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CITTA'-STATO E REGIONI-PARTITO

  • Immagine del redattore: Gilberto
    Gilberto
  • 25 nov 2025
  • Tempo di lettura: 2 min

CITTA' STATO E REGIONI PARTITO

Emergono nuove configurazioni nella politica territoriale destinate ad ampliare ulteriormente il distacco che si manifesta nell'astensione elettorale.


La più evidente manifestazione della “nuova Polis” è probabilmente la città di Milano: una vera nuova Città-Stato con una sua precisa e distinguibile percezione di sé, del proprio ruolo, del proprio futuro: una “vision” che mal si rapporta con l'assenza di progettualità nazionale.

Poche le altre Polis italiane, se si esclude l'idea di Città Metropolitana appiccicata ad honorem a città che metropoli non sono, ma che consente una maggior maneggevolezza di investimenti e aggregazioni di servizi

Roma, ad esempio, non riesce a divenire Polis nel senso contemporaneo del termine: è ancora marmellatona, amalgama di differenze tenute insieme dalla necessità, proiettata al passato e incapace di delineare un possibile futuro.

Polis nel mondo sono Singapore, che è anche Stato, o NewYork, Shanghai o Città del Messico, Parigi o Londra: vivono di e su se stesse, indifferenti alla nazione su cui insistono.


Mentre le Polis reclamano indipendenza e autonomia statutaria le Regioni si affermano secondo l'integrazione tra Stato (governo locale) e Partito auspicata da Gramsci e da Lenin e applicata da Stalin e da Mao Tse Dong non diversamente da Mussolini e Hitler: il Partito si fa Stato, penetra in tutte le istituzioni, definisce in quanto tale l'organigramma e il funzionigramma.

Esistono Regioni italiane in cui l'integrazione è perfetta, si pensi alla Toscana o all'Emilia Romagna, e altre in cui si va strutturando, come in Lombardia o in Veneto.

È forma totalitaria che non prevede beneficienza all'opposizione, al massimo gli scarti di produzione, una modesta quota per soddisfare le necessità di associazioni e categorie che all'opposizione fanno riferimento, ma poca cosa.


Così nelle Polis si elegge il Podestà, che governa e si conferma grazie all'integrazione sistemica tra potere e economia, mentre nelle Regioni si nomina il Partito-Stato, l'apparato organico che otterrà prebende e concessioni.


Da questi elementi è facile desumere il perché l'elettore non si degni più di svolgere la sua funzione considerandola superflua e innecessaria: le organizzazioni, i sistemi di potere e di controllo, i partecipanti al banchetto o gli aspiranti tali si recano alle urne, gli altri si negano.


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