Il vaso di pandora della nuova schiavitù
- Gilberto

- 26 feb
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Ne scrivevo nel '21, cinque anni fa, denunciando il sistema che dall'immigrazione illegale conduceva al lavoro illegale permanente, ad una assoluta precarietà esistenziale.
Dai Lager nordafricani dove vengono rinchiusi i migranti paragonabili, come diceva Papa Francesco, ai lager nazisti e staliniani per approdare al lavoro forzato in agricoltura, alla prostituzione da marciapiede o a quel bracciantato urbano dedito alla consegna dei cibi per ricchi pigri e annoiati, il "sistema" è il medesimo, gli strumenti di controllo e gestione identici, e identico lo sfruttamento bestiale in nome dell'interesse del capitale.
Applicare il "diritto" significa oggi affermare la libertà individuale, applicare la contrattualistica lavorativa significa liberare decine di migliaia di persone dalla vessazione e dalla schiavitù.
E non dicano, i padroni del modello fast-food, che ignoravano il problema perché anche i loro profitti si basano sullo sfruttamento intensivo delle persone e, come si diceva ai tempi di Berlusconi, "non potevano non sapere".
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