EUROCANADA E TASSI FED: LA QUESTIONE AMERICANA

Su una montagna di debito pari a 40 trilioni di dollari ogni 0,25% di incremento sui rendimenti significano 100 miliardi in più all'anno. In previsione ulteriori rialzi fino ad un 4% di rendimento per i bond decennali e un ulteriore aggravamento del bilancio USA, sul traffico commerciale statunitense si chiude la rotta artica con l'accordo di partenariato tra UE e Canada.
Trump voleva comprare la Groenlandia e annettere a colpi di dazi il Canada. Gli è andata male. La Groenlandia si percepisce indipendente ma accetta lo status di territorio danese e di indiretta appartenenza alla UE, rimanendo a presidiare i possibili passaggi artici di nuove rotte commerciali avviate dal riscaldamento climatico.
L'Artico è allora saldamente presidiato dall'UE, dalla Russia e dal Canada, mentre gli USA vi si affacciano solamente nell'area dell'Alaska, un controllo delle rotte possibili che penalizza, inevitabilmente, gli USA.
La partnership avviata tra Canada e UE ha per obiettivo canadese la sostituzione del mercato di sbocco statunitense con quello europeo, ponendosi così al riparo dai dazi di Washington, mentre per l'UE l'allargamento significa un potenziale approvvigionamento di materie prime, terre rare e tecnologia d'avanguardia a condizioni di non subordinazione politica, economica e commerciale come quella affermata dagli USA guidati da Trump. Insomma, una porta sbattuta in faccia all'arrogante amministrazione di Washington da parte di due tra i principali mercati di riferimento statunitense.
Scarsa credibilità e Tassi
Come noto a minore credibilità politica e gestionale fanno eco maggiori tassi di interesse sul debito e l'immenso ammontare del debito pubblico statunitense, la politica eccessivamente arrogante espressa da Trump nei confronti del resto del mondo, una apparente debolezza militare che impedisce al Pentagono di chiudere la partita iraniana (partita che si va allargando a scapito degli alleati USA), e un andamento dell'economia reale statunitense opposto a quello azionario e borsistico, definiscono un quadro che, se riguardasse un altro Paese, si affermerebbe per lo meno come preoccupante, al punto che le previsioni economiche indicano un ulteriore incremento di 25 punti base al costo del denaro, e agli interessi sborsati ai risparmiatori, entro fine anno.
Un aumento dei tassi implica contrazione del credito anche nel versante interno, con entrata in sofferenza delle imprese che si capitalizzano grazie al credito bancario, ma implica anche un auemnto dei costi dei consumi operati con carta di credito, il rilevante debito privato statunitense, con una relativa sensazione di impoverimento da parte dei consumatori più deboli.
Oggi, 18 settembre, manca poco alle elezioni di Mid Term che si terranno il 3 novembre, e un eventuale ricorso del Presidente contro un risultato elettorale penalizzante potrebbe rappresentare la goccia che fa traboccare il vaso della credibilità e dell'autorevolezza dell'amministrazione trumpiana con risultati non difficili da prevedere e assolutamente preoccupanti.
La presa di distanza di UE e Canada dalle relazioni con gli USA di Trump può essere persino letta come un passo di difesa preventiva delle rispettive economie da un possibile aggravarsi della questione americana.
Il Gatto Sornione
Sull'accordo eurocanadese il Presidente cinese XI Ping non ha emesso una sillaba ne alzato un sopracciglio. Con l'immutabile espressione da gatto sornione vede aprirsi una via commerciale artica con Canada e Europa ampiamente controllata dall'alleato russo, proprio mentre le tradizionali rotte commerciali vengono disturbate dall'emersione dell'azione degli Houthi a Bab el Mandeb rendendo obbligatorio per molti mercantili la circumnavigazione dell'Africa.
Come un cane rabbioso
Insomma: il periodo è decisamente delicato e può accadere di tutto, e se la prima reazione trumpiana è quella di inasprire pesantemente i dazi commerciali verso Canada e UE (azione che già la Corte Suprema statunitene ha stigmatizzato e indicato come inefficace) colpevoli da avere definito un accordo apertamente sfavorevole agli USA, allora significa che il Presidente degli Stati Uniti ha terminato le frecce al suo arco, ha esaurito le idee e reagisce rabbiosamente invece che agire diplomaticamente.
Da un cane rabbioso messo all'angolo ci si può aspettare (letteralmente) di tutto, persino mosse disperate e suicide.





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