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ELOGIO DELL'ATTIMO E DELL'OZIO

  • Immagine del redattore: Gilberto
    Gilberto
  • 4 gen
  • Tempo di lettura: 1 min

L'attimo fonde il passato e l'aspettativa futura nell'incostanza del presente, un presente che per se stesso non può affermarsi all'interno di un continuo divenire a sua volta definito dall'affermarsi di una sola tra le molteplici possibilità determinate dal passato, da tutti i passati confluenti.

L'attimo, quindi, è fondamentale tanto nella sua inconsistenza quanto e soprattutto per la manifesta insussistenza.

Così l'ozio è necessario per comprendere l'attimo.

L'ozio come strumento di meditazione e comprensione, il non agire e non modificare come strumento di intervento politico, in contrasto con quel dettame economico per cui l'esistenza si determina nel continuamente agire e produrre, manipolare e modificare per poter attribuire valore a ciò che è stato trasformato.

Attimo e ozio non come rinuncia ma come precisa scelta mentale e filosofica, psicologica e politica.


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