EPSTEIN, L'ORGIA DEL POTERE
- Gilberto

- 3 feb
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Neppure nel peggiore dei mondi possibili, neppure negli incubi o in certi film ambientati nei luoghi più malfamati del pianeta. Il quadro che traspare dai file Epstein delinea la forma violenta e grottesca del Potere.
Non siamo anime belle. Ne abbiamo viste tante, interrogatori violenti e fucilazioni, guerre, massacri e stupri di massa, violenze gratuite e attentati sanguinari, napalm e mine anti uomo, linciaggi e torture. Ma quello che sembra emergere dai cosiddetti Epstein files è un pianeta diverso, popolato da quelli che non ti aspetti, da gente che sale su un palco e ti dice come sarà il mondo organizzato grazie alle sue idee, come sarà l'informazione veicolata attraverso la sua tecnologia, gente le cui parole nel tempo ti hanno infiammato o preoccupato, incuriosito o deluso.
Che il potere tenda ad assumere la qualità dell'assoluto è storia umana, storia di tiranni e faraoni, di imperatori e persino di sciamani, perchè se a noi comuni mortali capita di dover cedere il Principio di Piacere per assumere quello di Realtà, per il potente la Realtà è essa stessa Principio di Piacere, ribaltando così gli elementi fondanti della psicologia freudiana.
Una rappresentazione del mondo
Secondo Freud la modifica repressiva degli istinti sotto il principio di realtà viene imposta e conservata dalla penuria, dalla scarsità che insegna agli uomini che non è possibile soddisfare liberamente i propri istinti e impulsi, che non è possibile vivere seguendo il principio di piacere.
Si tratta, in sintesi, di un processo economico e come tale viene affermato e confermato proprio dal suo opposto, da quei comportamenti in capo ai miliardari indicati negli Epstein File che non sapendo cosa sia la penuria o la scarsità proiettano il loro vivere nel principio di piacere assumendolo come format della loro realtà.
Poco importa se per applicare quel format si rapisca e si costringa, si violenti o si sacrifichi, si utilizzino corpi e anime di malcapitate e giovanissime o si giunga, come affermerebbero sparute voci, persino al consumo di cibo sacrificale, avanzo di donazioni involontarie d'organi.
Si pensava potessero nascere, certi racconti, solo da fantasie malate di scrittori d'accatto o di deprecabili disegnatori, ma spesso la realtà ci sorprende superando persino la più deviante delle immaginazioni.
Vale allora la pena ed è opportuno domandarsi cosa accadrà del mondo quando in milioni senza lavoro, perennemente connessi a tastiere e mondi informatici, trasformeranno le rispettive esistenze in Format di Piacere, sfuggendo tecnologicamente o meno alla dimensione del reale.
Quando, come scrissi altrove, l'agnosticismo dilagante darà conseguenza alle parole di Aliosha per cui senza Dio tutto è permesso.
Qua è là i primi riscontri emergono con chiarezza con l'incremento delle violenze gratuite, delle risse, dei coltelli, delle sopraffazioni, degli abusi sessuali, dei minori coinvolti.
È il Format avviato dai sodali di Epstein che si volgarizza e popolarizza, che discende dal pianeta dei miliardari a quello dei miserrimi imitatori del lusso, copia contraffatta dell'inaccessibile.
È la smania dell'emulazione che fa ricercare copie a basso prezzo di orrenda moda firmata per il solo fatto d'essere tale: non conta la qualità, tanto meno l'estetica, ma assume significato la riproduzione dell'inaccessibile griffato.
E attenzione: questo è il format del capitalismo, dello sfruttamento del ricco sul povero, del padrone sullo schiavo, del potente sul nullatenente, vorrei che fosse chiaro.
È l'illuminismo disegnato da De Sade, che affermava che il Potere o è totale o non è.
È l'ossessione del SuperUomo ideato da Nietzsche che si libera dai vincoli della morale comune per costruirne una propria ed esclusiva, per farsi governare “esclusivamente dalla propria e insindacabile morale”, unico limite possibile alla sua azione tanto per usare le parole trumpiane.
Uno scenario degno di Pasolini e le 120 giornate, con tanto di gironi infernali in cui gli sventurati vengono catapultati e immersi per il diletto distratto dei potenti.
Ricatti e Condizionamenti
Vi è poi l'aspetto politico, quello che registra le azioni e gli scambi, le vicende e le relazioni e costruisce documenti spregiudicati utili al ricatto e alla pressione, quello che fotografa e replica in video le singolari perversioni degli adepti, che li rende succubi tanto delle proprie passioni quanto di chi le riprende e ne conserva le testimonianze.
Una sola la certezza, che il castello di infamie è tale che se emergesse neppure un terzo delle verità nascoste all'interno degli Esptein Files l'intero castello della politica e dell'economia del capitale andrebbe in frantumi, l'intero sistema politico e di potere occidentale crollerebbe cancellando come uno tsunami l'esistente.
Così accade che si inizi a far circolare l'ipotesi che dietro all'immenso ricatto vi sia la zampa dell'Orso, la lunga mano dello Zar in persona, come se poi il fatto che il regista fosse altro cambiasse la gravità e l'immoralità delle azioni commesse, come se l'aver accettato di seviziare e violentare grazie ai servizi di un complice piuttosto che di un altro facesse qualche differenza.
Si cerca ormai disperatamente di depistare, di sviare l'attenzione, di infangare prima di essere sommersi dal fango, di attribuire al nemico una spettacolare rete di perversioni in cui malaccorti gentiluomini sarebbero, per disgrazia, caduti.
Così non è.
La vicenda degli Epstein Files è vicenda Made in USA, cartina tornasole della mentalità americana che coinvolge il potere del capitale statunitense e dei suoi sodali internazionali.
È questione a stelle e strisce e non si cerchi di intorbidire acque già fin troppo torbide.
Preghiamo, se vogliamo, per le vittime di quell'orrore e agiamo, se possiamo, perché non si ripeta.











Questo testo mette davvero a nudo l’orrore che si può nascondere dietro il potere e il denaro, e scuote perché non parla solo di crimini isolati, ma di un sistema che sembra nutrirsi della sofferenza altrui. Fa male pensare che ci siano persone capaci di trasformare il piacere e il privilegio in una forma di dominio così violenta e crudele.
La cosa più drammatica, come sottolinea l’articolo, è che il meccanismo del potere e della sopraffazione non è un’eccezione storica: la tendenza a considerare la propria morale come unica e a calpestare chi è più debole è purtroppo ricorrente, amplificata da ricchezza, impunità e tecnologie che consentono controllo e ricatto.
Dobbiamo avere coscienza di tutto questo, non per cadere nello…