UE TRUMPED & TRAPPED
- Gilberto

- 21 mar
- Tempo di lettura: 5 min
Non tutti sanno che “Trump” in inglese significa il Joker, la Matta delle carte. Destino vuole, “nomen omen”, che Mr Trump abbia Trumpato e intrappolato l'Unione Europea in un gioco solo apparentemente folle.
Nomen Omen, affermavano gli antichi romani: nel nome è indicato il destino. Così “Mc” Donald Trump dispone di un cognome che nei giochi di carte indica la Matta o il Jolly Joker, un cognome che usato come fosse un verbio al participio ben si coniuga in un gioco di parole tra Trump e Trap, significando “giocati e intrappolati”.
Destino vuole che a subire il gioco e ad essere intrappolati nel medesimo siano stati tutti gli europei a cui non è bastata una millenaria civiltà per rendersi per tempo conto del pericolo, della minaccia rappresentata da un personaggio possibilmente afflitto da una sorta di delirio di onnipotenza, passabilmente indifferente rispetto a regole, bon ton, diplomazia e forme del diritto.
Nel mirino degli USA
Mr President è uomo d'affari e considera le relazioni in termini di puro business: quanto mi costa e quanto mi rende una relazione diplomatica? Quanto mi costa e quanto mi rende un'azione militare? Risponde esclusivamente alla sua propria etica, un'etica peraltro poco visibile ai più, e degli accordi, dei pregressi, della stabilità non ha alcuna considerazione ponendosi l'obiettivo di non avere competitors iniziando con l'eliminare quelli, attivi o potenziali, più facilmente aggredibili: noi.
Per gli USA, Trump afferma numeri alla mano, l'UE è una spina nel fianco: brillanti economie generate dall'intervento armato e dal successivo sostegno statunitense hanno minato l'industria a stelle e strisce, prodotti europei tecnologicamente e stilisticamente migliori hanno invaso i mercati americani, persino l'Euro, alla fine, si è proposto come concorrente al dollaro: enough is enough, si dice in inglese. Quando è troppo è troppo. Ed è intervenuto.
Deboli inside
L'Unione Europea è “debole inside”. Non dispone di energia, non dispone di materie prime. Campa di importazione, manipolazione e esportazione.
Bloccagli le importazioni e li stendi al tappeto.
Imponi dazi pesanti sulle esportazioni e smorzi l'economia.
Fagli pagare col sangue l'energia e li rendi mendicanti.
Così deve aver pensato il President e così ha agito.
Il problema, frankly speaking, non sono state le azioni di Trump, uno che pensa – bene o male - di fare i propri interessi e quelli del Paese che rappresenta. Il problema è stata la mancata reazione europea.
Una cecità strategica imbarazzante ha avvolto parlamento, consiglio e giunta UE sposando a tal punto le ragioni statunitensi da perdere di vista le proprie necessità, fino al punto di trovarsi trumped (presi in giro, giocati) e trapped (intrappolati) senza un quadro di prospettive possibili per sostenere, a medio e lungo termine, la propria economia.
La dismissione dell'energia nucleare in Germania, al tempo favorita dal gas economico proveniente dalla Russia, si è oggi rivelata un disastro: il prezzo dell'energia è tale da impedire la produzione industriale, in particolare nel segmento automotive, trainante per l'Europa intera. In Italia il costo dell'energia è tale da impedire l'incremento salariale necessario, ponendo l'impresa nell'atroce necessità di scegliere se pagare le bollette o le retribuzioni. Meglio va per Francia e Slovenia, che le centrali le hanno conservate, ma il mercato e il meccanismo continentali si sono inceppati.
Ora poi, con la Crisi del Golfo, la situazione rischia di precipitare.
Una Exit Strategy per l'UE
Dice Trump che la NATO non gli interessa più: costa troppo agli USA e gli alleati, chissà perché, non sostengono le invasioni statunitensi. Si rifiutano persino ! Così, allora, potremmo cogliere la palla al balzo e dire, prego si accomodi, chiuda le basi in Europa e ci lasci al nostro destino. Ma questa è fantapolitica, aspirazioni che potrebbero stimolare Mr President ad intervenire pesantemente sulla nostra stessa politica interna, magari con l'uso della forza, visto che di forze statunitensi sul territorio europeo se ne contano a bizzeffe.
Se sul versante NATO conviene aspettare che Trump decida autonomamente un eventuale ritiro dal suolo europeo, all'UE serve comunque, e in fretta, un piano di sganciamento dall'orbita USA che consenta una ripresa non ostile con il vasto mondo che agli USA non guarda con simpatia, un “altro mondo” che conta più o meno i due terzi della popolazione planetaria e la metà della produzione economica globale. Magari sarebbe anche bello, ma forse non si può.
La morsa finanziaria e tecnologica
Lecito domandarsi se potremmo, se saremmo in grado, volendo, di prendere le distanze dagli USA. E qui la questione si fa complicata.
I nostri forzieri custodiscono non pochi T-Bond, Titoli di Stato trentennali statunitensi ritenuti bene rifugio per eccellenza dai cassettisti, ma quel che è peggio è che nei forzieri delle SuperBanche e delle società finanziarie americane vi sono i nostri titoli di Stato, e un'eventuale svendita statunitense dei nostri titoli significherebbe un tracollo nei conti pubblici.
Non basta: dove operano le grandi società finanziarie e di Rating? Negli USA, ovviamente. Che valore hanno i loro giudizi sul piano globale finanziario? Elevatissimo. Possiamo permetterci una valutazione pessima da parte di quelle società, o prospettive negative segnalate dal Fondo Monetario Internazionale, azienda privata che fa il bello e il cattivo tempo nello scenario bancario collettivo? Ovviamente no.
E ancora: un continente come l'Europa che non dispone di un “motore di ricerca” paragonabile non dico a Google ma almeno a Bing, può permettersi che Google e Bing stacchino la spina riportandoci a “carta, penna e calamaio” nel giro di un nano secondo?
Un continente come l'UE che non dispone di un sistema satellitare di difesa, ma mendica da privati muskoniani l'accesso a dati e protezione, può permettersi di tornare alle alabarde esposte alla frontiera?
Un continente in cui mezza sicurezza informatica è appaltata a Stati Uniti e Israele, può mettersi in contrasto con le politiche espresse dai gestori della sua sicurezza?
Il risveglio, drammatico, della Bella Addormentata
Abbiamo dormito per mezzo secolo e in quel mezzo secolo siamo stati alimentati per endovena, tenuti in coma farmacologico mentre sognavamo di essere forti, adulti e ben pasciuti.
Poi, come la Bella Addormentata, il sonno è terminato, i sogni sono svaniti, ma al posto del Principe Azzurro e del suo bacio innamorato abbiamo trovato il faccione di Trump che chiedeva il conto per la lungodegenza. Così abbiamo frugato nelle tasche, nei portafogli e nelle borsette trovando solo banconote fuori corso e inadeguati spiccioli.
L'eco degli spari ci racconta in che scenario ci siamo risvegliati e per fortuna adesso è primavera e non dobbiamo accendere i riscaldamenti, ma quel che è certo è che Trump, mantenendosi le condizioni attuali, busserà ancora a quattrini per ottenere il credito maturato imponendo condizioni di manifesta servitù a un continente addormentato.





Il quadro che dipingi è chiaro e drammatico, Trump ha messo in luce le fragilità dell’Europa, dal mercato energetico alla difesa, dalla finanza alla tecnologia. È un richiamo urgente per l’UE...occorre reagire, rafforzare autonomia e strategia, e non restare “addormentata” di fronte alle sfide globali. Il tempo delle scelte è adesso.