SESSO, POTERE E IPOCRISIA
- Gilberto

- 25 dic 2025
- Tempo di lettura: 3 min
Dai “file” segreti di Epstein al montante scandalo Signorini il Potere si afferma attraverso il passaggio dai letti dei decisori. Accade da sempre eppure c'è ancora chi si scandalizza.
Se ne parla nel Simposio di Platone, si racconta nel Satyricon di Gaio Petronio Arbitro: i potenti amano la giovinezza e chi gli si concede, il più delle volte, viene premiato non raramente trovando aperte le strade per il suo successo personale.
Luigi XIV aveva un villino dedicato all'educazione delle sue amanti e al sollazzo suo, del Re, e dei più stretti amici. Le giovinette vi restavano non oltre tre mesi, che il Re poi se ne stancava, e ne uscivano con una regalia di 100mila franchi, equivalenti in quel tempo a dieci anni di lavoro borghese.
Le cortigiane, quelle che sapevano frequentare i letti del potere e conoscere i segreti della mente dei titolari, ottenevano matrimoni di rango, titoli nobiliari, palazzi e terreni.
Questo per dire che da che l'Uomo cammina su due gambe il sesso fa parte integrante della conduzione del Potere.
Ahimè con il cambiare dei tempi cambiano le regalie a favore, appunto, delle favorite: dai matrimoni di rango del Re Sole si è scesi alle comparsate in TV, ma questo è frutto dell'espansione e della frammentazione dei poteri e della moltitudine di aspiranti alla fama.
Così mi pare vi sia ben poco di cui sorprendersi se i potenti amavano la compagnia delle giovini rese disponibili dal Re Sole di New York nel suo apposito reame, senza domandarsi (si spera) a che titolo le giovinette si trovassero là a loro disposizione, Non si deve negare al potente la possibilità di trovare beneficio tra giovani braccia sempre che le giovani braccia non siano costrette alla disponibilità. È su questo che si deve basare, nel caso, lo scandalo: sulla forzatura, o meno, del consenso e sulla consapevolezza, o meno, della forzatura in essere.
Se i “files” di Epstein fanno tremare i palazzi del potere statunitensi, in casa nostra coltiviamo un potenziale scandalo che dallo spettacolo si tradurrà rapidamente in politico.
Nei social si sono ampiamente diffusi i video e le interviste di Fabrizio Corona che apertamente accusa il direttore Signorini, organizzatore del Grande Fratello, di avere attribuito le partecipazioni alla nota trasmissione in base ai propri gusti e alle proprie soddisfazioni personali.
La magistratura milanese indagherà, e forse sta già indagando, probabilmente memore anche dei tempi delle “cene eleganti” di Arcore, dei curiosi “casting” di Lele Mora, delle non sempre limpide affermazioni di Emilio Fede in materia di Bunga Bunga e dei fuori onda di Giambruno in cui si palesa la facilitazione alla carriera in base alla disponibilità erotica e sessuale, anche con threesome e multipli partecipanti.
Il fatto poi che una rilevante parte di giornaliste e soubrette dell'emittente godano di caratteristiche fisiche divergenti dalle colleghe della RAI – in ispecie di RAI 3 - potrebbe persino supportare l'ipotesi di favoritismi determinati dall'estetica e non dal merito, fermo restando che l'estetica, in video, conta non poco per fare audience.
Se dovesse mai accadere che la Magistratura definisca come sistemica all'interno di un gruppo editoriale la concessione di favori in cambio di scritturazioni, apparizioni, rubriche e trasmissioni si scatenerebbe, facilmente, l'inferno.
Chi scrive detesta l'ipocrisia e sa bene che in un mondo che premia esclusivamente il denaro e la popolarità la via facile dell'eros è percorsa da interminabili plotoni di debuttanti: non mi sorprende, non mi scandalizza, ma mi infastidisce il fatto che sia il modello sociale ed economico a sostenere quella scelta piuttosto che il merito e la capacità individuale.
Non mi strappo, quindi, i pochi capelli per gridare allo scandalo se qualcun* offre il suo corpo in cambio di favori: chi lo fa pecca di ipocrisia.
Non è quel fatto che va condannato, ma il sistema che induce a quel comportamento nel suo complesso: un sistema che, a quanto pare, è intimamente legato all'umanità fin dalla sua comparsa.





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