LA RIVINCITA DI FRANTI NELLA SCUOLA DELL'IGNAVIA
- Gilberto

- 28 dic 2025
- Tempo di lettura: 2 min
Cosa si apprende in una scuola che non vede, non sente e non parla quando emergono manifestazioni di bullismo, di arroganza e di prevaricazione?
Quando affrontiamo il tema della scolarità siamo spesso preoccupati della massificazione verso il basso delle competenze e della diminuzione delle facoltà analitico-critiche della media degli studenti.
Certo, la generazione è quella che è, fatta anche da persone che usano il navigatore satellitare per tornare a casa o si appellano a un video tutorial per gonfiare gli pneumatici della bicicletta: una generazione appesa alla tecnologia per ogni e qualsiasi necessità, tale da poter essere definita di inabili rispetto alla tradizione dell'Homo Faber.
Ma c'è di più e di peggio. Esiste un argomento delicatissimo di cui si sussurra e che si nega: quello della mancata socialità che si definisce in un'istituzione che, tra i propri mandati, prevede anche l'apprendimento della Socializzazione.
La categoria studentesca cresce all'interno di bolle di narcisismo che la Scuola, come istituzione, non sembra riuscire a contenere.
All'interno della Scuola emergono frequentissimi episodi di sopraffazione e violenza, di bullismo e prevaricazione, con forme persecutorie nei confronti dei più deboli che né gli insegnanti né i dirigenti scolastici sono capaci di vedere e di registrare come tali, e sui quali spesso preferiscono, per ignavia e pavidità, non intervenire.
Così ci ritroviamo a parlare e a scrivere di “morti accidentali”, di “incidenti”, di “ferimenti”, di “stupri collettivi e reiterati” e di “suicidi” che coinvolgono minorenni, spesso preadolescenti.
Nella Scuola che non vede, non sente e non prende provvedimenti, la Scuola dell'Ignavia, vincono arroganza e forza, narcisismo e prepotenza, fascinazione del potere in quanto tale e scherno della debolezza.
Nella Scuola dell'Ignavia il pessimo Franti, l'infame coprotagonista del libro Cuore,si presenta da eroe, da vincitore incontrastato e la Maestrina dalla penna rossa finisce nella lista degli stupri, appesa nei bagni maschili.
Siamo sicuri di non poter cambiare registro?





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