DIGITAL, IL NUOVO PROMETEO
- Gilberto

- 12 feb
- Tempo di lettura: 4 min
Pronipote di quel Prometeo che rubò il fuoco agli Dei, nipote di quel Frankenstein che rese immortale la carne, oggi Digital è il presente che diviene futuro e rivoluzione il nostro modo di pensare, di agire e di essere.
«Guardate il dio incatenato e doloroso, il nemico di Zeus, il detestato da tutti gli dèi, perché amò i mortali oltre misura» scriveva Eschilo cinquecento anni prima di Cristo.
Il Mito di Prometeo, colui che regalò il fuoco agli uomini, rappresenta il dono dell'intraprendenza, della scoperta e della conoscenza che implicano, col progresso, nuove responsabilità.
Mary Shelley scrisse Frankenstein all'inizio della Rivoluzione Industriale inglese: l'epoca si definiva come quella di una promessa di cambiamenti radicali, tali da determinare un nuovo Uomo, un criterio della medicina capace di affrontare e risolvere il più antico dei drammi umani, quello della morte.
La creatura del dr. Frankenstein risorge dalla morte e in virtù dell'energia del fulmine non solo vive ma diviene perenne, condannata come Caino a vagare tra i mortali venendo da quelli scacciata e sfuggita, fino a rifugiarsi tra i ghiacci eterni sfuggendo a sua volta l'umanità.
Non per caso il titolo originale del romanzo di Shelley era “Frankenstein, moderno Prometeo”.
Ogni progresso, si diceva, impone nuova responsabilità.
Robotica, Protesica e Connessione Mentale
Mentre la robotica definisce e sviluppa nuove formidabili macchine che sollevano l'umanità dalla fatica fisica del lavoro, la protesica che l'accompagna consente di sostituire e rimpiazzare tremendi guasti del fisico originario, sorta di ibridazione naturomeccanica che promette straordinari scenari del possibile.
Così l'Intelligenza Artificiale arriva dritta al cervello grazie agli ultrasuoni: un investimento di Open AI da 252 milioni di dollari (così rivela l'Espresso) che lavora sull'ipotesi di leggere e scrivere nel cervello superando la logica del chip innestato ma utilizzando ultrasuoni: un'interfaccia diretta tra attività neuronale e intelligenza artificiale.
Ma anche senza spingerci così lontano col pensiero, Digital è tra noi e occupa sempre maggiori spazi, interviene in un numero sempre maggiore di decisioni e di scelte, anche delicate.
Dalla Qwery all'Azione
Tra i tanti attori nel settore dell'AI anche Google e Accenture stanno affinando i modelli di Intelligenza Artificiale capaci non solo di rispondere alle domande che poniamo al sistema ma anche di interpretare le esigenze, elaborare le aspettative e agire per nostro conto, prenotando, acquistando, vendendo, scrivendo, pubblicizzando.
Il passaggio dal sistema “intelligente” a quello “agente” è in corso d'opera e notevolmente performante: l'Umano domanda e l'AI risolve.
Digital assorbe su di sé ogni e qualsiasi possibile intermediazione rendendola non solo superflua ma persino antica: di fronte all'emergere di un bisogno, eventualmente anche sollecitato dalla stessa dinamica dell'AI, il sistema valuta le motivazioni, le abitudini, le esperienze, il tono di voce con cui le qwery vengono poste (ricordo che l'AI parla più o meno un'ottantina di lingue diverse e ha appreso a riconoscere le diverse sfumature, ognuna rappresentativa di una specifica emozione) e propone rimedi e soluzioni, generalmente attraverso nuovi consumi, nuovi acquisti, nuove spese transate alla velocità della luce dato che l'AI dispone già di tutti i nostri dati, codici e forme di pagamento abituali.
Mi preme aggiungere che non si tratta di fantasia o fantascienza, ma di concreta attualità.
Connessione, fiducia e denaro
Ogni transazione, ovviamente, comporta pagamenti e ogni pagamento implica una buona dose di fiducia sia nel venditore del bene che nel sistema che consente l'effettuazione della transazione economica.
Così a latere di Digital sorgono reti neurali di pagamento digitalizzato in grado di superare le barriere politiche in vigore, interponendosi tra sistemi orientali e occidentali e superando così le antiche logiche interbancarie che sembavano invalicabili. Nascono e si sviluppano nuove istituzioni digitalizzate specializzate nella transazione economica e finanziaria che si sostituiscono alle vecchie banche trasformando in preistoria ciò che ritenevamo fosse accaduto la scorsa settimana.
Così, stando ai dati, il 42% del campione intervistato da una nota impresa di consulenza globale considera l'AI molto utile per risparmiare tempo nell'operare scelte di consumo, il 37% usa l'AI per ottenere informazioni personalizzate, il 46% si fida delle proposte generate dall'AI e il 71% preferisce esprimere le proprie richieste a voce e non per iscritto.
Tutti elementi che definiscono il buon successo della trasformazione in atto e la consistente fiducia che i sistemi digitali hanno conquistato nel mercato.
Il meccanismo relazionale, leggendo tra le righe dei risultati statistici, afferma il dialogo tra AI e Umano operato prevalentemente tramite il telefono cellulare.
Dall'Agire al Pensare
Lo strumento si è evoluto incessantemente e rapidissimamente. La tecnologia si muove, attualmente, più rapidamente della nostra capacità di adattamento alla tecnologia stessa.
Evolve e si adatta a velocità sorprendente e modifica strutturalmente il nostro modo di agire.
A molti amici e colleghi sorge spesso la domanda che anche io mi pongo, ovvero “come si faceva prima ?” e quel prima riguarda un tempo passato risalente a due o tre decadi precedenti l'oggi.
La tecnologia ha modificato il modo di agire. La tecnologia si avvia a decidere le nostre scelte, o quanto meno ad orientarle significativamente. La tecnologia dispone di un bagaglio di conoscenze inarrivabile a qualsiasi umano, potendo disporre dell'universo informativo fin qui noto e pubblicato. La tecnologia agisce, quando autorizzata, per nostro conto e modificando l'agire influenza inevitabilmente l'approccio culturale, il modo di pensare.
Se, come scritto ad inizio articolo, la connessione tra Sistema e Umano diverrà ultrasonica, superando così l'elemento fisico che definisce la differenza e la distanza tra il Noi e gli Strumenti, l'integrazione tra Umano e Sistemica sarà completata, e le responsabilità in capo a chi organizza e gestisce i Sistemi diverrà di estrema rilevanza.
Una questione politica
Davanti allo scenario probabilistico tracciato la questione non è più tecnologica ma diviene politica. Chi controlla e gestisce il Sistema con cui siamo connessi ? A quali interessi risponde? Si tratta di un'entità pubblica, statale o governativa, interessata a mantenere l'ordine sociale o piuttosto di un ente privato che per obiettivo ha principalmente l'utile di bilancio?
Se nel primo caso, ente politico, si paventa il controllo sociale in forme poco libertarie, nel secondo caso il controllo sul nostro portafoglio, sulle risorse disponibili e sull'accesso al consumo, rappresenta una forma di controllo persino più radicale, nella sua forma esistenziale.
Unendo i due sistemi, quello del controllo politico e del controllo economico, come si trasformeranno le nostre vite, le nostre società, le nostre sopravviventi democrazie?
E potremo considerarci ancora Uomini se saremo disconnessi dalla rete, resi analfabeti dall'assenza di relazione, resi poveri e marginali dall'impossibile accesso al credito?
Per chi fosse interessato ad approfondire gli argomenti suggerisco la lettura di SuperUomini e Superflui www.amazon.it/dp/B0CVTZCP5T





Il testo propone una linea evolutiva che collega tre figure simboliche :Prometeo, Frankenstein e il Digital per riflettere sul rapporto tra progresso e responsabilità.
Prometeo, nel mito raccontato da Eschilo, è colui che dona il fuoco agli uomini sfidando gli dèi. Il fuoco non è solo uno strumento materiale: rappresenta l’intelligenza, la tecnica, la capacità di trasformare il mondo. È l’atto originario con cui l’umanità inizia a emanciparsi dai limiti imposti dalla natura. Ma questo dono comporta una colpa e una punizione...ogni avanzamento implica conseguenze, ogni conquista richiede responsabilità.
Con la Rivoluzione Industriale, Mary Shelley riprende questo archetipo nel suo Frankenstein, moderno Prometeo. Qui il progresso non riguarda più soltanto la trasformazione della materia, ma la manipolazione della vita stessa.…