INSEGNARE O DIVULGARE?
- Gilberto

- 19 mar
- Tempo di lettura: 4 min
All'interno di un mondo reso sempre più visivo dai sistemi di comunicazione di massa i modelli di insegnamento devono necessariamente orientarsi a nuovi Format rendendo divertente e appassionante l'apprendimento e prevalente il Come rispetto al Cosa si insegna.
Tra i principali problemi del Divulgatore quello dell'intercettare l'Attenzione e sviluppare l'Interesse del proprio pubblico è probabilmente il più complesso da affrontare.
Voglio sperare di non avere mai svolto un'ora noiosa nelle infinite ore di Formazione e di Docenza operate in passato attraverso i molti Istituti con i quali ho collaborato, ma se nella docenza in presenza la relazione di impatto visiva e verbale si sostiene anche attraverso elementi quali la relazione, l'aneddotica, lo scherzo, la digressione, ovvero elementi essenziali al mantenimento dell'attenzione dell'aula, altra cosa è individuare un Modello capace di essere “intrigante” in quanto tale.
La Storia come traccia
Cercando il Format e rispolverando studi universitari che credevo dimenticati ho provato a utilizzare gli elementi della Storia come tracce olistiche e sistemiche attraverso cui collegarsi all'Arte, all'Economia, alla Geografia, alle Scienze e a tutte le forme della conoscenza umana, definendo in primis il fatto che il percorso storico è un “unicum” che coinvolge filosofia, letteratura, matematica, economia e società.
Dall'esperimento sono nati tre libri, agili nella lettura, carichi di stimoli per il lettore che abbia voglia di individuarli, definendo i singoli secoli trattati attraverso caratteristiche univoche.
Lumi e Massoni
Il 700, allora, diviene non solo il secolo dei Lumi, ma anche, se non soprattutto, il secolo delle Alcove, delle Spie e dei Massoni, e i personaggi che guidano alla conoscenza del secolo sono i Mozart, i Casanova i De Sade le cui esistenze sono paradigmatiche, veri emblemi delle caratteristiche del periodo storico.
Non me ne vogliano i miei numerosi detrattori per l'utilizzo di De Sade in termini emblematici, ma il Marchese rappresenta l'ideale Illuminista nei termini più estremi possibili, ponendoci l'immenso problema della Libertà come diritto assoluto oppure limitato dal contratto sociale.
Mozart era tanto amato dalla borghesia emergente che affollava le sue rappresentazioni quanto inviso all'aristocrazia viennese che gli negava i compensi pattuiti (a Praga la prima del Sogno di una notte di mezza estate fu un trionfo, a Vienna un fiasco) e dire che la sua vita sia stata avventurosa, soprattutto stando alla versione popolare in Francia che lo vuole non morto trentaseienne a Vienna ma fuggito in Italia dove affiancherà Rossini (forse suo figlio naturale) nella composizione, è dire poco.
E poi Casanova, l'uomo nuovo a cavallo dei secoli: intraprendente, emissario della Serenissima, sciupatore di femmine, frequentatore di alcove, carpitore di segreti imperiali, tra arresti e fughe mirabolanti.
A unire i tre, e mille altri, la Massoneria emergente, il progetto della grande borghesia europea che alle soglie della prima rivoluzione industriale vuole svincolare la politica e l'economia dal passivismo aristocratico.
Dai Lumi ai Fumi
Come affrontare il secolo XIX° se non attraverso la nuova forma del Romanzo?
Come capire il secolo senza Notre Dame e i Miserabili, senza Montecristo e Guerra e Pace? Come capire il travaglio scientifico senza Frankenstein di Mary Shelley ? Come capire la nuova società borghese senza la pittura impressionista ? Come comprendere fenomeni del colonialismo europeo e del nascente imperialismo senza passare dalle Società Geografiche che finanziavano straordinari esploratori (Doctor Livingstone, I presume), dalle Società scientifiche che arruolavano un giovanissimo Darwin che con la sua teoria cambiò radicalmente il percorso scientifico umano?
Si può comprendere l'ottocento senza i romanzi di Jules Verne? Senza la fiducia quasi messianica nella scienza, nella meccanica, nel progresso industriale? Senza entrare nelle dinamiche della trasformazione sociale e urbana che generò materialismo storico e positivismo ?
Come capire l'Unità d'Italia senza la comprensione dell'immenso cambiamento che il Canale di Suez provocò nell'economia europea e nella Geopolitica d'allora? Come comprendere gli studi di Egittologia e i relativi Musei se non alla luce della necessità del presidio territoriale del Canale?
Ecco allora che la Storia attraverso i Romanzi e l'Arte, attraverso l'aneddotica dei personaggi e dei protagonisti diviene traccia stimolante per affrontare diversamente il tradizionale tedio dello studio “compartimentato”, spezzettato tra diverse “materie” ognuna delle quali sembra essere scollegata e disconnessa dalla realtà, generando così disinteresse e immediata dimenticanza.
Dal Romanzo al Film
Se la traccia costante dell'Ottocento è il Romanzo ecco che il secolo successivo assume la nuova tecnica cinematografica come soggetto protagonista. Il Novecento è pellicola, è romanzo che si fa narrazione sul grande schermo, e le tenebrose vicende del Secolo breve possono essere raccontate, spiegate e ben comprese utilizzando lo stesso mezzo, coinvolgente per linguaggio e di immediata comprensione.
Il Novecento, nella sua seconda metà, è Secolo Pop, dove la cultura diventa popolare, perde l'aureola dell'aristocrazia e si confonde con la borghesia urbana e si traduce in musica, con quel linguaggio Rock che fonde ribellione e affermazione delle tematiche sociali (si pensi a Dylan o a De Andrè), il misticismo con l'erotismo (Rolling Stones), le piccole cose quotidiane che divengono fenomeno sociale (Beatles), lo spaesamento determinato dalla guerra del Vietnam (Jimi Hendrix, Joan Baez), il disagio sociale diffuso (Pink Floyd).
E nel suo divenire, nel passaggio di millennio, il Rock diviene Rap, rinnovando ribellione e affermazione, cambiamento di gergo e di linguaggio generazionale e inasprimento delle contraddizioni sociali.
Il Novecento è un secolo che si racconta con film e musica, generando interesse, stimolando ricerche e approdonfimento se lo si sa comunicare correttamente.
Il tentativo olistico
I successi che ottengono alcuni Divulgatori online devono essere presi in seria considerazione da un sistema che ha per obiettivo la promozione della cultura e della conoscenza.
La Trasmissione della conoscenza non può che essere mediata da modelli capaci di attrazione, elementi replicanti quello schema di marketing noto con l'acronimo AIDA in cui le lettere stanno per Attenzione (stimolare l'attenzione), Interesse (sviluppare l'interesse), Desiderio (provocare il Desiderio di saperne di più) e Acquisto (fare proprio l'insegnamento).
Persistere e insistere nell'idea strutturale di forme di insegnamento parcellizzate e isolate può essere coerente con l'addestramento tecnico, cosa assolutamente diversa dalla diffusione culturale e, soprattutto, forma di insegnamento che non sviluppa la competenza analitica e critica che sono la rappresentazione naturale della cultura acquisita.
Insomma, se vogliamo una generazione capace di pensiero bisogna proprio che la Didattica si trasformi in Divulgazione.





Bellissimo spunto, davvero. Hai centrato un punto che a scuola si sente ogni giorno: non è più sufficiente “trasmettere contenuti”, bisogna costruire esperienze che restino.
L’idea di usare la Storia come filo conduttore è potentissima, perché dà senso a tutto il resto. Quando uno studente capisce che letteratura, scienza, arte e società sono pezzi dello stesso puzzle, smette di studiare “per materie” e inizia a ragionare. Ed è lì che nasce davvero l’apprendimento.
Mi colpisce molto anche il passaggio sui format: è verissimo, oggi l’attenzione va conquistata. Ma senza scadere nello spettacolo fine a sé stesso. Il tuo approccio sembra trovare proprio quell’equilibrio: coinvolgere senza banalizzare.
E poi il collegamento con romanzo, cinema e musica è geniale. Sono linguaggi che…