IL RITORNO DELL'ECLETTISMO

La necessità di un ritorno dell'Umanesimo e della Filosofia implica una nuova affermazione dell'Eclettismo come forma di pensiero olistico in contrasto aperto con la rigida segmentazione dei saperi imposta dalla smania di produttività tipica del capitalismo.
Si dice che negli ambienti dell'alta tecnologia e dell'AI si cerchino filosofi in grado di attribuire Etica al pensiero meccanico e inorganico. L'Etica, si sa, è argomento squisitamente filosofico, come pure l'altro millenario soggetto, l'Anima e, per esteso, la Vita, il suo senso e significato.
Il Filosofo, colui a cui è cara la conoscenza, è per sua natura Eclettico ovvero in grado di speculare in ambiti differenti del pensiero e del sapere applicando agli stessi gli strumenti dell'osservazione e dell'indagine deduttiva (dal macro al micro) o induttiva (dal micro al macro).
Superfluo sarebbe osservare come dall'antichità a tutto il '700 i filosofi furono anche botanici, medici, storici, letterati, musici e matematici; furono anche astronomi e astrologi: lo stesso Galileo sviluppava entrambe le categorie unendo all'osservazione del movimento degli astri l'interpretazione, allora ben più remunerativa, dell'influenza astrale sulle vite dei clienti.
Furono Eclettici Ippocrate e Democrito, Leonardo da Vinci e Pico della Mirandola, Voltaire e Newton, ognuno di loro applicando il proprio metodo di osservazione e interpretazione al vasto mondo del sapere e degli effetti del sapere sul vivere sociale.
CavalliVapore e tecnicismo
Poi si affermò un nuovo modello produttivo, quella rivoluzione industriale che sulla generazione del Cavallo Vapore riorganizzò il mondo.
Le Fabbriche divennero la sintesi dell'economia e con le fabbriche una nuova organizzazione del lavoro che, con il modello fordista, definì specifiche azioni per specifici ruoli, affinando le competenze necessarie all'implementazione della produttività.
Con quel modello produttivo ed economico si strutturò il criterio tecnologico della “specializzazione”, perfettamente antitetico rispetto al modello eclettico, speculativo e olistico precedente.
Con l'affermarsi della segmentazione produttiva, dal modello di catena di lavoro fordista al più recente just-in-time assicurato dall'efficacia logistica, il criterio delle “specializzazioni” diviene sempre più strutturale e significativo, relegando l'eclettismo al vituperio definito dal termine “tuttologia”.
Malgrado l'epiteto i Filosofi (e per filosofo intendo chi produce pensiero, non chi ha studiato i pensieri degli altri per riproporli a sonnecchiose classi) non hanno smesso di essere Eclettici e lo dimostrano matematici che parlano con competenza di filosofia e filosofi applicati alle scienze sociali e politiche in grado di sviluppare ipotesi proiettive sull'organizzazione collettiva in divenire e futura e oggi, con l'avvento dell'Intelligenza Artificiale, il ruolo del Filosofo assume una nuova centralità proprio grazie alla radicale trasformazione dei modelli produttivi e occupazionali che l'AI stessa implica e comporta.
AI, Etica e Filosofia
Con la sostituzione da parte dell'AI di molteplici attività tecniche e operative umane “di base”, dalla filiera in fabbrica al front office nel terziario, l'Umano tecnologicamente applicato perde in larga misura la sua funzione.
Con la delega all'AI Agente di non poche scelte funzionali fino a ieri di squisita competenza umana, la questione del rispetto dell'Etica, che è materia assai più estesa della normativa applicata, diviene fondamentale, anche in virtù del fatto che molti umani affidano all'AI, e sempre più affideranno, scelte personali di consumo e di utilizzo del tempo libero.
Persino il “mercato delle relazioni”, evoluzione della conoscenza personale, verrà filtrato dall'AI che già oggi testa ed esplora le possibilità suggerendo conoscenze sui social o “matchando” profili sui siti dedicati al “dating”.
La Filosofia al centro
Il Filosofo eclettico, pertanto, sarà dedicato all'esplorare per induzione (dal micro al macro) gli effetti generati da ogni scelta, all'osservare le reazioni all'introduzione di un'innovazione e dedurre (dal macro al micro) i necessari accorgimenti coerenti con la Morale pubblica e l'Etica necessaria.
La visione dell'eclettico è necessariamente olistica, in grado di mettere in relazione e connettere diversi piani del pensiero, del sapere, dell'applicare e del realizzare: una visione che abbraccia l'economia e la società, la psicologia comportamentale e la politica in un processo generale che necessita di capacità elaborativa di pensiero diversa, e forse superiore, rispetto alla tecnicalità attuale.
L'Eclettico, il disprezzato “tuttologo” per i tecnici di oggi, definisce lo sguardo in prospettiva dell'evoluzione plausibile, non solo possibile, eticamente accettabile.
La Filosofia era data per morta in virtù della tecnicalità produttiva: oggi si riposiziona al centro dell'interesse economico, sociale e politico.
Viva la Filosofia, e Viva l'Eclettismo.





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