LE MIRABOLANTI AVVENTURE DI DONALDO RODIMONTE
- Gilberto

- 2 giorni fa
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In onda da un anno la straordinaria Sit Com statunitense si aggiudica il premio della critica, i grammies e il pulitzer e una menzione speciale nel Nobel dell'Audience. Creatività, fantasia e uno straordinario insegnamento morale gli elementi alla base di questo successo planetario.
Si mormora che alla base della sceneggiatura della Sit Com dell'anno, “le mirabolanti avventure di Donaldo Rodimonte”, vi sia un manoscritto inedito di Dumas padre, Alexandre, sorta di brogliaccio da cui avrebbe tratto il celeberrimo Conte di Montecristo. Altri affermano che si tratti, invece, di uno spunto di Jules Verne che sarebbe rimasto nel cassetto del genio per timore “di troppo eccedere nella fantasia e nella credulità del lettore” come lo stesso avrebbe appuntato in una nota a margine.
Così, dopo secoli di polvere e dimenticanza, l'idea, indipendentemente dalla paternità primigenia, s'è oggi affermata divenendo, come a tutti noto, un vero “Cult” dell'intrattenimento quotidiano.
Non v'è infatti, dati alla mano, famiglia o singolo che non dedichi almeno una mezzora al giorno (molte assai di più), feste comandate incluse, all'attesa dei nuovi eventi, degli sviluppi, delle vicende e delle avventure, dei ribaltamenti, delle sfide e insomma delle alterne e altalenanti vicissitudini del biondo eroe, emblema del selfmademan tuttdunpez che abbiamo imparato a conoscere, alcuni ad amare, molti a temere.
Tale la fama del fantastico e fantasioso personaggio che, si dice, in non poche aree del mondo dove la ricchezza non è materia prevalente d'esaltazione, le madri ammoniscano i piccoli che se non si comporteranno bene arriverà Rodimonte che li rapirà. E i piccoli tacciono impauriti.
Si tratta di aree patetiche, zone in cui la nostra riverberante cultura biancocristiana non si è ancora formalmente affermata, zone selvagge del pianeta dove le tradizioni ancestrali affermano che la Terra sia di tutti, il Pianeta sia vivente, gli Animali dotati di Spirito e il bene comune valga più della proprietà privata: luoghi in cui, immaginate!, si plaude più al solidale che all'avido.
Un povero mondo al contrario, per dirla semplicemente, disarmato di argomenti rispetto alla nostra pervicacia, alla capacità di costrizione, all'invasività armata, alla corruzione che da sempre, amabilmente, trasferiamo nei luoghi di conquista, assoggettati al nostro volere e resi impotenti dal lungo e costante asservimento filmico e mediatico.
Eppure, malgrado Rodimonte rappresenti il meglio della nostra civiltà, c'è chi s'ostina ad attendere un rovesciamento, un cambiamento radicale, una caduta dalla slitta sulla via di Nuuk che generi in Donaldo un ravvedimento alla Pietas latina, all'empatia verso i sofferenti, alla conversione come un qualsivoglia Innominato alla virtù degli oppressi, alla spogliazione e divisione dei beni come un novello Francesco, all'accoglienza di chi cerca riscatto dalla miseria sulle orme di Teresa di Calcutta.
Impossibile, si capisce.
Se una simile conversione dovesse mai intervenire, germinare come malerba dalle penne degli autori, la Sit Com cesserebbe d'attirare le moltitudini al quotidiano appuntamento col ribaldo, chè il Male, si sa, vende assai più del Bene, e nessun'emittente, per quanto perversa sia, può mai negare il fatto che le avventure di Donaldo Rodimonte hanno fatto moltiplicare gli ascolti e, in misura rilevante, le rendite pubblicitarie tanto che ormai i palinsesti altro non sono che blocchi di spot tra una puntata e l'altra delle Mirabolanti Avventure di Donaldo Rodimonte.
Del Rodimonte televisivo il mondo aveva bisogno, scivolato com'era in quel sonno buonista, in quella letargia della pace, nel coma del diritto internazionale, nelle sabbie mobili della fraterna accoglienza, nell'agonia silenziosa di ciò che rese grandi e invicibili la nostra semenza.
Donaldo Rodimonte assume su di sé i valori che furono di Custer, il biondo generale e Buffalo Bill, sterminatore di nativi, e che aiutarono il nostro popolo ad ergersi sul mondo: per questo il mondo lo ama e lo segue. Per questo il suo successo supera ogni confine.
Che aggiungere, infine: Viva il Rodimonte!





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