in Groenlandia e devasta l'Europa: è il controllo totale, militare, economico e politico.
È assenza di sostegno, riduzione del welfare, abolizione dei vaccini per i bambini figli di poveri, promozione di stili di vita distruttivi, riduzione della popolazione potenzialmente oppositiva, scomparsa del credito, difficoltà crescenti, centralizzazione delle risorse.
È periferie crescenti e disumanizzate, è violenza implicita in ogni esistenza e in ogni rapporto e relazione. È conflitto permanente di sopravvivenza che in quanto conflitto subirà repressione.
È spazio che da fisico diviene digitale, lavoro che da produttivo diviene finanziario, sistema di regole infinite in cui è inevitabile incappare e venire risucchiati fino a non trovare alcuno spazio di pensiero individuale o di azione.
È cappio al collo che si stringe inesorabilmente atttorno alla giugolare e alla trachea di chi invoca Sicurezza, di chi teme l'Altro, il nostro specchio, con cui condivide la sorte.





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