CASSANDRA
- Gilberto

- 15 mar
- Tempo di lettura: 2 min
Aggiornamento: 17 mar
Ne scrissi in Lumpenproletariat e lo rimarcai ne i Nuovi Miserabili: lo spettro che si aggira per l'Europa non è il comunismo come auspicava Marx, ma quello di una disoccupazione di vastissime proporzioni. Perchè la minaccia dell'Intelligenza Artificiale va presa molto sul serio.
Non fa affatto piacere poter dire “l'avevo previsto” quando la previsione riguarda un dramma sociale, per questo non provo particolare orgoglio nel ricordare come fui facile profeta quando, esaminando le variabili in corso nei processi tecnologici, scrissi che due ricadute sarebbero state immediate nel tessuto sociale e produttivo: da una parte la nuova schiavitù offerta dai “miserabili” che attraversano il mondo in cerca di futuro, e dall'altra dalla pandemia disoccupazionale generata dalla tecnologia attraverso le applicazioni robotiche all'industria e dell'IA ai servizi.
La notizia di ieri è la previsione di riduzione degli organici di Meta di circa il 20%, notizia che affianca quella di 27 lavoratori veneti licenziati via whatsapp in quanto soggetti a sostituzione da parte dell'IA.
Posso aggiungere che, da brava Cassandra, ho anche ipotizzato lo sviluppo di una nuova casta di Super Uomini, iperconnessi alla rete e soggetti a divenire perenni grazie alle nanotecnologie e alla protesica, SuperUomini che disporranno di una sorta di potere assoluto sulla categoria dei Superflui, gli esclusi per infinite motivazioni dai cicli produttivi.
L'accelerazione che grazie alle nuove tecnologie va subendo in queste settimane la trasformazione dei modelli e dei processi produttivi sembra non solo inarrestabile ma in crescita verticale e in grado di rompere i delicati equilibri economici, sociali e politici che si erano andati strutturando nella seconda metà del secolo scorso.
Così davanti alle “necessità energivore” dell'IA e del computo quantistico il pianeta conosce una nuova stagione di confronto bellico in cui si celebra la scomparsa del diritto internazionale e l'affermazione della Forza come unico elemento capace di affermarsi come decisore e solutore delle controversie.
Così la stessa scomparsa del diritto si estende come una chiazza d'olio nel tessuto sociale e produttivo, declinando fino ad annullare i diritti dei lavoratori, le categorie sindacali, sostituendo alla capacità produttiva storica quella offerta da robots instancabili e inesauribili e da un'IA ormai capace di integrare flussi informativi e capacità organizzative, modelli produttivi e processi distributivi, in un criterio di sostituzione iper efficiente dell'organico umano.
Superfluo sarebbe il dire che un percorso così definito dispone nel suo potenziale di un effetto dirompente sulla struttura, sull'organizzazione e sulla coesione sociale, rende non più credibile la politica, definisce ostile il credito e nemico lo Stato.
I tempi dell'accelerazione sono tali da non consentire alla politica di assumere reazioni adeguate, tanto più alla politica negoziale e rappresentativa caratteristica delle sopravvissute democrazie, favorendo l'affermazione di monocrazie e monoculture forse in grado di assumere decisioni capaci di tutelare, per quanto ancora possibile, le categorie elettorali di riferimento, ma solo quelle, in una situazione che definisce in sé un violentissimo scontro sociale tra categorie salvabili e categorie abbandonate a se stesse.
In questo scenario e in questo clima possiamo ancora illuderci e baloccarci tra un Festival e un' Olimpiade, tra un Campionato mondiale e piccantissimi retroscena del potere, ma lo Spettro è già tra noi, e sta consumando il suo pasto umano di lavoro e di speranze come un Minotauro contemporaneo.





Capisco il timore, ma la storia insegna che ogni volta che l’uomo ha incontrato una nuova tecnologia qualcuno ha gridato alla fine del lavoro e della società. È successo con i telai meccanici, con l’elettricità, con i computer. Eppure il lavoro non è scomparso: si è trasformato.
Il vero pericolo non è l’Intelligenza Artificiale. Il vero pericolo è lasciare che pochi decidano per tutti come usarla.
L’IA può sostituire alcune mansioni, sì. Ma può anche liberarci da lavori ripetitivi, migliorare la medicina, l’istruzione, la ricerca, l’organizzazione della società. La differenza la farà la capacità della politica, della scuola e dei cittadini di governare il cambiamento invece di subirlo.
Dipingerla come un Minotauro che divora il lavoro umano rischia di alimentare…