UNIONE EUROPEA IN SALSA NICIANA
- Gilberto

- 14 giu
- Tempo di lettura: 2 min
Friedrich Nietzsche è stato un profetico anticipatore dell'idea di un'Europa unita culturalmente e spiritualmente, superando i particolarismi nazionali. Della sua eredità filosofica, altrove dichiarata inammissibile e madre dell'identità nazionalsocialista, si è impossessato il pensiero Lib-Lab e progressista, lo stesso che attribuisce negatività ai nazionalismi contemporanei.
A volte servono secoli per far saltare fuori gli scheletri dagli armadi, e in questo caso lo scheletro di Nietzsche è materiale pesante e controverso.
Da sempre dichiarato filosofo fondatore di quello che sarebbe divenuto il nazional socialismo tedesco, imputato di gravissime offese al pensiero, prima tra tutte la ricerca di una SuperUmanità capace di scrollarsi di dosso le ipocrisie e le mestizie del cristianesimo, Nietzsche fu un geniale pensatore, così come geniali e preveggenti sono spesso coloro che orientano il proprio pensare in modalità alternative rispetto alla massa e all'usuale.
Più che un'unione politica dell'Europa, il filosofo immaginava un'identità continentale aperta al futuro, fondata sulla figura ideale del "buon europeo", attribuendo un particolare valore allo sviluppo spirituale, strutturalmente laico e di impianto illuminista, conseguente alla compiuta liberazione della morale cristiana .
I concetti chiave del suo pensiero sull'Europa includono: Il superamento del nazionalismo: Nietzsche criticava aspramente i nazionalismi e lo "spirito di gregge" delle piccole patrie, considerandoli una fase di regresso. Sognava invece una confederazione sovranazionale di popoli. La figura del "buon europeo": individui cosmopoliti e "spiriti liberi", non legati a un singolo suolo natio, che si fanno portatori di valori elevati, capaci di superare sia il nichilismo che la morale cristiana. La sintesi delle culture: considerava l'identità europea non come un dato fisso, ma come un processo dinamico. Auspicava la fusione delle migliori caratteristiche dei diversi popoli (definendola l'«amalgama delle nazioni»), per creare una nuova aristocrazia dello spirito.
Whatever it takes
Scopriamo allora, rileggendo soprattutto “Umano, troppo umano”, che il pensiero niciano è stato assunto a bandiera da quell'Unione Europea che ha realizzato, o tende a realizzare, pragmaticamente i concetti chiave sopra indicati e vuole prevalere, costi quel che costi (“whatever i takes” per dirla con Draghi) sulle specificità nazionali che indica con lo spregevole epiteto di “sovranismi”.
Eppure questa Europa è la stessa che parla di laburismo, formata e governata da quei partiti che un tempo esortavano all'unità dei lavoratori e oggi predicano la globalizzazione dell'economia, quella globalizzazione internazionalizzata che definisce la macelleria sociale e la strage della classe media europea.
Si afferma allora un'UE per nulla democratica bensì elitaria e selettiva, che vuole per cittadini i “buoni europei” descritti da Nietzsche, liberi, cosmopoliti e privati di valori e tradizioni.
Cittadini di uno shopping-mall più che di un continente.





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