QUALE SOCIETA' DOPO DAVOS?
- Gilberto

- 23 minuti fa
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Si diceva, recentemente, che se la redistribuzione dei redditi non cresce il Capitalismo rischia di morire soffocato, ma forse abbiamo già superato il Capitalismo e siamo entrati in una nuova era, in un diverso modello economico e in una diversa società refrattaria alla democrazia.
Come scrivevo recentemente, senza un'equa redistribuzione dei redditi il Capitalismo non può funzionare per la semplice ragione che ha bisogno di Consumatori che, con i loro consumi, sostengano l'economia. Se i Consumatori non dispongono di redditi non acquistano e se non acquistano il Capitalismo implode.
Giusto provare allora a domandarsi cosa rimane al posto del Capitalismo in un sistema economico come l'attuale in cui la concentrazione delle risorse è quanto mai evidente e significativa, un sistema neoliberista in cui un'esigua percentuale di Super Ricchi dispone di patrimoni superiori alla maggioranza assoluta della popolazione mondiale.
SuperRicchi e Superflui
Nella nuova dimensione sociale disegnata dall'economia sperequativa e concentrata rimane una sorta di Anciente Regime, un mondo precedente la rivoluzione francese del 1789, restaurato dal Congresso di Vienna nel 1815 dopo la pausa napoleonica, in cui al posto della nobiltà e dei cortigiani troviamo i Super Ricchi e relativi adulatori, immancabili cortigiane e cicisbei, impavidi leccapiedi di professione perennemente tesi all'osannare il potere qualunque forma esso assuma.
Vero è che fu Alexis de Tocqueville ad affermare "Se l'aristocrazia dovesse tornare al potere ciò avverrebbe tramite i capitalisti" e spettò a Schumpeter evidenziare il rischio che il capitalismo senza controllo potesse autodistruggersi, con buona pace di Marx che immaginava l'implosione del capitalismo come origine di un miglior mondo comunista, ma la netta divisione tra ceti estremi rimodella tanto la società quanto, ovviamente, l'organizzazione politica.
A fronte di una manciata di SuperRicchi, in un mondo che si rivolge sempre più a robotica, telematica e informatica per la produzione in larga scala di beni e servizi, che senso ha, quale utilità potrebbe avere la persistenza di miliardi di Superflui fino a ieri utilizzati per il medesimo scopo?
Se è vero che la privatizzazione dello Stato in modalità trumpiana, a cui ho accennato in un precedente articolo, definisce i Superflui come coloro che incidono in negativo sui costi dello Stato quale interesse potrà mai avere uno Stato privatizzato e finanziario al mantenimento di orde di soggetti miserandi, questuanti e bisognosi?
Laurea di sopravvivenza
Mentre il popolo persiste nel lungo sonno della mediocrità e a tutto pensa fuorché alla ribellione, il neoliberismo traduce il moribondo capitalismo nella sua forma politica necessaria, un nuovo dispotismo che non prevede dialogo né, tanto meno, democrazia.
Possono salvarsi dalla superfluità solamente gli addetti alla gestione delle risorse tecnologiche indispensabili al perseguimento degli obiettivi aristicratici.
Così se l'altro ieri una Laurea rappresentava non solo un'affermata competenza ma anche un bagaglio culturale di discreta rilevanza – merito delle precedenti scuole secondarie più che delle università - , oggi le triennali consegnano al mondo un esercito di specialisti tecnicamente adeguati ma culturalmente incomparabili, per difetto, rispetto al mondo passato.
Non è certo un loro demerito: è la Società che vuole siano addestrati, istruiti e immessi nel mondo del lavoro spiriti acritici e ottimi tecnici, guardando con sospetto sia il pensiero critico che l'intellettuale eclettico, soggetti questi ultimi che operando in modalità libertaria rischiano di compromettere con il proprio esempio l'inquadramento di impronta militare previsto per i quadri intermedi e la base prona e obbediente.
Chi non dispone di laurea viene allontanato, esiliato ed escluso non disponendo di qualifiche adeguate alla gestione della complessità tecnologica: diviene rapidamente un paria, precipita nella Superfluità.
Così la laurea triennale consente all'individuo, oggi e per ora, di potersi annoverare nella nuova classe che non è classe media, categoria appartenente al capitalismo superato, bensì tecnica, moderni scriba del nuovo potere dei Faraoni.
Assolutismo per tutti
Non diversamente dai governi che furono dell'Ancient Regime anche la nuova politica non può che trasformarsi in assolutista. Gli Imperi sono definiti, gli Imperatori anche e l'organizzazione del potere è un organigramma aziendale all'interno di un sistema imperiale teso alla produzione e alla produttività, alla progressione tecnologica e al brevetto, alla ricchezza dei Principi e al potere.
Il resto è Superfluo e superato e come tale trascurato quando non affossato.
Immaginare ancora un futuro coerente con quel modello che chiamammo democrazia è, purtroppo ma probabilmente, ingenuo e idealista.
Democrazia può essere uno Stato piccolo, non un vasto Impero che si confronta con altri imperi, e quando il piccolo Stato risiede nell'orbita imperiale la sua politica interna è insignificante, potenzialmente disturbante e in quanto tale soggetta a repressione.
Si chiameranno ancora Repubblica ma tale era anche quella disegnata da Platone che ben poco di democratico affermava nel suo essere.
Per Platone il Potere era nobiliare, protetto e conservato dai militari, con accesso modesto alla vita pubblica da parte dei borghesi, non certo degli schiavi, il cui scopo era acconsentire alle scelte e alle politiche dei supremi capi, pena l'ostracismo o, come per Socrate, l'intellettuale critico, la morte.
Non saranno più, nominalmente, Tiranni ma disporranno del medesimo potere, grandemente agevolato dal lavaggio del cervello permanente esercitato attraverso social media e informazione guidata.
Noi, figli di un baby boom che fu insieme speranza e futuro, abbiamo vissuto un periodo di pausa a cui si è dato il nome di democrazia.
Una pausa tra dispotismi diversi, figli di un sistema economico che non si accontenta di vincere ma deve primeggiare, deve imporsi senza fare prigionieri, senza pietà per i feriti nella logica stretta e banale che raffronta costi e ricavi.
Il Capitalismo che abbiamo conosciuto è morto. Per paradosso ci toccherà rimpiangerlo.
Il Tavolo e il Menù
Qualcuno afferma che se non sei seduto al tavolo fai parte del menù e i Superflui sono solo l'antipasto, servito tra svolazzi di code di frac e bianchissimi tovagliati, nel variegato buffet del nuovo ordine mondiale.
Il modello di confronto tra Imperi che la nuova economia definisce come portante non prevede soste nella smania divoratrice: si muove come un Blob fagocitando tutto ciò che incontra, assorbe ciò che divora e lo trasforma in propria sostanza.
Lo spettacolo è appena iniziato: siamo ai titoli di testa.
Prendiamo posto e prepariamoci ad uno spettacolo per palati forti.





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