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GUERRA E RIVOLUZIONE

Immagine del redattore: Gilberto
Gilberto
28 ago
Tempo di lettura: 4 min

La Rivoluzione è quella tecnologica. La Guerra è quella per il controllo dell'Energia necessaria alla Tecnologia. Entrambe avviate e sviluppate dal tecno capitalismo che non prevede di lasciare feriti sul campo.


La Guerra è in corso, e non si tratta solamente di quella che viene presentata nei Media, dei bombardamenti e delle occupazioni di territori. Quella in corso è una Guerra Globale che ha per obiettivo il possesso e la disponibilità delle fonti di energia necessarie alla gestione della rivoluzione tecnologica, una rivoluzione destinata a modificare le esistenze umane in misura persino più radicale e profonda di quanto non accadde con la Rivoluzione Industriale del diciannovesimo secolo.


AI e Rivoluzione

I processi operativi, gestionali e decisionali che faranno capo in brevissimo tempo all'Intelligenza artificiale non modificheranno solamente le aree occupazionali, argomento oggi di interesse crescente anche nella pubblica opinione, ma l'intero processo cognitivo a partire dai modelli di apprendimento.

Non solo quindi, come noto, l'AI sostituirà o integrerà porzioni consistenti dei modelli occupazionali attuali ma è destinata, nel breve periodo, a modificare i processi del pensiero, l'elaborazione stessa del pensiero.

Il che significa che bisogna ripensare, integralmente, i criteri dell'insegnamento e dell'apprendimento ma anche che dobbiamo riconsiderare l'intero sistema normativo e gestionale della regolamentazione del lavoro e, se non bastasse, i criteri espositivi delle merci sugli scaffali degli ipermercati e l'organizzazione sistemica dei processi di acquisto.

E non basta.

L'AI non solamente operativa e funzionale ma anche “agente” opererà in nome e per conto degli individui gestendo le loro scelte, decisioni, acquisti, scambi, vendite, pacchetti azionari, pubblicazioni, letture, tempo libero, passioni e persino le relazioni, in termini “propositivi” all'inizio e in chiave sempre più autonoma e decisionale una volta avviate le standardizzazioni dei processi.

L'AI, connessa a quello che attualmente chiamiamo 5G, gestirà anche il riconoscimento facciale, l'individuazione delle auto in sosta vietata, l'erogazione delle multe, lo scorrimento del traffico urbano e non, l'accesso o meno ad alcune località, la puntualità ferroviaria e dei collegamenti candidandosi a governare gli aspetti più frazionali e significativi del nostro vivere quotidiano.

Diverrà così funzionale al Potere, qualsiasi potere sia operativo, controllando ogni singola azione di ogni singolo soggetto, ogni desiderio e ogni tentazione di trasgressione.

Per chi sarà nativo di quella tecnologia l'AI sarà un compagno di viaggio onnipresente, mentre per chi è nato in altra epoca definirà la presenza di un ossessivo impiccione.

L'AI, pertanto, non ridisegna il lavoro ma l'intera società e il suo funzionamento attribuendo al Potere un ruolo praticamente assoluto, tale da giustificare le attuali guerre funzionali alla gestione del potere stesso fin dal suo esordio.


Urbanistica e produzione

Se i processi produttivi verranno demandati alle fabbriche buie in cui operano robotica e AI, gli individui potranno dividersi tra nomadi digitali, professionisti che operano sui processi tecnologici, e residenti metropolitani in cui la metropoli diviene e rappresenta il punto di offerta di ogni intrattenimento possibile, strutturandosi come alveare per individui single il cui tempo libero definisce l'essenza stessa dell'interesse individuale. L'occupazione gratificante del tempo diverrà l'elemento esistenziale prioritario per le generazioni che si stanno oggi affacciando alla vita, all'interno di un modello economico che non prevede impieghi costanti ma applicazioni temporanee delle competenze quando e dove necessarie.


La Guerra necessaria

Il fatto che siano soprattutto i Paesi europei più attivi nei secoli del colonialismo ad esprimere le pulsioni belligeranti nei confronti della Russia dimostra come la gestione e il controllo delle risorse, in particolar modo di quelle presenti nel continente africano in cui si svolgono infiniti conflitti armati, definisca la matrice delle necessità.

Russia e Cina stanno penetrando da tempo nei territori africani un tempo colonie europee sostituendosi nelle funzioni di partner economici e commerciali, acquisendo per sé ingenti e fondamentali risorse minerarie e energetiche.

Per far funzionare l'AI servono quantità di energia fino a ieri impensabili e altrettanta ne serve per “raffreddare” gli elaboratori elettronici dedicati: chi vuole controllare il mondo deve controllare l'energia e le risorse idriche necessarie al raffreddamento, anche a costo di sottrarle alle necessità naturali di uomini e animali, argomento quanto mai scottante in tempi di cambiamento climatico e siccità invasiva.


Nessun ferito né prigionieri

La Guerra avviata per il controllo del mondo non prevede né feriti né, tanto meno, prigionieri: chi vincerà esigerà il controllo totale e l'affermazione delle proprie tecnologie su quelle avversarie. Gli scontri a base di hackeraggi sono già iniziati e vanno ampliandosi di mese in mese. Non si può sapere oggi chi vincerà, chi si affermerà come Leader planetario. L'unica certezza è che il modo di vivere, di ragionare, di pensare, di consumare e di relazionarsi è destinato a trasformarsi rapidamente all'interno di blocchi sovranazionali interamente normati e controllati dal vigile occhio dell'Intelligenza Artificiale in una nuova relazione tra Stato e Cittadini che non prevede alcuna libertà di pensiero critico e autonomo per i cittadini stessi.

Se la prima rivoluzione industriale generò il conflitto tra capitalisti e lavoratori all'interno di un sistema idealmente illuminista, la seconda rivoluzione affermerà il ritorno del Moloch Statale e del suo controllo pervasivo in un rigurgito di autocrazia tecno imperante.



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