top of page

NUOVA DISINFORMATJA

  • Immagine del redattore: Gilberto
    Gilberto
  • 5 mag
  • Tempo di lettura: 3 min

L'Affaire si sgonfia, le scuse non arrivano, lo scoop era farlocco e l'aggressione politica fa cilecca: quando il giornalismo è governato dalle leggi del Mercato l'informazione affonda nel ridicolo e si pone sullo stesso piano della tifoseria attiva nei Social.


Lo scrissi immediatamente, il 1 maggio scorso ne “Il travaglio di Travaglio”, affermando che nel caso in cui le accuse di malagestione sul caso Minetti si fossero rivelate inesatte la faccenda sarebbe diventata un boomerang per chi l'aveva avviata. E così, in effetti, è andata.

Le carte provenienti da Montevideo definiscono legittimi gli atti d'adozione e trasformano in infantilismo politico quello che voleva essere un atto di somma strategia, uno scoop che avrebbe voluto orientare la Presidenza della Repubblica a sfavore del nuovo Grande Centro, e più in generale avverso al mai sopito berlusconismo, in vista di un nuovo corso elettorale.

Il problema, a ben guardare, non è limitato alla questione specifica ma si amplia nella necessità ormai assoluta in capo agli organi di informazione di adeguarsi alle leggi del Mercato che nello Scoop e nel guardonismo definiscono livelli accettabili di vendita.

Fosse solo questione di informazione potremmo anche far finta di nulla, ma la logica del Mercato è ormai anche logica Partitica, elemento sensibile di captazione di benevolenze elettorali.

Come se non bastasse il rumore permanentemente generato dai Social Network, rumore che dimostra l'insensatezza dell'ipotesi secondo cui il Nulla è Silenzioso, l'informazione assume come valido il Mostro in prima pagina, il titolo cubitale a nove colonne, il ritrovamento dello scandalo anche dove non ve n'è traccia.

Persino i cosiddetti programmi di approfondimento altro non sono che reiterazioni costanti di slogan tradotti in domande retoriche, di episodi spacciati per eventi epocali, intervallati fin troppo spesso e troppo rumorosamente da scrosci di applausi immotivati e superflui.

Perchè l'Ignoranza è rumorosa, e nella ricerca del consenso si rivolge all'analfabeta funzionale che riconosce i segni ma non decifra i significati.

Così questa informazione, questa Nuova Disinformatja, non costruisce conoscenza nell'utente ma riduce il lettore o l'osservatore a semplice funzione, a dipendente dall'analisi esterna, a soldatino della parola d'ordine calata dall'alto, a impiegato del voto quando richiesto e necessario.


Campo Minato

Si badi bene come questa Nova Disinformatja si colleghi palesemente a quel Campo Largo ormai divenuto Campo Minato, dove si alternano i supporter degli aspiranti premier con relativi teatrini ambulanti, attori di compagnie di giro esperti nel repertorio da varietà di risposte previste a ineffabili domande.

Il Campo un tempo largo è minato da interessi divergenti, rivalità esplicite, personalismi variegati e progetti di industrializzazione politica, percorsi coerenti col bipolarismo e altri neotripolaristi, con derapate al centro che escludono gli estremi e pulsioni estreme che frantumano il governo possibile.

Su tutto aleggia la strutturale assenza di idee, la vacuità del progettare, l'inconsistenza delle risposte alle dinamiche del reale, il che potrebbe persino giustificare l'obiettivo della Nuova Disinformatja di attirare l'attenzione col boato a salve, col falso maleficio, con le sempiterne teorie del complotto, con la tecnica del venditore di pesce al mercato che attrae più con la voce stentorea che con la qualità della merce.


Furor di popolo

Il pubblico, però, non sembra cadere nella trappola, magari divora l'esca ma non rimane attaccato all'amo.

Ha votato al referendum perché non gli garba essere deriso, ma proprio per lo stesso motivo facilmente diserterà le urne elettorali.

Chiede serietà, progetti, programmi e visioni, il pubblico che non vota, e non vota proprio perché è pubblico silenzioso che in quanto tale approfondisce, che preferisce il dubbio alla certezza imposta, la verifica personale con strumenti alternativi alla discutibile verità offerta dalla Pravda.


Ora quel pubblico lo si vuole incantare con la graziosa matricola politica che fu meritevole sportiva mentre fino a ieri si premiava l'ipotesi di una giovane ereditiera dalla cittadinanza multipla dall'oratoria assembleare e dalla competenza incerta, in parallelo l'avvocato del popolo assunto a quello scranno senza mai in precedenza aver svolto funzione, mai un consiglio comunale, mai un assessorato, mai una legislatura: direttamente dal suo studio professionale alla guida della Nazione.

Sullo sfondo il Grande Centro che si compatta, arruolando le graziose signore dell'harem politico dell'emiro toscano che presto potrebbero affiancare l'erede berlusconiana.

Davvero, occorre domandarsi, è con queste armi che si intende combattere?

Davvero si immagina di trascinare alle urne la metà della popolazione con mezzucci circensi, con trovate pubblicitarie, con esibizioni più adeguate all'intrattenimento che alla politica ?

Se la Nuova Disinformatja deve essere l'arma strategica che riporterà i progressisti al potere, i conservatori hanno già vinto e vinceranno malgrado l'ignoranza, l'insipienza, la pochezza e le divisioni interne che hanno manifestato e ampiamente palesato.


Commenti


bottom of page