BOSCHI, LUPI, STREGHE E LIBERTA'
- Gilberto

- 27 nov 2025
- Tempo di lettura: 3 min
Pollicino, Hansel & Gretel, Cappuccetto Rosso fanno parte della mitlogia del pericolo collegata all'idea del Bosco, un bosco abitato da streghe, orse e lupi. Una mitologia secolare tesa a spaventare i piccoli. Ma se nel bosco si nascondesse l'idea di Libertà?
Se portate un gruppo di bambini in un prato, una radura vicina a un bosco, osserverete che si terranno alla larga, giocheranno al centro dell'area pratile. Ma se mettete una staccionata attorno allo stesso prato, allora vedrete giocare i bambini in tutte le aree, fino ai limiti del prato, vicino al bosco.
Si tratta di una delle regole fondamentale dell'educazione scolastica: l'idea di “sicurezza” determinata dalla staccionata definisce la maggior facilità di avvicinarsi all'area immaginata come “pericolosa”, ossia il bosco.
Di boschi oggi si parla molto, persino troppo, e non intendo scrivere sulla correttezza o meno dei dispositivi legali posti in essere (per quanto ne avrei da dire a iosa).
Osservo piuttosto come nel bosco si aggiri un concetto di libertà inviso agli abitanti del villaggio.
Nel Medio Evo con il termine di Lupi si indicavano anche i briganti e i tagliagole che vivevano e agivano nei boschi, aggredendo i viandanti lungo i camminamenti appenninici: era a loro che si rivolgeva San Francesco rendendoli mansueti, parlando il loro stesso linguaggio.
Il bosco accoglie chi è in fuga, chi è scacciato dal villaggio, i ricercati dal potere come la banda di Robin Hood e Compare Orso, chi è tacciato di arti magiche e stregonerie, magari solo per competenza erboristica o per fisica disgrazia.
È idea di una libertà libertaria, anarchica e assoluta, mal digerita dalle comunità sociali che alla libertà pongono infiniti vincoli e lacciuoli. Per questo è temuta.
Pochi anni orsono scrivendo del “Secolo dei Lumi” e dell'Illuminismo entrai in profondità nello studio delle figure di Giacomo Casanova e di De Sade, entrambi illuministi, entrambi massoni.
Straordinaria figura di diplomatico e spia, quella di Casanova, che nelle alcove riceveva segreti e istruzioni utili alla Serenissima Repubblica che serviva, ed emblematica figura di pensatore della Libertà Assoluta quella del Marchese, che alla Libertà del più forte non poneva alcun limite, rifiutando il concetto di una Libertà limitata da vincoli formali e, soprattutto, da un allora nuovo concetto di diritto universale in grado di abbracciare l'umanità intera, anche quella dei più deboli.
Il tema caro a De Sade non si è affatto estinto.
Ripreso da Nietzsche nel secolo successivo e da non pochi epigoni novecenteschi il concetto secondo cui la Libertà o è totale o non è affatto si è andato sedimentando e diversamente articolando e alcune tracce sono evidenti nel pensiero sotteso ad alcuni atteggiamenti dei super ricchi contemporanei, concetti che viaggiano in parallelo con altri elementi cari a una politica tesa ormai ad essere soggetta a puri rapporti di forza che alla diplomazia.
All'interno di questo mai esausto dibattito, malamente distribuibile tra ragioni di destra e di sinistra, si inserisce la vicenda attuale della famiglia del bosco, ossia se il vivere al di fuori del villaggio e delle sue regole, affermando le proprie regole, le proprie energie e la propria autarchica libertà sia lecito o meno.
Nel caso sia lecito ci toccherà riscrivere per intero i Codici normativi, il che ad alcuni potrà apparire opportuno, fermo restando che indipendentemente dalla liceità della Libertà assoluta andrebbe rapidamente rivisitato il Codice di Procedura Penale insieme con la congruità professionale di chi è chiamato a sviluppare indagini e a quella emozionale di chi è abilitato ad applicare norme.
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