LIBERTA', TRA PAURE E RICATTI
- Gilberto

- 11 apr
- Tempo di lettura: 4 min
Zucchero Fornaciari lamenta il fatto che nel mondo dello spettacolo non si levino proteste contro la politica del governo israeliano. Occorre domandarsi perchè la “paura” abbia ormai contagiato tutti, travolgendo l'idea della Libertà di Pensiero e di Espressione.
Tutti sotto ricatto o tutti semplicemente impauriti? Il timore di esprimersi definisce l'autocensura che viene esercitata da una moltitudine di persone nel timore di venire “bannati”, espulsi, cancellati o, nel caso degli artisti, non prodotti, non pubblicati, rimandati sine die nella costruzione di palinsesti e spettacoli.
Il fenomeno è generale e allarmante e coinvolge semplici fruitori di social network, soggetti alle bizze di incomprensibili algoritmi, giornalisti e commentatori, soggetti a fact-checking pilotati e strumentali che tutto sono fuorché fact-checking ma definiscono una censura ormai preventiva, persone del mondo dello spettacolo, in bilico tra l'essere sostituite dall'Intelligenza Artificiale e l'essere semplicemente dimenticati a favore di una concorrenza ormai planetaria.
Non ritengo sia casuale che molti produttori discografici e cinematografici, grandi editori, finanzieri o proprietari di Social Network appartengano alla grande famiglia ebraica che, fin dai tempi dei Re Cattolici in Spagna, dispone di straordinarie capacità di acquisizione di leve di potere e di gestione del capitale.
Ma c'è dell'altro.
L'imbarazzante e tonante silenzio dell'UE e dei rispettivi governi davanti ai massacri condotti dall'esercito israeliano, da Gaza alla Cisgiordania, dal Libano all'Iran, non può essere solo frutto del proverbiale “senso di colpa” derivante dalla Shoah della seconda guerra mondiale, Shoah che riguardò un regime specifico, non l'intera Europa, né tanto meno può valere quando Israele applica nei confronti dei palestinesi i medesimi termini applicati dal nazismo nei confronti degli ebrei nella Germania prebellica. Un senso di colpa che oggi non ha alcun motivo di persistere.
Se non è senso di colpa allora cos'è ?
Siamo tutti sotto ricatto ?
Israele detiene atti, immagini, video con cui tiene in scacco il mondo politico, economico e industriale dell'occidente?
Esiste un fil-rouge che accomuna gli Epstein Files alla codardia dei governi europei che obbediscono pecoronamente alle scelte israelo statunitensi, oppure l'aria di democratura che aleggia in tutta Europa appartiene ad altre origini, ad altre necessità politiche ?
Occorre ricordare che mentre nella vituperata Ungheria di Orban la libertà di stampa è effettivamente in crisi, al punto che esiste una censura preventiva rispetto alle pubblicazioni dell'opposizione, nello stesso periodo(nel 2024) in cui nella Russia di Putin venivano arrestati 800 blogger rei di opposizione non autorizzata nella “democratica” Inghilterra gli arresti superavano le 2000 unità, questo a indicare che il criterio censorio e oscurantista riguarda ormai tutte le latitudini politiche, non solo i cosiddetti “regimi”, e indica una “regimentazione” in corso anche nell'ex democratico occidente.
Per denaro e energia
Se non è ricatto politico (e l'ipotesi andrebbe dimostrata) potrebbe allora trattarsi di ricatto economico, rimanendo fedeli al pensiero di Socrate che affermava che ogni guerra è fatta per denaro, e considerando la banale osservazione per cui oggi il rapporto tra denaro e energia è parallelo allora è possibile considerare una nuova configurazione planetaria definita dal possesso e dalla disponibilità energetica che impone un controllo costante, quando non oppressivo, del pensiero collettivo.
Un controllo che viene esercitato attraverso la paura, la reiterazione delle minacce ventilate, l'omogeneizzazione delle opinioni, l'assunzione di un finto buon senso collettivo da utilizzare come strumento efficace a sostegno di un governo populista.
Il Neo Bigottismo della Mediocrità
Così gli artisti si tacitano nel timore di perdere ingaggi e contratti, i giornalisti si auto censurano trasformando la professione da critica dei potenti a guardiana del potere, la figura dell'intellettuale scompare sostituita da quella del moderato commentatore, le opinioni vengono zittite a colpi di fact checking, le normative affermano con sempre maggiore evidenza limiti e divieti all'espressione collettiva dell'opposizione spacciando per sicurezza la negazione del Diritto costituzionalmente affermato, i sindacati vengono destrutturati e screditati, il lavoro precarizzato, e la società in cui imperversano ansia e disagio si chiude in un nuovo standard determinato dal neo bigottismo, un bigottismo basato sulla mediocrità che come tale non può che essere ostile al libero pensiero.
Pensiero a reti unificate
La “riorganizzazione” politica del pianeta afferma, ovunque, il ripristino dei regimi, del pensiero a reti unificate e il controllo infotelematico delle nostre esistenze si trasforma da comodità in ossessione estendendo l'affermazione del controllo su depositi, acquisti, risparmi, patenti, assicurazioni, comportamenti, affermazioni, PIN, PUK, IBAN, Login e Password, in una stretta autorizzativa sociale in cui solamente la condivisione del pensiero sociale omologato consente di poter aspirare ad una passabile autonomia esistenziale, cosa ben diversa dall'idea di Libertà.
Ora non so quale Grande Fratello, quale Spectre, quale Lobby governi questo cambiamento e non sta a me saperlo: osservo però la tendenza del cambiamento, descrivo i fatti e indico l'evoluzione possibile dei fatti medesimi.
Un'evoluzione che, personalmente, trovo molto inquietante, tale da stravolgere in breve tempo tutti i canoni etici, morali e normativi che avevano fatto dell'Occidente, e dell'Europa in particolare, un riferimento di civiltà per il resto del mondo.
A chi importa la Libertà?
Ciò che scrivo, ciò che ho scritto, rappresenta probabilmente una riflessione antiquata e superata, roba adatta ai pensionati sopravvissuti agli anni della contestazione giovanile, ai miti del rock e del pop e alle bande armate metropolitane.
La maggior parte dei giovani intervistati si pronuncia a favore di governi forti, autorevoli se non persino autoritari.
Una sempre crescente quota di cittadini rinuncia alla partecipazione elettorale, dimentica del fatto che “Libertà è partecipazione”.
Il Quieto vivere, il “viva la Francia, viva la Spagna purché se magna” prevale nelle classi medie o in quello che ne rimane.
Candide impiegate suggeriscono alla clientela di adottare sistemi in APP che escluderanno le stesse impiegate dal circuito lavorativo e dal nobile esercizio occupazionale.
L'approfondimento sembra vietato, interpretato come ostile al pensiero superficiale, all'apparenza emergente, alla punta dell'iceberg osservata come realtà globale.
Quindi le mie parole sono parole al vento perché a ben guardare quel concetto di Libertà, di libera espressione, di libero pensiero che per decenni ha accompagnato il nostro agire oggi sembra improvvisamente sorpassato, scaduto come un litro di latte mal conservato.





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