SLAVAPARIOLINI DELLA PICIERNOSFERA
- Gilberto

- 30 gen
- Tempo di lettura: 3 min
L'Unione frana sotto il peso della propria supponenza passando dall'essere conglomerato di Imperi colonialisti a colonia imperiale. Bravi, non c'è che dire!
Erano imperi sotto i quali non tramontava mai il sole.
Francia, Spagna, Olanda e Inghilterra (e parzialmente anche il Portogallo) dominavano i mari con le loro flotte mentre le Compagnie delle Indie arraffavano l'arraffabile, imponevano il potere e il comando, colonizzavano, catechizzavano, schiavizzavano e facevano alla grandissima i propri comodi. Bei tempi, direbbe qualcuno.
Ma non basta: che dire di quell'Impero Austro e Ungarico in perenne conflitto con l'Impero Ottomano o di quella Prussia che faceva tremare il mondo?
Tutto in vacca, in una cinquantina d'anni.
Persino il Belgio, divenuto Stato indipendente nel 1830, che da solo possedeva l'immenso Congo è rimasto a consolarsi con cioccolata e patatine fritte, aringhe e birre trappiste.
Uno sfacelo.
Si comincia con l'accordare una Costituzione e si finisce col perdere gli Imperi, altro che!
Così adesso le riunioni degli ex Imperatori sembrano quelle di una loggia massonica un po' desueta, una roba che ricorda le sedute spiritiche o, ad essere ottimisti, le riunioni di cellula ai tempi del PCI. Robe tristi in cui si immagina di dettare ancora legge, di contare ancora qualcosa.
Ma così a quanto pare non è.
Nelle aule parlamentari e ai microfoni sempre aperti del leccaculismo etereo o stampato il pensiero prevalente è quello espresso dagli slavapariolini che abitano la piciernosfera, lontano agglomerato di meteoriti vaganti che talora impattano l'infosfera all'ora di cena.
E mai, dicasi mai, che questi slavapariolini della piciernosfera azzecchino neppure per caso o per errore la strategia che meglio salverebbe gli europei dal risolversi a mettere pezze ai glutei dei pantaloni.
Mai che inquadrino le dinamiche degli Imperi in modo da permetterci un costo umano del riscaldamento.
Mai che comprendano che l'ultimo Impero guardando a destra non smette di combattere fino a quando non ha stravinto.
Mai che comprendano che il nuovo Impero guardando a sinistra a tutto è disposto tranne che ad essere solidale con le colonie che si credono alleate.
Figli dell'Unione della Pace e della Diplomazia invocano armi e guerra, spese ingenti (nostre) e morti (altrui) a mai finire, animati e alimentati dalla loro stessa voce in un delirio di onnipotenza supponente e arrogante.
Così l'Unione barcolla, ondeggia, saltella cercando mirabili soluzioni; si rivolge alle vecchie colonie, sfruttate, bistrattate, prosciugate, implorando nuovi commerci e mirabili relazioni, ipocritamente vestendo gli abiti delle culture abbattute, e ricevendo in cambio diplomatici sorrisi e soddisfatti pernacchioni.
Perché gli Imperi o rimangono imperi, e si comportano da imperi, e impongono le loro regole (magari con la forza) o vanno a ramengo in un batter d'occhio. Guarda cosa accadde a Roma quando il cristianesimo divenne prevalente: pace, amore, porgi l'altra guancia e i barbari arrivarono ovunque.
L'Europa degli Imperi ha perso ogni possibilità di potere, e molta della sua antica credibilità, quando si è vestita di democrazia e comprensione, di buonismo e accettazione, che il potere si mantiene se afferma la propria unicità di pensiero e di governo, se è capace di omologare nella sua primazia e in quella integrando le minorità.
Si è fatto il contrario, convinti che l'umanesimo avrebbe dato nobili frutti.
Abbiamo diviso il mantello e accolto chi bussava e di nuovo i barbari arrivano ovunque.
Chissà che non si trovi il mondo di rispedire gli Slavapariolini nella Piciernosfera da cui sono piovuti.





Commenti