L'ITALIA NEL NUOVO KEYNESISMO MILITARE
- Gilberto

- 24 nov 2025
- Tempo di lettura: 2 min
Sotto sotto circola la voce che Trump suggerisca a Meloni di avviare un “nuovo corso” nella politica estera italiana abbandonando la UE per orientarsi ad una posizione autonoma nel vasto campo del controllo del traffico delle merci nel Mediterraneo, divenendo ponte strategico nei commerci planetari che attraversano Suez e Gibilterra, chissà magari gestendo in maniera più attiva quel “Piano Mattei” che potrebbe rappresentare una vera svolta nelle relazioni internazionali.
Ma il Piano Mattei per funzionare ha bisogno di Pace, e non sembra che l'argomento interessi particolarmente ad una UE più avviata ad un nuovo Keynesismo militare che a miti consigli di commercio e collaborazione internazionale.
Vale la pena considerare però anche la possibilità che l'Italia sfrutti l'ipotesi dei riarmamenti per dare nuovo ossigeno ad industrie di cantieristica e siderurgia, senza le quali gli armamenti tradizionali non si fanno, e soprattutto alla ricerca tecnologica che, come sempre nei secoli, investe prima i settori militari per poi sfociare nel commercio tradizionale.
Il problema, a questo punto, diviene di appartenenza politica pià che di orientamento economico.
Conviene all'Italia rimanere in un ambiente UE in cui alcuni Stati, per evidenti motivi nazionali, ragionano in toni sempre più belligeranti?
Conviene essere vicini alla Francia che sta perdendo le ex colonie africane, sempre più vicine all' area Sino-Russa, con il rischio che porti in Europa la conflittualità africana?
Conviene essere al fianco della Germania che senza il nuovo keynesismo militare non ha idea di come evitare una drammatica recessione ?
O non conviene utilizzare al meglio la nostra favolosa posizione geostrategica che ci rende centrali e funzionali agli scambi economici tanto Sud-Nord che Est-Ovest ?
Meglio dialogare con chi vuole la guerra in Europa o con chi si è dato da fare per la Pace come la Turchia di Erdogan (e magari transare una collaborazione anche in chiave libica)?
I nodi delle politiche estere incrociate stanno venendo tutti al pettine e l'Italia deve decidere, possibilmente rapidamente, la strada da percorrere.
Il suggerimento di Trump, certamente migliorabile nella forma e nella sostanza, a mio avviso non deve essere ignorato.
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