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OSSESSIONE ORBACE

Immagine del redattore: Gilberto
Gilberto
6 set
Tempo di lettura: 2 min

Sventolare la minaccia dell'incombente fascismo è divenuta una vera ossessione che pervade l'intero arco delle opposizioni e coinvolge la politica che nei decenni recenti ha affiancato banchieri e finanzieri.


C'era una volta una Sinistra che parlava di economia, cercando soluzioni diverse da quelle proposte dal Capitalismo industriale.

Quella Sinistra, con la Esse maiuscola, sperimentava opportunità di redistribuzione dell'economia, di gestione delle attività produttive, di sostegno alla manovalanza e al lavoro poveroattraverso modelli comunitari o socialisti ponendosi in posizione fondamentalmente antitetica rispetto al Capitalismo.

Quella Sinistra è rimasta sepolta sotto le macerie del Muro di Berlino e i suoi successori non hanno trovato di meglio da fare che diventare corifei del Capitalismo che non avevano saputo combattere, fedeli all'idea per cui “se non puoi batterli fatteli amici”, divenuto il fassiniano verbo “abbiamo una banca!”.

Si è talmente immedesimata, la nuova sinistra (se ancora è lecito usare questo sostantivo), nel modello del Capitale da opporsi freneticamente e sconsideratamente ai nuovi movimenti nati in contrasto rispetto ai danni prodotti dal Neo Liberismo o Tecno Capitalismo che dir si voglia, danni che si definiscono in delocalizzazione, precarietà, licenziamenti, esodati, riduzione del potere d'acquisto del salario e degli stipendi, incertezza sociale, disagio diffuso, e ancora incrementi dei costi, delle bollette, timori di guerre e paura del futuro.

Davanti all'opposizione popolare rispetto a questi drammi la nuova “sinistra”, quella dei banchi parlamentari e del cosiddetto campo largo o progressista, sventola i feticci del populismo e l'ossessione del fascismo, sovrapponendo la ribellione rispetto all'esercizio politico dell'economia ad una visione politica manifestamente superata e storicamente irriproducibile.


Una diversa economia

Il fascismo dei manganelli e delle folle oceaniche, il fascismo delle guerre coloniali e delle leggi razziali è scomparso nella polvere della Storia, mentre è tornata in auge l'idea che si debba e si possa contrastare quelo che il fascismo chiamava le “DemoPlutoCrazie”, ovvero le false democrazie governate dagli istituti bancari e finanziari.

Così non sorprende che a Cernobbio il supereroe di banche e finanza planetaria Monti abbia apostrofato di fascismo l'euro deputato Vannacci, mentre sorprende, e molto, che alcuni oppositori al Governo, un tempo barricadieri e contestatori alle Idi di Vaffa, non scorgano nell'ossessione fascista l'affermazione dell'Impero finanziario che strangola quello che fu il loro bacino elettorale di riferimento.

Per paradosso dei paradossi, attraverso le molteplici manipolazioni lessicali e politiche, oggi chi sostiene finanza e Capitale è democratico, chi cerca politiche e economiche alternative è fascista.

Il fatto è che quando non si hanno idee e si è rinunciato alle idee del passato, allora si sventolano feticci e fantasmi.


Ossessioni e scemenze

Dell'ossessione ho scritto, e arriviamo alle scemenze.

Scemenza è contestare l'esecutivo corrente accusandolo di fascismo mentre il vulnus è l'insipienza, la manifesta incompetenza della classe dirigente, il nulla fatto teatro.

Scemenza è sventolare i fantasmi del passato mentre le dinamiche sono presenti.

Scemenza è usare il feticcio del fascismo per proteggere, sostenere e mantenere (mi auguro involontariamente) un regime economico che strangola lavoratori e pensionati.

Chissà che un giorno anche i progressisti o sedicenti tali non tornino a fare politica, immaginando una diverso modello di economia.



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